LA SASSAIOLA IMMAGINARIA MANDA L’INFORMAZIONE SOTTO CHOC
SMENTITA DAI CARABINIERI LA CACCIA AI TRE RAGAZZINI!

LA SASSAIOLA IMMAGINARIA MANDA L’INFORMAZIONE SOTTO CHOC SMENTITA DAI CARABINIERI LA CACCIA AI TRE RAGAZZINI!

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Anche la Croce Rossa nega l’intervento domenicale dell’ambulanza e di medici in via Fonte Magna; negativo anche il riscontro presso il pronto soccorso del S.S. Benvenuto e Rocco: nessuna automobilista si è presentata. Confermato solo il danneggiamento del parabrezza, evento che potrebbe essere avvenuto per circostanze fortuite o naturali. Unica certezza: nessuna denuncia è stata sottoscritta ad Osimo


“Caccia alla baby gang” e “Paura ad Osimo” solo per restare ai titoli. E poi termini pesanti quali “follia” e “sassate” utilizzati come se piovesse.
Questi i toni, discretamente preoccupanti, con cui gli osimani hanno dovuto fare i conti, lunedì mattina, nello sfogliare l’edizione scritta dei quotidiani e delle principali testate provinciali on line.
A leggere i resoconti, peraltro pubblicati in fotocopia, dell’accaduto… si comprendeva di una fitta sassaiola, tecnicamente possibile, fatta partire dalle scalette su via Fonte Magna (altezza Hotel La Fonte) all’indirizzo di una fantomatica Citroen condotta da una donna.
L’episodio, stando ai resoconti dei colleghi, è accaduto domenica sera, attorno le 19.30 e solo per un caso non si sarebbe risolto più gravemente rispetto alle leggere ferite riportate dalla conducente; ferite di poco conto ma pur sempre rimediate a causa dello scoppio del parabrezza, andato in frantumi.
Il tutto – stando alle circostanziate cronache che narrano dell’arrivo del 118, dell’intervento di medici e quello successivo dei Carabinieri – messo in onda per vincere la noia dei nuovi mini bulli di periferia, attraverso un gioco nuovo: tirare il sasso e nascondere la mano.
Almeno questo ha confermato la povera mancata vittima, ovviamente anonima, che a medici e Carabinieri del Norm ha raccontato di aver fatto in tempo a scorgere, nonostante le ferite riportate, un gruppo di tre ragazzini scappare immediatamente dopo, come per allontanarsi in fretta dal luogo.
Insomma, dopo le cartacce abbandonate per il corso e la musica ascoltata a tutto volume dal… cellulare (a cui ha puntualmente corrisposto la nascita di un comitato per l’ordine pubblico, rigidamente, anche questo, anonimo), parrebbe che le baby gang abbiano pericolosamente alzato il livello dello scontro.
Non siamo ancora a livello di minaccia nucleare ma, visti i tempi (e le molte pagine in bianco che ogni giorno attendono di essere riempite) non ci meraviglieremmo di scoprire, scorrendo le cronache locali, che i 12enni osimani abbiano ormai imparato l’educazione attingendo più alle maniere sbrigative di Putin che a quelle di una volta predicate da mamma e papà.
Per fortuna gli osimani e la città, cattiva informazione a parte, non correrannno questo rischio. Si, qualche ragazzaccio continuerà a gettare le carte sporche di unto della pizza per il Corso, anzichè riporla negli appositi cestini; altri continueranno a portarsi in piazza lo spinello da fumare, magari convinti di non fare nulla di male; altri ancora ascolteranno musica direttamente e al massimo volume del proprio cellulare… ma certo nessuno si sognerà di fare altro di più speciale rispetto alle maleducate abitudini, in ogni caso da correggere, tipiche dei 12enni del resto d’Italia.
E si perchè della mini baby bang annoiata, lanciatrice domenicale di sassi, OSIMO OGGI non ha quasi trovato l’esistenza in alcuna traccia; ne all’interno dell’unica ambulanza del 118 in servizio per l’emergenza fino alle 20, ne al locale pronto soccorso (dove nessuna donna, ieri sera, si è presentata lamentando ferite da taglio o schiacciamento), ne, tantomeno, in Caserma.
E’ andata così. Una donna, effettivamente alla guida di una Citroen, è stata notata, ferma al lato strada di via Fonte Magna, da una pattuglia di Carabinieri della Stazione. Invitata a farsi da parte e liberare la giù stretta sede stradale, la donna ha raccontato ai militari di aver appedna notato la scheggiatura del proprio parabrezza e di aver notato dei ragazzini dileguarsi dalle scalette sopra l’Hotel Fonte Magna.
Non è chiaro se la donna abbia lamentato anche di essere leggermente ferita o meno; di certo non ha richiesto l’intervento di ambulanze, ne si è recata presso il vicino pronto soccorso, ne ha fatto presente altre conseguenze. In ragione di quanto raccontato i militari hanno invitato l’automobilista, come da prassi, a recarsi in caserma per formalizzare una denuncia attraverso la quale attivare rapide indagini.
Denuncia che non è stata raccolta nell’immediatezza di domenica e neanche per l’intera giornata di lunedì e manco nella mattinata odierna.

Bufale giornalistiche sempre più frequenti

Martedì mattina, di nuovo, sempre sullo stesso giornale scritto e sempre a tutta pagina, la mancata notizia è stata riproposta ai lettori con grande evidenza e qualche interessante particolare in più; peccato l’informazione sia stata smentita, ancora una volta, alla voce più importante di “denuncia” – sia dal Maggiore CICCARELLI che dal luogotenente comandante del Norm ESPOSTO – mai pervenuta al Comando osimano.
Occorre precisare, per correttezza, come un cittadino abbia facoltà di presentare un proprio atto dove ritiene più opportuno o rimane più comodo; resta il fatto che i soggetti indicati – Norm di Osimo, addirittura sulle piste dei tre presunti lanciatori – non abbiano ricevuto nulla, allo stato, con assoluta certezza.
Cosa è successo allora? Difficile poterlo dire. Possiamo solo ipotizzare che l’abitudine di consultare mattina e sera Facebook e aver innalzato il social alla dignità di Vangelo dell’informazione, una sorte di provata fonte, possa aver tirato l’ennesimo brutto tiro anche ai rappresentanti locali della stampa affidabile, seria, abituata a filtrare e verificare le notizie.
Il primo dubbio, oltre l’enormità della notizia, personalmente l’abbiamo avuto nel leggere la scelta del verbo “frantumare” fatta dai colleghi in riferimento al parabrezza. Or bene non occorre essere Niki LAUDA per sapere che i parabrezza in uso non si frantumano in mille schegge impazzite ma, anche dopo un colpo violento, restano al proprio posto rimanendo scheggiati al proprio interno.
Come è noto a tutti i guidatori, la prima causa di danneggiamento del parabrezza auto è generalmente l’urto con oggetti sollevati da altri veicoli durante la marcia. Durante il rotolamento, infatti, le ruote dei veicoli sollevano sassi, parti metalliche, pezzi di asfalto presenti sulla strada e quanto incontrano sulla carreggiata. Oggetti che finiscono immancabilmente contro i veicoli nei paraggi o anche e soprattutto contro il proprio parabrezza che rappresenta un primo, facile, ingombrante bersaglio.
Parabrezza, però, che da molti anni non rappresenta più un pericolo, se solo scheggiato, per gli occupanti. A meno di non essere bersaglio di una grossa pietra o di un oggetto grande e pesante, il parabrezza non va in mille pezzi perché realizzato “a strati”: a differenza dei cristalli laterali e posteriori, infatti, è composto da due lastre di vetro con al centro un foglio di plastica. Una soluzione geniale che evita la frammentazione e riduce il rischio di lesioni.
Certo, se invece della possibile sassaiola ipotizzata dalla povera donna misteriosa, l’automobilista fosse stata fatta oggetto del lancio di un macigno, ecco che il parabrezza non si sarebbe frantumato ma divelto dalla forza in caduta, provocando alle persone all’interno danni anche gravissimi, non certamente leggeri.
In ogni caso per venire a capo della fake bastava spendere cinque minuti e chiedere con pazienza conto agli operatori intervenuti sul posto quale fosse la propria versione. Non averlo fatto (e non averlo fatto in più giornali, almeno tre e addirittura per due giorni consecutivi) non depone a favore della professionalità e della credibilità della categoria, complicando a tutti gli altri operatori dell’informazione il mantenimento dell’indispensabile rapporto di lealtà verso il lettore e la sacralità della notizia.
Nelle stesse ore, a conferma, il fatto si è ripetuto a Loreto dove un ubriaco “parcheggiato” in piazza dei Galli a smaltire la sbornia, è stato dipinto dalla carta stampata come uno straniero “fuori se, armato di mazza ferrata, in cammino minaccioso verso il Santuario, seminando danni e paura sul suo cammino”.
Anche in questo caso l’uomo chiedeva unicamente di essere lasciato in pace a godersi i fumi dell’alcool. Sbraitando alla luna ogni tanto, come da sempre fanno tutti gli ubriachi del mondo.
Annotazione finale: i Carabinieri di Osimo hanno preso con santa pazienza e rassegnata sopportazione le due fake news in sequenza, facendo intendere di essere, tutto sommato, ormai abituati all’andazzo e pronti a fronteggiare anche un attacco concentrico di false notizie o info scarsamente professionali.
Turbare l’ordine pubblico per tappare buchi in pagina, però, non è una una bella cosa e l’Ordine dei Giornalisti farebbe bene a vigilare meglio e di più. Oltretutto non osservare le regole base rischia, alla lunga, di costituire anche notizia di reato, punito dal codice penale dall’articolo 656 alla voce: “Diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico”. Nel caso specifico: largamente esagerata.
Anche in altri tempi capitava, come è capitato a noi e a qualsiasi altro giornalista pratico di Redazione, di trovarsi, qualche rara volta, a secco di notizie per chiudere in tempo una pagina e quindi il giornale. Come fare? Pronta la soluzione: si chiama pubblicità istituzionale (esempio classico quella del Filo d’Oro) che puoi sempre utilizzare come perfetto tappa buchi e in tutti i formati possibili. Purchè non capiti troppo spesso…


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