IN CRISI IL RAPPORTO DI COPPIA CON ELENA
SIMONE ATTACCA TUTTI: “ME L’HANNO ROVINATA!”

IN CRISI IL RAPPORTO DI COPPIA CON ELENA SIMONE ATTACCA TUTTI: “ME L’HANNO ROVINATA!”

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Nella notte più bella Pugnaloni, occhi lucidi e voce commossa, urla alla città ignara il proprio dolore. “Dedico questa vittoria a mia moglie”



Filmato tratto dalla intervista di “cronacheancona.it” a PUGNALONI vincente bis


Tra moglie e marito non mettere il dito. Se però a parlare, anzi urlare in pubblico, della vita di coppia in crisi è uno dei due protagonisti, ecco che la privacy va a farsi benedire.
Specie se a gridare i propri problemi non è esattamente un passante ma l’appena riconfermato Sindaco di Osimo Simone Pugnaloni.
Nella notte più bella della fin qui giovane vita di politico, trattandosi di una riconferma forse più significativa ancora di quella ottenuta cinque anni fa, quando venne incoronato Sindaco a sorpresa, Pugnaloni dinanzi ai colleghi della stampa e al popolo radunato per l’occasione ci ha chiaramente tirato in ballo, senza menzionarci, accusando la testata di essere moralmente colpevole, all’origine del momento di impasse attraversato dalla coppia.
Una accusa, quella di aver rovinato la pace familiare del Primo cittadino, riverberando problemi di menage tra Simone ed Elena, che nasce con la notizia del “famoso” concorso regionale sostenuto e vinto meritatamente da Elena Angeloni, nel lontano 2010, oltretutto quando non ancora sposata in Pugnaloni.
Avendo avuto notizia da essere giù stati querelati da entrambi i coniugi, ci permettiamo puntualizzare ai nostri lettori la tesi difensiva di OSIMO OGGI.it, valevole sia in caso di rinvio a giudizio che a maggior ragione se l’accusa verrà ritenuta infondata.


Ancora una immagine di PUGNALONI che brinda dedicando la vittoria alla moglie Elena. Foto cronacheancona.it

Per schemi riepiloghiamo la notizia data:

1) 2014, campagna elettorale: il candidato Pugnaloni, sostenuto da un Ceriscioli non ancora Governatore marchigiano, promette a gran voce: “L’ospedale non si tocca!”.

2) 2015, novembre: giungono le prime notizie sull’imminente chiusura del reparto di Ginecologia-Ostetricia, punto di eccellenza ospedaliero con oltre 500 parti l’anno. A decidere in tal senso proprio Ceriscioli e company, neo eletto Governatore.
Parte della città insorge – compreso Pugnaloni, Sindaco sub judice – alla conferma della decisione con tanto di motivazioni: la Regione Marche non ha fondi in bilancio per assumere due rianimatori – per la precisione una guardia ostetrica e una guardia anestesiologica – con cui assicurare un presidio di garanzia H24 a puerpere e neonati.

3) 2015, 30 dicembre: quella stessa Asur che, il mese prima, aveva motivato non disporre di denaro sufficiente per sostenere lo stipendio di due figure mediche, fondamentali per il mantenimento in vita di un intero reparto, trova invece fondi per l’assunzione a tempo indeterminato di 8 assistenti amministrativi, neanche tra i migliori in circolazione, attingendo alla graduatoria lasciata aperta dal concorso 2010.
Sfilando l’elenco i prescelti figurano tra il 40° posto in classifica e il piazzato numero 47; con Elena Angeloni arrivata utilmente 46° e quindi con tutti i titoli in regola per accedere al lavoro di impiegata Asur.

4) gennaio, 2016: determina regionale con cui si stabilisce la chiusura del reparto con conseguente trasferimento del servizio punto nascita a Jesi e ad Ancona.
Prima conseguenza pratica? Cessano di nascere gli osimani, da allora tutti tecnicamente jesini o anconetani!

5) alla notizia i Sindaci della Val Musone (compreso un Pugnaloni e l’intero entourage piddino locale in grave imbarazzo a ritrovarsi a protestare contro i vertici regionali dello stesso partito) manifestano per la decisione… chiedendo il mantenimento del reparto almeno fino all’avvenuta inaugurazione del nuovo ospedale, all’Aspio di Camerano.
Sarà l’ultima presa di posizione di Pugnaloni registrata dalla stampa.
Intanto, in giro per Osimo, la notizia di 8 assunzioni alla Asur in campo impiegatizio, non giunge e anche quando, in sordina, arriva nessuno è in grado di valutarla fino in fondo privo dei mezzi necessari per accedere agli atti e quindi ai nominativi dei fortunati otto beneficiati.
Di fatto, però, dall’agenda politica di Pugnaloni sparisce, e sparisce per sempre, ogni contestazione o rimprovero a Ceriscioli, compresi tutti i riferimenti sulla vita futura di un S.S. Benvenuto e Rocco privato anche del fiore all’occhiello.

6) 2016, inverno: stride la coincidenza, ormai messa a fuoco dalla politica locale: tutto ad un tratto le polemiche di Pugnaloni verso Ceriscioli in tema ospedale escono al silenziatore, fino gradualmente a sparire.
La coincidenza lascia discutere: no a Ginecologia e quindi no al futuro dell’ospedale; si al lavoro capitato alla moglie a sei anni di distanza dal concorso.

Riflessione finale con critica politica motivata: cosa avrebbe dovuto consigliare il Sindaco alla moglie per risolvere ogni possibile equivoco e spuntare, con del buon senso, le unghie ad una opposizione appena ricostituita?
Risposta semplice anche se non priva di un certo coraggio, visti i tempi e considerata l’indole italiana: invitare caldamente la first lady a ragionare e infine passare la mano, rinunciando al posto di lavoro appena acquisito, motivando l’inconsueta decisione con questioni attinenti alla opportunità politica.
Nessuno sarebbe stato più libero di costruire mille castelli su una coincidenza di decisioni politiche poco fortunate e anzi il Sindaco Pugnaloni avrebbe acquistato “punti” da spendere nelle future campagne elettorali: leggi una bella figura familiare ispirata dal desiderio di eliminare qualsiasi commistione tra le due vicende. Tra politica e vita privata.
Non averlo fatto ma al contrario tenendo stretto l’incarico, senza per questo violare alcunchè, ha fatto si che quanti hanno voluto pensare male… abbiano trovato nella vicenda, a conferma di accadimenti politici troppo poco trasparenti, un alleato a tutto campo.


Simone ed Elena neo sposi.

Scusate se l’abbiamo fatto decisamente lunga ma ci è sembrato giusto ripetere e provare di far comprendere all’opinione pubblica che la responsabilità di quanto accaduto ricade tutta sul Sindaco e non certo – a nostro avviso – sulle fragili spalle della gentile consorte.
Ciò ribadito, respingiamo al mittente le gravi accuse di aver – riportando una critica politica motivata ad un fatto di una grande importanza per la collettività come la perdita del punto di riferimento ospedaliero – gettato le basi per la crisi di coppia in atto.

“Purtroppo stasera non c’è mia moglie qui al mio fianco… – fa notare lo stesso Pugnaloni nella notte della vittoria – perchè ha subito più di tutti lei questi cinque anni che sono stati duri… perchè sanno che a me le cose entrano da una parte ed escono dall’altra.
Hanno attaccato la mia famiglia, si devono vergognare… ma per fortuna gli osimani mi hanno ridato le chiavi della città, grazie Osimo!
La dedica grande va a mia moglie e a mia figlia… oggi siamo andati al mare insieme, ieri ho fatto la Macerata-Loreto come da tradizione, ho pregato tanto e c’è stato un dono, il più grande della mia vita: poter continuare, insieme agli osimani, a guidare la città”.
Non passano che pochi minuti che Pugnaloni, sull’atrio di Palazzo comunale ribadisce il concetto, rafforzando se possibile l’accusa.
“Scusate se mi tolgo pubblicamente qualche sassolino dalle scarpe… ma prima ancora di parlare del progetto per la città… voglio dirlo a tutti. Come vedete stasera non c’è con me mia moglie… me l’hanno rovinata!
E allora – con voce rotta da un groppo di emozione – la dedica più grande è a lei. Ha vinto un regolare concorso – alza i toni il Sindaco fin quasi ad urlare in piena notte – si è laureata, ha fatto un master… si devono vergognare! Vergogna per quanto è stato fatto su di lei… E adesso – con occhi lucidi – facciamo volare Osimo!”.


 

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