E DOPO BONAFEDE… MATTEO SALVA ANCHE L’ALTRO MATTEO
IMMUNITÀ, NO DELLA GIUNTA AL PROCESSO OPEN ARMS

E DOPO BONAFEDE… MATTEO SALVA ANCHE L’ALTRO MATTEO IMMUNITÀ, NO DELLA GIUNTA AL PROCESSO OPEN ARMS

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La pattuglia renziana non partecipa al voto, certificando il passaggio di Italia Viva nel Centro-Destra? In realtà l’ex premier tira la corda in attesa dell’occasione giusta


E dopo aver salvato il Ministro Bonafede, Matteo Renzi – sempre più a caccia di visibilità visto l’approssimarsi di elezioni regionali che potrebbero vedere Italia Viva quantomeno al debutto in Toscana – salva anche l’omonimo Salvini. Qualcuno dice certificando ufficialmente l’ingresso dei renziani nella coalizione di Centro-Destra.

Staremo a vedere. Per il momento, grazie al voto di ieri della Giunta per le immunità, uno dei tanti processi al leader della Lega si allontana.

13 contrari al si al processo nella vicenda Open Arms e solo 7 i voti a favore dell’incriminazione ulteriore di Salvini.

Per il no si sono espressi i 5 parlamentari della Lega, i 4 di Forza Italia, l’onorevole di Fratelli d’Italia e quello delle Autonomie a cui si sono aggiunti due senatori grillini dissidenti: Alessandra Riccardi e Mario Giarrusso.

A favore hanno votato i restanti 4 senatori a 5 Stelle, Anna Rossomando (Pd), Gregorio De Falco (Gruppo misto, quello del famoso “Vada a bordo, cazzo!”) e l’ex Presidente del Senato Pietro Grasso (Leu).

Non hanno preso parte al voto i tre senatori di Italia Viva Giuseppe Cucca, Nadia Ginetti e Francesco Bonifazi che dunque si rimettono alla decisiva valutazione del Senato, prevista per ottobre.

“Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria – ha spiegato Bonifazi – così come avevamo richiesto, sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex Ministro dell’Interno; indicazioni che non sono arrivate. Dal complesso della documentazione prodotta, inoltre – riferendosi alle responsabilità almeno similari del premier Conte – non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati”.

Con tanto di spiegazione esplicita quando Italia Viva ha apertamente fatto riferimento all’avallo del Governo sullo sbarco vietato.

Con ciò Matteo Renzi ha dimostrato, ancora una volta, non solo che esiste, ma che ha un potere significativo sul funzionamento della coalizione di governo, la cui esistenza è attribuibile in esclusiva alla sua giravolta di agosto. 


Prove tecniche di collaborazione tra i due Matteo

Dunque “solo” l’ennesimo episodio a cui ne seguiranno altri. Un messaggio chiaro e forte al premier “Giuseppi” di abituarsi ad un continuo “mordi e fuggi” che continuerà a lungo e fintanto riserverà utilità.

Del resto, in attesa di una crescita nei sondaggi che certifichi Italia Viva partito almeno del 10-12%, vero ago della bilancia per qualsiasi futuro Governo, non si capisce perché Renzi non debba approfittare di una carta importante fra le mani.

Del resto funzionava così anche un tempo. Scherzetti che l’allora penta-partito giocava alla Dc… con la differenza, però, che allora la Democrazia Cristiana, una volta tornati alle urne, rivinceva e poteva regolarsi di conseguenza nella formazione del nuovo governo. Giochetto che il governo Conte non può permettersi.

Il blitz dell’ex Premier e dei suoi senatori, dunque, non è che l’ennesimo tassello di una strategia politica, l’unica possibile in questo momento. 

Renzi deve segnare una sua identità politica, differenziarsi da Conte e ricordare all’Italia che l’avvocato del popolo è stato premier Giallo-Verde prima di diventare Giallo-Rosso. Stavolta, peraltro, lo ha potuto fare senza rischiare di far cadere il Governo, come successo la settimana scorsa con Bonafede. 

Questo è il suo vero limite: Renzi può tirare la corda ma non può rischiare di spezzarla. Dunque perché mai avrebbe dovuto farsi scappare un’occasione del genere?

Diciamo pure che, piaccia o meno, l’ex Premier è oggi l’unico che sta facendo politica… peccato per Renzi che gli italiani non paiono fidarsi. Insomma Renzi rischia di essersi ficcato da solo in una trappola senza uscita la cui via di uscita, la crisi di Governo, appare si come una pistola… ma scarica!


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