CONFERMATI IN APPELLO I 5 ANNI PER FABRIZIO ANTONELLI
IL PADRE DELLA RAGAZZA CHIEDE I DANNI AL SERT DI TORRETTE

CONFERMATI IN APPELLO I 5 ANNI PER FABRIZIO ANTONELLI IL PADRE DELLA RAGAZZA CHIEDE I DANNI AL SERT DI TORRETTE

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Con la condanna pressochè definitiva, i legali della giovane 16enne modenese si apprestano ad avanzare il risarcimento morale e materiale anche ai vertici amministrativi dell’Asur area vasta 2. Per tre notti consecutive due infermieri e altrettante operatrici sanitarie non si accorsero di nulla!


Di quella violenza, subita a 16 anni all’interno del reparto di Psichiatria di Torrette, sarà chiamata rispondere, in solido con Fabrizio ANTONELLI, anche la Dirigenza della Asur Area vasta 2, pro tempore affidata al Direttore Giovanni GUIDI.
Queste le risultanze del processo di Appello che nei giorni scorsi, accogliendo il verdetto emesso in primo grado nei confronti del 48enne osimano, ha di fatto confermato, immutata, la pena a 5 anni per violenza sessuale all’unico imputato.
Inutilmente l’avvocato difensore dell’operaio osimano, Diego DE GIACOMI, ha tentato di dimostrare una diversa rappresentazione della vicenda rispetto alla ricostruzione fatta dai Carabinieri di Collemarino e confermata in sede di Appello.
La linea di difesa “Grillo” – incentrata a dimostrare la non attendibilità delle dichiarazioni della minore, per il fatto di essere state rappresentate tardivamente rispetto alla violenza presunta subita – ha praticamente lasciato a giudizio della Corte il tempo che ha trovato, ovvero di completa insussistenza.

Giovanni GUIDI, Direttore ASUR Area vasta 2, responsabile pro tempore

Decisamente più interessante l’argomentazione, post sentenza, anticipata alla stampa dall’avvocato MIRAGLIA (del foro di Modena), che ha preannunciato la volontà del padre della ragazza di procedere con la richiesta di risarcimento per i danni, morali e materiali, subiti dalla ragazza all’interno della struttura di Torrette, di competenza pro tempore in capo al Direttore Area vasta 2, Giovanni GUIDI.
Stessa richiesta verrà girata a Fabrizio ANTONELLI, autore della violenza e dei tentativi di ripetere l’atto sessuale approfittando della mancata vigilanza notturna, pur presente in forze di due infermieri e altrettante operatrici, ma alla prova dei fatti colpevolmente inefficace.
La famiglia della ragazza emiliana violentata, costituitasi parte civile nei confronti di ANTONELLI, ha già intascato una provvisionale di 5.000 euro per i fatti accaduti nei primi giorni di dicembre 2018, somma ovviamente ritenuta insufficiente per chiudere la partita.
Da qui l’allargamento della responsabilità civile anche al cosiddetto repartino psichiatrico di Torrette, Sert, e quindi ai vertici dell’autorità Asur di competenza affinchè si arrivi ad un accordo avallato dall’assicurazione.
Cosa avvenne nella realtà nelle notti tra il 2 e 5 dicembre 2018? ANTONELLI, ricoverato anch’egli nel reparto, aveva effettivamente notato l’interesse, insistente, della ragazzina ad essere ricoverata in una camera solo per lei.
La notizia, elaborata dall’osimano, ha dunque portato l’uomo a sperare in una certa disponibilità di fondo della vittima; come per altro avvenuto almeno la prima notte.

Fabrizio ANTONELLI, 48 anni, condannato anche in appello per la violenza sessuale su minorenne

Approfittando della mancata vigilanza notturna (evenienza riscontrata per ben tre notti consecutive!) l’uomo è così sgattaloiato fuori dalla propria camera, entrato nella sezione femminile del Sert, fino ad intrufolarsi nel letto occupato dalla giovane.
L’osimano, non trovando resistenza nella allora 16enne, prima le avrebbe alzato la maglietta palpandole i seni… e poi sarebbe sceso alle parti intime, consumando un rapporto sessuale completo con la giovane.
Nelle due notti successive al 3 dicembre, Fabrizio ANTONELLI sarebbe tornato ancora nella stanza, del resto ormai ben aveva appreso come fare, forte del disinteresse di chi avrebbe dovuto, prima ancora di vigilare, prendersi cura dei pazienti.
Stessa procedura con il 48enne ad iniziare approcci più spinti fin quando la ragazza, evidentemente, o non ha più gradito o ha temuto di essere scoperta. Sta di fatto che nelle notti successive i tentativi non sono andati in porto come la prima volta.
A minare le sicurezze della ragazzina, parrebbe, proprio le animate discussioni con l’ex ricoverata di stanza che, accortasi del traffico notturno, avrebbe rinfacciato alla ragazza le reali motivazioni di voler godere di una camera solo per se.
Pentita o meno di quanto successo, è a quel punto che la giovane ha sentito la necessità di liberare il proprio animo e confidarsi con una dottoressa del reparto, innescando le inevitabili, facili, indagini.
Probabilmente la vicenda penale si chiuderà così, con i 5 anni accollati sul conto di Fabrizio ANTONELLI, libero per la vicenda (in attesa di un possibile ricorso in Cassazione) ma alle prese, nel frattempo, con ulteriori guai con la giustizia.
Nelle more del verdetto anche l’appello, direttamente al Ministro della Salute SPERANZA, di aumentare di numero e soprattutto di qualità le strutture pubbliche chiamate a dare risposte ai minori con problemi di droga, affetti da dipendenza, alloggiati per mancati di adeguati spazi con maggiorenni che possono dimostrarsi pericolosi.
“Sarebbe opportuno – termina la nota dello studio MIRAGLIA – cominciare a pensare a strutture dedicate, riservate all’accoglienza di minori affetti da dipendenza; soggetti come la vicenda anconetana ha insegnato, particolarmente fragili e vulnerabili”.





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