VARATO ANCHE IL PREMIO CITTADINANZA DISONORARIA!
A CERISCIOLI LA MEDAGLIA DI OTTONE ARRUGGINITO…

VARATO ANCHE IL PREMIO CITTADINANZA DISONORARIA! A CERISCIOLI LA MEDAGLIA DI OTTONE ARRUGGINITO…

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VARATO ANCHE IL PREMIO CITTADINANZA DISONORARIA!
A CERISCIOLI LA MEDAGLIA DI OTTONE ARRUGGINITO…

Purtroppo si tratta solo di aspirazione; la realtà vedrà il normale premificio do ut des


“Lunedì 17 settembre, ore 21, presso il Teatro La Nuova Fenice, cerimonia solenne dinanzi alle autorità civili, militari e religiose – così annuncia il manifesto comunale – per il conferimento delle Medaglie d’oro (oro con la o minuscola essendo la medaglietta solo bagnata nel prezioso metallo) di civica benemerenza.

Consigliamo gli osimani di presiedere in massa in quanto si tratterà dell’ultimo episodio di un premio, iniziato negli anno ‘70 con il Sindaco Polenta, andato via via trasformandosi in una macchina per produrre voti di scambio, senza neanche più il pudore di salvare le apparenze e fingere che non lo sia.

Ci scuseranno i premiati di massa di questa edizione se, con licenza poetica, abuseremo della posizione dominante per riadattare, verso il vero, le motivazioni del premio… ma riportare le notizie entro i confini della verità più prossima ci sembra il minimo che un giornale possa fare per salvaguardarsi in credibilità verso i propri lettori.

La medaglia di argento 2018, sia pur immersa rapidamente nell’oro, verrà assegnata, questa la notizia più importante, per l’ultima volta!

Meglio tardi che mai. Essendo evidente come sia degenerato il pensiero iniziale, di porre al centro della pubblica ammirazione la persona, il lavoro, l’attività oggettivamente meritevole di segnalazione, per trasformarsi in un poco degno “premificio” con onorificenze di ogni tipo andate in mezzo secolo pure al… porco (escluso il suino che più meritava, quello al centro della Battaglia con Ancona) è parso d’obbligo, per i candidati Sindaco 2019, porre al primo posto programmatico la cancellazione della fabbrica di benemerenze.

Al suo posto verrà un unico premiato all’osimano, di qualunque credo politico, evidenziatosi per avere qualcosa in più nel proprio bagaglio. E se un anno o due non ci saranno persone all’altezza… la regola sarà quella di non abbassare il riconoscimento su livelli valoriali più bassi. E quindi di non assegnare la pubblica lode.



In attesa che il merito torni a fare la differenza, accontentiamoci dei meriti di lingua, in corsa campestre (salto del fosso) e di opportunità di cui trabocca anche l’edizione di quest’anno.

Una prima medaglia di pregiato argento dorato andrà al concittadino dottor Luciano Carbonari probabilmente con la motivazione di aver ben curato, a Torrette, papà Pugnaloni; altra medaglia al pittore Mario Mosca, è possibilissimo, per aver fatto dono al Primo cittadino di due quadri che facevano tanto “pendant” nel salone della prima casa della città; un terzo argento come negarlo ad Alessandra Mammoli, neo iscritta al Pdt e campionessa di salto del fosso, da una parte all’altra della politica?

Restano i frati della Misericordia e i 300 anni della parrocchia (qui ballano alcune decine di voti facilmente acquisibili alla causa del 26 maggio) ed infine riconoscimento all’ex maestro ed ex un sacco di altre cose Carlo Gobbi in quanto… l’ex consigliere comunale Dc fedele alla correntina di Foschi e Donat Cattin (e per questo premiato, ai tempi, con la guida dell’Ospedale (quando c’era) e dell’Aspmo) ha collezionato in carriera tutti gli attestati possibili… e questo mancava!

Che altro aggiungere? Uno sguardo alla cittadinanza onorario e uno, più attento, al nuovo riconoscimento dedicato alla “cittadinanza osimana disonoraria”, meritano di essere raccontati.
Sorvolando sullo storico fiorentino Franco Cardini, ex Movimento sociale ma ammiratore di Che Guevara, libero pensatore sul terrorismo definito “senza differenze con il movimento partigiano”, nonchè autore di un paio di conferenze in città (un pò pochino per onorare Osimo…), che dire dell’esempio marchetta dell’anno attribuita a Gianni Genga?

Fossimo nel Direttore dell’Inrca avremmo rispedito al mittente l’evidente tentativo di voler a tutti i costi autenticare per vero un falso storico – il salvataggio dell’ospedale – che gli storici futuri non avranno difficoltà a ristabilire, con la correttezza che i secoli donano alle circostanze umane, come uno dei più gravi furti legalizzati, se non il più grave, subito in ogni secolo dalla comunità osimana.

In ogni caso contento il dottor Genga a prestarsi sino in fondo… contenti tutti.
E veniamo, in extremis, al neonato premio, visto che una pergamena non la si nega a nessuno, da noi inventato e denominato Cittadinanza disonoraria 2018”, premio che, a differenza delle benemerenze, continuerò anche in futuro, con la nuova Amministrazione.

Dopo averne discusso brevemente in Redazione, col consenso assoluto dei presenti, si è deciso di assegnare la medaglia, di Ottone arrugginito, al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli con la seguente motivazione: “Essere riuscito a smantellare l’intera sanità ospedaliera (e non solo) osimana in modo da non riproporre il tema nei secoli dei secoli. Con l’aggiunta della Lode per esserci riuscito nel corso di mezza legislatura, autentico record politico destinato agli annali negativi”.

Conferisce, di diritto, la cittadinanza disonoraria il Primo cittadino Simone Pugnaloni.

Ci sembra di aver detto abbondantemente tutto e più di tutto su questa ultima farsa, purtroppo legata al nome innocente di San Giuseppe, se non fosse che in extremis ci corre l’obbligo di suggerire all’Amministrazione un ultimo premio, capace di spostare una dozzina di consensi.

Tra le onorificenze alla memoria non manchi quella alla fresca buonanima del Barone; amici e familiari sapranno ringraziare.


 

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