LATINI AI SUOI: “NON ABBIAMO NULLA DA RIMPROVERARCI
CIASCUNO HA DATO PIU’ DI QUANTO POTESSE
PURTROPPO CON IL VOTO DI STASERA SI CHIUDE UN’ERA”

LATINI AI SUOI: “NON ABBIAMO NULLA DA RIMPROVERARCI CIASCUNO HA DATO PIU’ DI QUANTO POTESSE PURTROPPO CON IL VOTO DI STASERA SI CHIUDE UN’ERA”

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Il leader delle Civiche nasconde la commozione: “Per Osimo, città spaccata in due, sia apre un lungo cammino…”


Che sarebbe stata una battaglia decisa, come l’altra, solo all’ultima scheda dell’ultima sezione si era capito presto. Nonostante la consapevolezza di aver dato tutto il possibile e di non avere rimpianti, in quasi tutti c’era il timore di assistere ad un film già visto.
Ciò nonostante a centinaia (quasi 500), a partire da mezzanotte e fino alle tre del mattino quando anche l’ultimo drappello si è sciolto ancora incredulo di fronte alla crudezza dei numeri, hanno affollato il “bunker” di via Marco Polo, sede storica delle Civiche.


Ore 1:30 di lunedì 10 giugno, LATINI annuncia la sconfitta del Movimento civico

Al centro dell’ampio scantinato Dino Latini ha mangiato presto la foglia di una nuova sconfitta in extremis difficile da digerire; i risultati contrastanti dalle varie sezioni alla fine hanno dovuto arrendersi di fronte al cambiamento di rotta imposto dai seggi di Osimo Stazione, compatti nel raccogliere il voto trasversale dell’elettorato ginnettiano pro maggioranza.
Detto che ogni scelta, in politica, è certamente lecita e che anche la forma – palese o sottobanco – non snatura il senso profondo di quanti l’hanno intrapresa e condivisa, resta l’amarezza per una città tradita, spaccata ed inevitabilmente in procinto di essere abbandonata, per esaurimento, dalla linfa vitale che sin dagli albori degli anni’90 l’ha pervasa attraverso la crescita e il consenso concesso al movimento latiniano.
Il leader storico e fondatore ha avuto parole e abbracci per tutti, riconoscendo ai suoi l’onore delle armi per essere riusciti, nonostante una obiettiva condizione di inferiorità numerica – Latini contro tutti – a rendere l’esito del voto incerto fino all’ultima sezione scrutinata.
Attorno all’1.30, ad un paio di seggi mancanti, Latini ha così staccato la spina dai numeri annunciando l’imminente sconfitta causata, come è evidente, da uno spostamento in massa di votanti da Ginnetti a Pugnaloni, mossa finalizzata a consentire i presupposti per una nuova, rancorosa, presa di posizione dei candidati di Destra esclusi, Mariani e Alessandrini.
Una manciata di voti, qualche decina a testa, sufficienti per ribaltare la volontà popolare. Quantomeno secondo le normali divisioni Sinistra-Centro-Destra.
“E’ evidente che più fattori – ha spiegato Latini indicando l’attenzione del pubblico a valutare il risultato sezione per sezione, confrontandolo con quello del 26 maggio – hanno concorso alla nostra sconfitta.


Ancora un ultimo sguardo alle ultime due sezioni mancanti…

Non si recuperano 2.700 voti in 15 giorni, come tutti noi sappiamo bene, se alla base non c’è già un accordo pre costituito finalizzato a questo obiettivo.
Invito tutti a restare forti e a non cadere, nei prossimi giorni, in ripicche, trabocchetti e piccole soddisfazioni personali che potrebbero essere tese. L’intera campagna elettorale – ha allargato le braccia Latini – è stata tutta tesa a non raccogliere provocazioni, volutamente tenuta su toni bassi, attenta a non farci rincorrere in temi diversi dalla nostra proposta per una città diversa.
E’ evidente, ce lo dicono amaramente i numeri, che questa strategia, questo modo di fare improntato a guardare in faccia ai problemi – sorvolando le numerose provocazioni giunte fino all’ultimo, ultimissimo minuto – non è stata compresa dalla maggioranza degli osimani. E quindi sbagliata.
Avremmo forse dovuto confrontarci con il nostro avversario accettando un confronto muscolare, dai toni sempre più accesi, che avrebbe portato la città a spaccarsi ancor più nel profondo di quanto Pugnaloni non raccoglie oggi in eredità?
Ognuno ha propria ricetta. Da parte mia posso solo tornare a dirvi grazie, un grazie sincero, dal profondo, per essere stati tanti, generosi, presenti, infaticabili anche due settimane extra che ci hanno portato ad un passo da un clamoroso ribaltamento.
Purtroppo la contesa si è trasformata da un ballottaggio ad un referendum tra il bene e il male, tra buoni e cattivi, tra furbi e sciocchi, tra intelligenti e cretini; Osimo non ha compreso, per nostra principale responsabilità, che in ballo, effettivamente, non c’era solo la figura di un Sindaco più o meno capace, adatto, idoneo per condurre Osimo nel prossimo futuro… c’era molto di più. C’era la visione stessa, il ruolo, la filosofia di cui pervadere la città non fino al 2024 – quando, statene certi, rivincerà un uomo fantoccio di Pugnaloni – ma almeno per i prossimi 20 anni.


LATINI al passo finale dell’impegno politico?

Tutto questo non è passato e sarà perfettamente inutile che domani i vari Alessandrini, Mariani e Ginnetti si auto intestino la vittoria quando a governare, a lungo, sarà la politica che Pugnaloni ci ha mostrato fino all’ultimo secondo.
Quanto a noi e al nostro futuro è evidente che un ciclo si è chiuso, almeno sul piano personale. Non so dire e non voglio pensare al movimento ma certo questo secondo colpo, consecutivo a quello del 2014, non può che aprire il tempo della riflessione.
Ripeto, evitate per quanto possibile, l’occasione per scendere di livello in polemiche di prive di senso con questo e quello. Le liste civiche hanno, fa male doverlo riconoscere da
chi, come me, ha dato l’anima, nell’arco di tutta una vita, ad un progetto in cui tutti insieme e tanta Osimo ha a lungo creduto e oggi non crede più.
A questi 8.000 e passa osimani, tanti quanti quelli di Pugnaloni, che stavolta come l’altra hanno azzerato senza fortuna il gap di uno contro tutti, dobbiamo portare rispetto e in qualche modo rappresentarli in questa attualità”.


 

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