“CARABINIERI AIUTO… LA BORDONI È IN ASTEA!”
MENGONI TERRORIZZATO DALLE IDEE
DELLA EX COLLEGA

“CARABINIERI AIUTO… LA BORDONI È IN ASTEA!” MENGONI TERRORIZZATO DALLE IDEE DELLA EX COLLEGA

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Tragicomiche in azienda, l’ex netturbino ora dirigente settore rifiuti, chiama rinforzi

 

“CARABINIERI AIUTO… LA BORDONI È IN ASTEA!”
MENGONI TERRORIZZATO DALLE IDEE
DELLA EX COLLEGA

 

Il blitz di Su la Testa per ristabilire col personale la verità sul ricorso anti Ecofon

“Carabinieri? Aiuto! Mandate subito una pattuglia in Astea. C’è l’ex amministratrice Bordoni che sta parlando con i dipendenti fuori dall’orario di lavoro…”.

L’ex Amministratrice Astea, Monica Bordoni

Il povero centralinista del 112, stralunato per l’insolito allarme (e dire che il personale è allenato a ricevere, a tutte le ore, sos strampalati) come da prassi ha invitato l’interlocutore a mettersi tranquillo e ripetere con calma il motivo dell’allarme.

“Ho detto che dovete correre subito in Astea – ha ripetuto con fare leggermente più calmo la voce dall’altra parte – è in corso un blitz politico… se fate presto cogliete la Bordoni sul fatto”.

Insomma il povero centralinista, a richiesta di maggiori spiegazioni – se questo blitz fosse in atto all’arma bianca, pistola alla mano, spianando fucili e mitragliatrici o più alla moda fosse in stile kamikaze – si è dovuto arrendere alla foga dell’interlocutore che stava vedendo la Bordoni ormai in ogni angolo di Astea, intenta a propagandare il verbo; ovvero il concetto che ha ispirato il ricorso alla commissione nazionale anti corruzione (ANAC) contro l’adesione solitaria di Osimo al piano Ecofon voluto da Ancona e avversato dal resto dei Comuni importanti della provincia.

Ma torniamo all’isterica Astea e ai suoi non di meno dirigenti; un nome fra tutti, il solito Gianchy (per amici ed ex) Mengoni… l’ormai famoso netturbino passato in una notte, come Cenerentola, da sguattero a Principe Azzurro!

E a differenza della favola rimasto tale anche dopo la mezzanotte, ovvero l’arrivo della nuova Amministrazione Pugnaloni, a conferma che la qualità non è monnezza.

Ebbene, mentre ancora il povero Carabiniere, ligio al dovere, chiedeva indirizzo e numero civico dove far giungere soccorsi, Gianchy stanco di attendere il ripristino dell’ordine tramite la forza dello Stato, ha provato a farsi giustizia da solo, dandosi un pò di tono e affrontando l’ex collega di partito e l’ex collega in Astea sullo stile del marito cornuto che, molto timidamente, per paura di perdere per sempre la moglie, chiede conto dell’avvenuto tradimento col migliore amico!

“Ma Monica, non puoi fare questo – ha bisbigliato Mengoni credendo di urlare a squarciagola – Se in Astea…”.

Giancarlo Mngoni, Responsabile Astea igiene urbana

Per tutta risposta la Bordoni, non curando di uno sguardo quello che sempre di più assomigliava ad un marito sull’orlo di una crisi di nervi, ha intimato Gianchy a togliersi cortesemente dalla sua attenzione.

“Non sono qui per parlare con te! Lo fosse stato mi sarei presentata in ufficio. Quindi per una volta prova a fare quello che è ti più difficile, perchè – diretta alla bacheca dove in evidenza campeggiava un post-it a firma Pd critico sul ricorso Bordoni – ho cose più importanti da fare”.

Passando dai bisbiglii urlati al lamento piagnucoloso Mengoni ha avuto il coraggio di continuare e ribattere rinfacciando un amore ormai impossibile. “Non sai Monica cosa dicono di te… che brutti pensieri circolano. Non farti del male. Sappi che non è colpa mia se…”

Purtroppo non sapremo mai di quale non-colpa rischia di macchiarsi il curriculum di Gianchy dal momento che giunti al se… la Bordoni ha definitivamente chiuso il confronto con un concetto secco, non riferibile ai minori di anni 18, che inizia con un “mò”.

Vista la mala parata a Mengoni non è restato altro da fare che mettersi in strada e sperare in un… ritardo del Carabinieri. Sempre che al 112 avessero finalmente sbrogliato la qualità dell’allarme in corso.

Nel frattempo, tornando a Cenerentola, non è scoccata la mezzanotte ma una molto più prosaica campanella di fine turno; attorno alla Bordoni, come immaginabile, si è stretto un fitto cordone di dipendenti incuriositi più da quel gran correre di Mengoni da in ufficio all’altro che dal succo, vuoto, di una vicenda che non li interessa per il semplice fatto che il ricorso all’Anac anti adesione Osimo all’Ecofon non riguarda la forza lavoro rifiuti urbani.

Smarcati i cartellini di presenza, dunque tornati liberi cittadini italiani, chi ha voluto ha ascoltato le ragioni del “blitz” della Bordoni che ha ripetuto, anche ai meno pronti di testa e hai più malfidati, che contrariamente alle favole elettorali del Pd possono dormire, tutti, indistintamente sonni tranquilli.

Dopo di che, ristabilita la verità delle cose, la Bordoni ha lasciato indisturbata Astea mentre ancora, in qualche ufficio, qualcuno riceveva nuove istruzioni di stare calmi e non prendere iniziative. Stiamo arrivando…

Fine di un fine mattinata politico di pazzia solo ordinaria. L’impressione è che si riuscirà ad alzare l’asticella del cafonal molto più in alto.

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