IN CONGEDO IL CAPITANO LUCIANO ALMIENTO, SEGUGIO DI RAZZA
HA PORTATO IL NORM OSIMO AL VERTICE REGIONALE E NAZIONALE

IN CONGEDO IL CAPITANO LUCIANO ALMIENTO, SEGUGIO DI RAZZA HA PORTATO IL NORM OSIMO AL VERTICE REGIONALE E NAZIONALE

 32,079 total views,  2 views today

16 encomi in carriera e oltre un migliaio di arresti per il Comandante del Radiomobile da martedì in pensione. Indagini vecchio stampo e grande dedizione al lavoro “marchi di fabbrica” di una squadra in grado di primeggiare in Italia. Patrimonio investigativo da non disperdere. La sede vacante affidata al Comandante Giuseppe Esposto


42 anni di brillante carriera, spesa al massimo dell’impegno. Una intensa vita di lavoro, al servizio della società. Risultati investigativi in quantità e qualità, da porre il Capitano Luciano ALMIENTO (da martedì congedato dall’Arma per raggiunti limiti di età) ad esempio dello scrupolo, della dedizione, dall’imperativo di non lasciare al caso nulla delle mosse necessarie al buon fine di una indagine.
Salutare uno dei migliori senza cadere nella retorica tutta militare degli encomi e della fredda elencazione di riconoscimenti che pure pullulano nella carriera ultra quarantennale attraversata dal neo Capitano (nonchè Comandante del nucleo Operativo e Radiomobile di Osimo) non è semplice.
Nel caso ci piacerebbe riuscire a tratteggiare la figura, non conosciuta dai più, di un piccolo-grande uomo, prima ancora che Carabiniere, capace di coronare un’intera carriera con il proprio sogno di bambino e lo stesso entusiamo del primo giorno in divisa: contro il crimine e dalla parte delle persone per bene.

Il Capitano Luciano ALMIENTO in una premiazione passata

Scelta comune a molti e ricca di altri esempi nell’Arma, specie se a 15 anni hai già chiaro in testa il tuo futuro; scelta portata a termine, nel caso di Luciano ALMIENTO, fin dai primissimi incarichi di responsabilità, con attenzione maniacale al particolare che segna la differenza, al punto di partenza a volte sottovalutato, al dettaglio archiviato.
Il tutto senza risparmiare ore di lavoro, guardare al calendario, cedere alla fatica.
Nel tempo il giovanissimo ragazzo brindisino col desiderio della divisa, è cresciuto e si è trasformato in un vero e proprio segugio, un detective di primo ordine capace di assicurare alla Giustizia, col proprio fiuto, almeno un migliaio, forse più, di delinquenti di ogni tipo, al ritmo invidiabile di un arresto a settimana!
Bravo il Capitano Luciano ALMIENTO a cui tocca aggiungere un altro bravo nella capacità di essere riuscito, un pò ovunque ma in particolare negli 11 anni conclusivi a guida del Radiomobile, a costruire un gruppo affiatato, intenzionato a portare avanti gli insegnamenti ricevuti sul campo.
Si, perchè se la carriera di Luciano ALMIENTO merita di essere sottolineata e portata ad esempio, specie per chi verrà a sostituire l’ufficiale, è proprio per la capacità di far squadra che gli uomini del Radiomobile hanno affinato e dimostrato in decine di operazioni ad Osimo e in tutta Italia… al punto di essere definiti, all’interno dell’Arma, il miglior gruppo operativo a livello regionale, non di rado di esempio anche su scala nazionale!

Da martedì in pensione il Capitano Luciano ALMIENTO; Comandante Norm Osimo

Come i nostri lettori hanno avuto modo di apprezzare in molte occasioni, il Radiomobile di Osimo, a costo di quei sacrifici e di quella dedizione mostrata da ALMIENTO ai propri uomini, i propri “clienti” se li andava a cercare, quasi sempre, fuori città, fuori provincia e – se serviva – anche fuori regione. A volte persino all’estero! Sempre, però, partendo dall’indizio, apparentemente banale, di una vicenda consumatasi ad Osimo e circondario, magari in circostanze secondarie.
Altra mozione di merito, non fossero sufficienti i numeri elencati, infine è da ricercarsi nella capacità del Radiomobile targato ALMIENTO di lavorare, anche a lungo, sul caso di specie, così da offrire alla magistratura chiamata a giudicare, un quadro d’insieme più vicino possibile alla realtà delinquenziale in oggetto.
E’ vanto del nucleo Radiomiobile osimano poter affermare come la stragrande maggioranza degli episodi lavorati si siano conclusi o con richiesta di patteggiamento o ricorrendo al rito alternativo abbreviato, metodi che assicurano sconti di pena ad imputati evidentemente privi di scappatoie legali.
Certo molto tempo è passato da quando, con due amici 15enni in quel di Villa Castelli (9.000 anime nel Brindisino), Luciano ALMIENTO condivideva il sogno di indossare la divisa. Volontario ancor 17enne nella caserma di paese e subito arruolato, le Marche si manifestano per ALMIENTO come il proprio destino.
Assegnato in breve alla allora Legione Carabinieri di Ancona, il primo incarico vero fu a Belforte del Chienti, sotto la guida del Brigadiere Gaetano GIUSTINO, quasi un secondo padre per ALMIENTO, per poi passare al battesimo dell’incarico investigativo vero e proprio presso il Radiomobile di Tolentino, poi capo equipaggio a Montegranaro, un breve escursus a Castelgandolfo a vigiliare sulla residenza estiva di Giovanni Paolo II e infine il ritorno nelle Marche, vice comandante di Stazione ad Ascoli Piceno agli ordini di un altro personaggio, il Tenente Claudio CALDARULO dell’aliquota Operativa, da ringraziare.
I primi rudimenti di legge, invece, iniziarono nell’86 ad Amandola come comandante di polizia giudiziaria presso l’allora Pretura, affiancando il giudice nelle indagini di ufficio, per poi passare, nel 1991, al Comando della Stazione di Montegallo nell’Ascolano.
Il passo successivo, a Montefano, segnerà invece la vita del Capitano ALMIENTO che nella cittadina maceratese resterà per ben 20 anni, eleggendola a proprio domicilio finale. Dal 1991 al 2010 non si contano gli episodi portati a termine da ALMIENTO e dai suoi uomini; tra tutti da segnalare uno scontro a fuoco a Pescara con un ladro in fuga che aveva appena investito un collega e soprattutto le indagini clamorose che nel 2005 portarono all’arresto, a Montefano, di un Vigile urbano e soprattutto del prete del paese, don Mario FRANCIONI, accusati e condannati, seppur appena ad un anno, per pedofilia nei confronti di una 15enne marocchina.
La ragazzina, fatta prostituire dal prete in un appartamento di Senigallia, con un via vai di clienti di diverse decine, tra cui molti osimani insospettabili, finì col scoppiare e denunciare tutto proprio ad ALMIENTO.

Don Mario FRANCIONI, scomparso a 64 anni, condannato ad 1 anno per la vicenda pedofila di Montefano.

Assolto in primo grado, toccò all’allora Vescovo di Macerata, l’osimano Claudio GIULIODORI, provare a riabilitare il prelato ai parrocchiani senza parole. Inutilmente. Il parroco fu riconosciuto colpevole in Appello e confermato in Cassazione, sia pur con una pena minima. Tutto da immaginare, invece, il clamore suscitato a Montefano dalla vicenda a luci rosse, con la canonica parrocchiale invasa di Cialis e preservativi… Alla fine, vista la mala parata, il Vescovo GIULIODORI spedì all’estero – in Albania, come d’uso nella Chiesa in casi simili – don FRANCIONI senza proporne la riduzione allo stato laico. Poco dopo, rientrato a Macerata, don FRANCIONI morì, all’età di 64 anni, colpito misteriosamente dalla Legionella. Assolti o prescritti i circa 40 clienti della 15enne nord africana convinta a parlare da ALMIENTO.

Dopo 42 anni e oltre 1.000 arresti, congedo per il Comandante del Norm Osimo, a lungo miglior nucleo delle Marche.

Fu forse per ritornare all’antico e all’amore per l’indagine in prima linea che il luogotenente ALMIENTO chiese il trasferimento alla Compagnia di Osimo e conseguente Radiomobile. Qui davvero, tornato all’habitat investigativo più naturale, le operazioni concluse non si contano più: dalla droga ai furti in appartamento, dai raid di zingari alle imprese degli extracomunitari, dalle truffe fino al crimine delle bande organizzate in razzie su bancomat. In particolare si ricorda l’annientamento di ben 3 organizzazioni criminali del Sud, due di Foggia e una del Brindisino, dedite alla spaccata per sottrarre la cassa e il denaro. Tutti malviventi arrestati e incastrati ulteriormente, in seguito a nuove indagini, attribuendo ai malviventi ulteriori responsabilità in giro per l’Italia.
Proprio questa capacità di specializzarsi nel reprimere il settore, diciamo così, esplosivo, dei bancomat prelevati a forza, ha di recente portato ALMIENTO ad essere ulteriormente indicato dal Comandante Generale dell’Arma quale esempio da seguire, oltre a ricevere l’ultimo dei 16 encomi ricevuti.
Di questi ultimi giorni, infine, a coronamento della carriera e del superamento del corso per ufficiali intrapreso nel 2018, anche i gradi di Capitano, approdo massimo a cui un ragazzino può aspirare iniziando la carriera con la gavetta volontaria.
Ci rendiamo conto, analizzando gli appunti raccolti, che sarebbero davvero molti altri gli episodi meritevoli da sottolineare… ma tutti porterebbero a ripeterci, alle doti non comuni di un uomo spesosi per davvero nella missione in cui ha sempre creduto. Doti che ci auguriamo non vadano disperse con l’avvicendamento, in quanto alla base del quieto vivere assicurato dai Carabinieri di Osimo, in primis, alla nostra città.
Al Capitano Luciano ALMIENTO, da martedì, il grazie riconoscente – nostro tramite – della stragrande maggioranza di osimane e osimani per l’impegno non comune riservato a vantaggio della comunità cittadina, con l’augurio di godere in serenità i frutti del proprio lavoro.

ALMIENTO in uno scatto di gioventà, in bianco e nero

Il ricordo dei nostri cari. SETTEMBRE 2021
DEMOLIZIONE RIVENDITA SAN BIAGIO, TAR RINVIA AL 15 NOVEMBRE
IL FIORAIO NE VENDICA LA PROPRIETA' PER USUCAPIONE VENTENNALE