IL COVID SALVA LA BANDA DALL’ARRESTO MA NON DALLE INDAGINI
FURTI SU COMMISSIONE, LA SQUADRA MOBILE INCASTRA I FOGGIANI

IL COVID SALVA LA BANDA DALL’ARRESTO MA NON DALLE INDAGINI FURTI SU COMMISSIONE, LA SQUADRA MOBILE INCASTRA I FOGGIANI

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Ad ottobre e novembre in 5 avevano colpito ai danni della Cagnoni di San Sabino e della Farmaregno di Monte Roberto, rubando rame e medicinali (non recuperati) per un valore di 250.000 euro. Ampia confessione di un bandito


La conferenza stampa del Capo della Squadra Mobile Carlo PINTO

Salvati dall’arresto a causa del reiterato coprifuoco notturno, banda foggiana nulla può contro le serrate indagini della Squadra Mobile di Ancona.
Smantellata la notte scorsa un’intera organizzazione malavitosa di Cerignola, composta da quattro componenti con alle spalle curricula delinquenziali di tutto rispetto, dediti ai furti su commissione di grossi quantitativi di merce; denunciato per furto pluri aggravato, commesso in concorso, anche un basista marchigiano residente a Potenza Picena.
A far decidere gli uomini guidati dal capo della Mobile Carlo PINTO sulla necessità di agire, proprio la circostanza che vuole il termine del lockdown non ancora ipotizzabile a breve scadenza; diversamente la banda pugliese, denunciata per intero in quanto ritenuta responsabile di due colpi in provincia di Ancona – il 19 ottobre ai danni della CAGNONI Srl di San Sabino e il 3 novembre contro la FARMAREGNO di Monte Roberto – avrebbe senz’altro tentato un terzo raid nelle nostre zone, già programmato e di volta in volta rinviato causa Covid, dove ad attenderli in flagrante avrebbero però trovato l’intera sezione della Mobile.

Nel fermo immagine il camion utilizzato per il trasbordo. Nei due riquadri i due banditi

Così non è stato e gli eventi maturati, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ancona, hanno consigliato gli investigatori a mostrare le carte radunate in possesso e mostrarli alla controparte, certi di un ragionevole successo. Confermato dai fatti.
Il primo episodio, a carico dei cinque denunciati come possibili autori, è stato messo a segno proprio in città, nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, ai danni della CAGNONI Srl di San Sabino, impresa meccanica di precisione utilizzante prezioso rame come materia prima.

Bel colpo per la squadra Mobile di ANCONA

Nel caso l’oro rosso sottratto all’azienda osimana, valore di mercato del metallo sugli 8 euro il chilo, ammontava addirittura a ben 10 tonnellate! Un bottino di circa 80.000 euro in componenti metallici, semi lavorati, profilati e tubolari tutti caricati su un camion utilizzato dalla banda per il trasporto.
Il secondo colpo, due settimane dopo, sempre di notte, stavolta tra lunedì 2 e martedì 3 novembre, è stato messo a segno ai danni della ditta chimica e parafarmaceutica all’ingrosso FARMAREGNO di Monteroberto dove la banda dei quattro foggiani, una volta riuscita a disinnescare le misure di allarme, ha fatto man basso di prodotti caricando il camion, sempre lo stesso utilizzato a San Sabino, di prodotti farmaceutici contabilizzati in 167.786 euro di valore, oltre, nell’uno come nell’altro caso, ai danni procurati dalla banda alle aziende per penetrare all’interno degli stabilimenti.
In entrambi i casi i malviventi si sono avvalsi delle preziose informazioni di un basista marchigiano, individuato come un 66enne di Potenza Picena, sempre presente durante i blitz.
Anzi sin troppo presente visto che gli agenti, nelle fasi di indagine, hanno potuto avvalersi anche di una multa da autovelox rimediata dal potentino nelle fasi preliminari di sopralluogo. L’aver utilizzato, nel caso, l’auto ritenuta “pulita” della moglie, infatti, non è servito a sviare le indagini della Squadra Mobile.

Un particolare del rame sottratto alla CAGNONI di SAN SABINO

Preziose comunque le informazioni che il basista ha offerto sul modus operandi da tenere; a cominciare dall’idea di attaccare l’ingresso dei dipendenti, punto debole della CAGNONI. Una volta all’interno è stato il turno della saracinesca di carico e scarico merci, inibendo i sensori volumetrici di allarme, per poi passare a forzare un banale lucchetto, a difesa dell’accesso ad un passo carraio da cui passare il camion per il trasbordo della merce.
Molto lavoro ma anche decisamente giovane la manovalanza impiegata, ovvero i quattro foggiani, rispettivamente di 22, 36, 39 e 41 anni, tutti con precedenti specifici nel mondo del furto su commissione e tutti svegliati questa mattina di soprassalto dagli uomini di Carlo PINTO per sentirsi notificare le pesanti prove accumulate; tutti in verità meno uno in quanto già in carcere per altre vicende.

Il Capo della Squadra Mobile di ANCONA, Carlo PINTO

Di fronte alle prove schiaccianti accumulate – compreso il recupero, in aperta campagna, del camion utilizzato per i raid anconetani – uno dei foggiani accusati ha immediatamente ammesso le proprie responsabilità sottoscrivendo un’ampia confessione dei fatti, contro firmata anche dal proprio avvocato e quindi con valenza di prova.
Dalla confessione del ladro sono così emersi altri particolari, già noti o meno alla Procura, compreso l’utilizzo di cellulari di basso costo, i cosiddetti “citofoni”, comprati per l’occasione a Napoli e dotati di schede sim intestate a prestanome africani. Anche i cosiddetti citofoni, in genere gettati dopo l’utilizzo in quanto fonte di prova, so0o stati recuperati e iscritti a verbale dagli agenti in azione.
Nulla da fare, invece, per la merce sottratta nei due episodi. Troppo lontane nel tempo, oltre 5 mesi, per sperare di poter chiudere il cerchio anche sulla refurtiva, ammontante in totale a quasi 250.000 euro.
Resta la soddisfazione del Capo della Mobile Carlo PINTO e dei suoi uomini di aver ben lavorato e di aver messo tempraneamente fuori causa una associazione strutturata, capace di evolvere in colpi sempre più temibili, al momento sventati.

L’ingrosso della parafarmacia FARMAREGNO di Monte Roberto colpito dalla banda dei foggiani

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