DOPO SCALFARO E LA BINDI,
TOCCA ALLA BOLDRINI…
ALTRA ISTITUZIONE IN MINORE
IN VISITA AD OSIMO

DOPO SCALFARO E LA BINDI, TOCCA ALLA BOLDRINI… ALTRA ISTITUZIONE IN MINORE IN VISITA AD OSIMO

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La città davvero non fortunata in fatto di validi rappresentanti delle Istituzioni

 

DOPO SCALFARO E LA BINDI,
TOCCA ALLA BOLDRINI…
ALTRA ISTITUZIONE IN MINORE
IN VISITA AD OSIMO

 

La discussa Presidente della Camera attesa il 1° dicembre per l’inaugurazione Filo d’Oro

La più che discussa Laura Boldrini per il taglio del nastro alla nuova sede del Filo d’Oro. L’appuntamento, per venerdì 1° dicembre, è stato anticipato rispetto alla data del 53° compleanno in programma per il 20 dicembre, in quanto la Presidente della Camera conta, per quella data, di varare la legge capolavoro – lo ius soli – che, più di ogni altra, rende la terza carica istituzionale dello Stato invisa alla stragrande maggioranza degli italiani.

Ma tant’è, evidentemente tra Osimo e i massimi rappresentanti dello Stato non corre buon sangue. Nel settembre del 1994 toccò al peggior Presidente vantato dalla Repubblica – Luigi Scalfaro, l’inventore della par condicio e di mille e una nedandezze sottobanco per intralciare i governi Berlusconiani – visitare una città che ben conosceva essendo, da prete mancato, devoto di San Giuseppe da Copertino

Mille esitazioni accompagnarono l’allora Amministrazione Orsetti sulla opportunità o meno di invitare ufficialmente il Capo dello Stato in visita alla città; alla fine prevalse la storia e tra il poter annoverare quale ospite un Presidente della Repubblica scarso e non avere nulla, Orsetti scelse di avere quello che c’era.

“Tanto tra 100 anni – commentammo insieme – nessuno ricorderà più l’operato di Luigi Scalfaro e l’oblio farà finalmente giustizia di tanti interrogativi; la visita di un Presidente della Repubblica ad Osimo invece resterà nelle pagine di storia cittadina”.

E così fu.

Altra discussa presenza, questa volta obbligata, per Rosy Bindi, allora Ministro della Sanità, chiamata ad Osimo dal Sindaco Niccoli, nel dicembre del ‘98, per la posa della prima pietra dell’ospedale di rete a San Sabino.

Anche qui la statura politica minuscola del personaggio fece scopa con la storia toccata in sede alla sfortunata prima pietra… orfana di tutte le altre nonostante lavori ben pagati e mai eseguiti per le vicende a tutti note.

Rosy Bindi, pure fedele di San Giuseppe (?), era già stata in città e le capito pure di tornarci prima che nel ‘99 Vittorio Sgarbi, noto “ammiratore” della parlamentare ex democristiana, fece di Osimo la capitale di molti insuccessi elettorali ma non di cassetta.

E veniamo così ai giorni nostri, anzi a quelli che verranno. Se una presenza politica è capace, oggi, di mettere d’accordo, nel fastidio prodotto ai propri elettori, la maggioranza degli italiani, questa è l’ex carneade Laura Boldrini.

Fatta eleggere in fretta e furia dal Presidente Napolitano (altro Capo dello Stato che avrebbe meritato una visita ufficiale ad Osimo) e dal presidente incaricato Letta, durante giorni in cui l’Italia divisa in tre, uscita dalle elezioni in pieno inverno, sembrava allo sbando ed incapace di trovare una guida sicura, la Boldrini mise tutti d’accordo in quanto in grado di assicurare, a qualunque governo fosse uscito dopo Letta, il minor fastidio possibile. A distanza di anni, ad esempio, quasi nessun italiano è in grado di dire quale partito della Sinistra estrema la collega giornalista rappresenta.

Il mandato, prossimo alla fine, sarebbe così scorso tranquillo senza sussulti se le vicende dei crescenti sbarchi sulle coste siciliane di questi anni non avessero suggerito alla Boldrini, sbarco dopo sbarco, di rendere sempre più audaci le proprie tesi sui fratelli africani.

Fino alla quasi santificazione del clandestino (attenzione termine consigliato proibito “clandestino” dalla stessa Boldrini e accettato come tale dall’Ordine nazionale dei Giornalisti non potendo un essere umano, una volta venuto al mondo, essere clandestino ovunque possa trovarsi…) ed altri optional del genere incoraggiati da Laura Boldrini.

Appuntamento dunque per venerdì 1° dicembre, presso la nuova sede da inaugurare, al Padiglione, della Lega del Filo d’Oro.

Il grazie locale degli osimani per tanta presenza, invece, può di diritto andare a Luigi Giacco, vicinissimo al Filo d’Oro da sempre quanto alle linee guida del Presidente della Camera e tra i pochissimi in circolazione nella galassia a Sinistra del Pd a riconoscersi nel pensiero boldriniano.

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