Dopo anni emerge la verità: l’esito sfavorevole alla scuola noto a Pugnaloni fin da Natale

FORNACE FAGIOLI 2014:
IL CERTIFICATO DI INAGIBILITÀ
NEL CASSETTO PER SEI MESI!

Ciò nonostante il Sindaco lasciò terminare l’anno scolastico ignorando ogni rischio

Dopo anni emerge la verità: l’esito sfavorevole alla scuola noto a Pugnaloni fin da Natale FORNACE FAGIOLI 2014: IL CERTIFICATO DI INAGIBILITÀ NEL CASSETTO PER SEI MESI! Ciò nonostante il Sindaco lasciò terminare l’anno scolastico ignorando ogni rischio

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250 bambini, 500 genitori, 1.000 nonni circa e 1 Sindaco, tutti “miracolati” tra Natale 2014 e la fine dell’anno scolastico 2015 senza neanche saperlo!

Stefano Simoncini, Sindaco fino a giugno 2014

Ci correggiamo e spieghiamo subito. Almeno una persona tra i 1.751 aventi diritto ad accendere un bel cero a Sant’Emidio, protettore dai terremoti, più di qualcosina sapeva bene di quella scuola ma, puntando tutto sullo stellone italiano “a me non capita di sicuro”, ha preferito far finta di nulla e rischiare l’incolumità fisica di scolari, maestre, bidelle e quant’altro.

Bene. La scuola in questione è la elementare “Fornace Fagioli” di via San Gennaro, ricadente sotto l’amministrazione del comprensivo “Giulio Cesare” da intendersi – comprensivo – non tanto come istituto ma piuttosto come sinonimo di tollerante, disponibile a chiudere un occhio e se serve anche entrambi.

Del resto in questo fantastico Paese chiamato Italia nessuno norma punisce un Sindaco che seppur, a conoscenza della inagibilità di un pubblico edificio certificata da tecnici, nulla compie per evitare possibili catastrofi.

Scuola elementare “Fornace Fagioli” frequentata per sei mesi nonostante la conclamata inagibilità

Ciò che conta, stando all’ordinamento, è eseguire le verifiche tecniche che certifichino o meno la vulnerabilità sismica di ciascun edificio; dopo di che, anche di fronte ad un esito positivo conclamante un rischio graduato da lavori urgenti, è possibile tenere il responso nel cassetto, incrociare le dita e soprattutto fare in modo che il minor numero possibile di persone venga a conoscenza dell’esito potenzialmente nefasto.

Confermato come quella scuola fosse la elementare Fornace Fagioli, detto che l’anno scolastico era il 2014-15 e che il Sindaco era l’appena arrivato Simone Pugnaloni proviamo a capire come mai la notizia viene a galla solo tre anni dopo.

“Veramente – spiega Gilberta Giacchetti, Consigliere comunale e all’epoca Assessore alla Pubblica istruzione – sui forum e le pagine in rete che si rifanno al movimento delle liste civiche, questa brutta storia è tutt’altro che scorsa via sotto silenzio. Ricordo bene che se ne discusse abbastanza, almeno al nostro interno. Agli osimani, è probabile, la notizia non arrivò compiutamente… purtroppo la stampa cittadina non sempre brilla per arrivare bene sulle news. Insomma è possibile che più di qualcuno, dei 1.751 aventi diritto, non sappia ancora…”.

Simone Pugnaloni

Che cosa Giacchetti?

“Che l’Amministrazione Simoncini, proprio con i controlli fatti eseguire sulla “Fornace Fagioli”, aveva ultimato il ciclo delle verifiche riguardanti tutte le scuole di Osimo. Insomma l’Amministrazione precedente si era preoccupata di conoscere e mettere in regola le situazioni scolastiche a rischio. Il problema della Fornaci Fagioli fu che, giungendo questi riscontri a cavallo tra l’avvicendamento del mandato a Simoncini e quello di Pugnaloni, l’esito di inagibilità arrivò in mano all’attuale Sindaco attorno Natale 2014, vale a dire a circa sei mesi dal termine dell’anno scolastico. E’ del tutto evidente che i provvedimenti del caso (quelli di chiusura e messa a norma della scuola, intrapresi solo con l’anno scolastico 2015-16, NdR.) ricadevano nella sensibilità e cura degli interessi primari di ogni cittadino che compete ad ogni buon Sindaco…”.

Buon Sindaco all’epoca impegnato in mille riconteggi di schede valide e non e che alla fine preferì puntare tutto sull’uscita alla roulette dello “zero” verde.

Oggi, complice decine di altri edifici pubblici a rischio sparsi sul territorio – su tutti almeno un’ala di Palazzo comunale, per tacere della Torre – quella vicenda tanto rischiosa quanto fortunata, quanto indicatoria di un modo di fare leggero, facile, addirittura – verrebbe da dire – deresponsabilizzato dei rischi che ogni decisione comporta, pare voglia essere replicato a danno di chi lavora negli uffici del Comune; dal personale che tutti i giorni varca la soglia del Palazzo al pubblico che accede ai vari servizi, alle opere di valore custodite in Municipio. A cominciare dalle statue romane simbolo stesso di Osimo!

Tutte sottoposte alla stessa speranza della scuola elementare: tocchiamoci tutti e insieme speriamo. Se questo è un Sindaco…

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