TUTTA CHIETI SI È STRETTA ATTORNO A SAMUEL LUTTO CITTADINO AD OSIMO PER DINO E MARINA

TUTTA CHIETI SI È STRETTA ATTORNO A SAMUEL LUTTO CITTADINO AD OSIMO PER DINO E MARINA

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Cordoglio e lutto nel cuore domenica a Chieti per l’ultimo saluto a Domenico Di Michelangelo e Marina Serraiocco, morti a 41 e 37 anni, lasciando orfano il piccolo Samuel, scampato miracolosamente alla tragedia insieme agli altri bambini dell’hotel.

Un dolore profondo e composto per il capoluogo provinciale abruzzese. Si può dire senza l’enfasi di circostanze simili, che realmente l’intera città ha partecipato, in silenzio, alla cerimonia funebre officiata in Duomo.

Un ultimo toccante saluto, durato quasi due ore, con il corteo funebre partito dal Palazzo della Provincia (vedi filmato di Chietitoday) dove era stata allestita la camera ardente per raggiungere la Cattedrale.

Tanta la gente dentro San Giustino quanta quella fuori in attesa, nella piazza sgomberata dalle auto per tutta la giornata. Tutto immerso nel silenzio rotto solo dall’applauso quando le due bare sono entrate in chiesa.

Si è pregato interrompendosi, talvolta, per chiedersi perché di una tragedia senza confini. Presente al rito funebre anche il numero due della Polizia Luigi Savina, i colleghi del Commissariato di Osimo dove Domenico Di Michelangelo prestava servizio da un anno e mezzo, gli amici e naturalmente tutti i parenti e i cari.

In mano le foto di Dino e Marina.

«Non siete soli – ha detto loro nell’omelia monsignor Bruno Forte, celebrante le esequie – l’affetto di questo popolo è con voi». Poi un pensiero particolare è andato, inevitabile, a Samuel «che portiamo nel cuore con tutto l’amore»  ha detto l’Arcivescovo, ricordando che Dino e Marina si erano giurati amore eterno proprio nella cattedrale teatina. “Perché?” E’ questa la domanda che tutti ci poniamo davanti a questo grande dramma. Noi non sappiamo rispondere. Però sappiamo che la risposta è l’amore. Chi crede sa che Dio ama ognuno di noi di un amore eterno”.

E ancora, monsignor Forte ha continuato: “Perchè? Di fronte a questa tragedia assurda questa risposta non è facile; ma la logica di Dio non è la logica di questo mondo» ha aggiunto l’Arcivescovo invocando sui presenti il dono della fede.

Infine, sulle note struggenti dell’Ave Maria di Schubert, un pensiero doveroso ai soccorritori che per una settimana hanno scavato a mani nude tra la neve e le rovine dell’hotel, estraendo si per ultimi i corpi di Domenico e Marina ma rendendo possibile l’autentico miracolo toccato in sorte al loro figlioletto e agli altri 10 superstiti.

Sono le 17.20 quando in cielo, a Chieti come ad Osimo dove in concomitanza con la cerimonia è stato proclamato il lutto cittadino, volano palloncini bianchi e a forma di cuore. Poi l’applauso di una città che ha sofferto e sperato fino all’ultimo istante. Quella Chieti che – con Osimo – non dimenticherà tanto presto.

PASSATEMPO ABBRACCIA IL PICCOLO SAMUEL
OSIMO VAL BENE UNA MESSA

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