LUNA CONSIGLIERE DECADUTO, VIOLA LA SENTENZA
IL PD SI FA BEFFE DELL’ORDINANZA DEL TRIBUNALE

LUNA CONSIGLIERE DECADUTO, VIOLA LA SENTENZA IL PD SI FA BEFFE DELL’ORDINANZA DEL TRIBUNALE

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L’ex Presidente TPL fuori anche dalla sala Gialla con sentenza immediatamente esecutiva. Nullo il voto sul Bilancio? La palla ora al Prefetto


“Eh… Io ho comunicato la mia situazione al Sindaco e al Segretario comunale (Giulioni, Ndr.)… ehmm… ehm… mi è stato detto… ehhmmm… che sono stati sospesi per il momento… per il discorso Covid… ho anche inteso il mio avvocato… ehmmm… i tempi per la mia sicura… diciamo… ehm…. farò ricorso sicuramente. Andiamo avanti!”.

Con un italiano alquanto stentato, inframmezzato da imbarazzo, pause e ripensamenti, l’ex consigliere comunale Massimo Luna (Partito Democratico) si è presentato in Consiglio, ieri mattina, partecipando come nulla fosse ai lavori di approvazione del Bilancio di previsione triennale 2020-2022!

L’ex Presidente di Tpl e dal 27 febbraio anche ex Consigliere comunale, per effetto della sentenza di decadenza emessa dal Tribunale civile di Ancona, non ha dunque sottostato all’ordinanza di primo grado, immediatamente esecutiva, rispondendo presente all’appello on line del segretario.


Il Segretario Comunale GIULIONI stile… Ponzio Pilato

Per quale motivo Giulioni abbia accettato la presenza virtuale ai lavori di un Consigliere dichiarato decaduto da un Tribunale italiano, è argomento che lo stesso Giulioni, a breve, spiegherà a quattro occhi al Prefetto di Ancona, titolare ultimo della vicenda.

Di certo Luna, anzichè rimettersi al parere politico di Pugnaloni, avrebbe dovuto adeguarsi alla sentenza e tutto al più decidere, come è suo diritto, se proporre appello o meno. 

Nella fattispecie, infatti, l’unica cosa da fare per rispettare il popolo italiano, nella vicenda rappresentato più che mai da una azione popolare come raramente avviene in Italia, era evitare la presenza ai lavori, proporre ricorso (come vedremo lo stop imposto dal Covid non c’entra nulla con i tempi) e soprattutto sperare che i giudici della corte, quando sarà il momento, vorranno ritenere valide le argomentazioni a difesa del doppio incarico pubblico.

Come non detto. Come nulla fosse mai accaduto. Come se decine di articoli di giornale (tra cui OSIMO OGGI) contassero solo per occupare spazi vuoti, Luna è sorto in Consiglio partecipando, argomentando, votando come se avesse avuto ancora pieno titolo.

Prima domanda: che fine faranno gli atti votati da Luna?

Tre le ipotesi in campo. Prima ipotesi: essendo ciascun atto inficiato dal voto di un non avente diritto ai lavori, ne consegue che l’atto è nullo. Ergo, nella migliore delle ipotesi, da ridiscutere e rivotare. Un pò come successo l’anno scorso, sempre in tema di Bilancio, sia pur con motivazioni totalmente differenti.

Seconda ipotesi: essendo il voto di Luna di fatto ininfluente all’approvazione degli atti, si considera la partecipazione come mai avvenuta e quindi il voto dei restanti consiglieri legittimo.


Massimo LUNA: “Resto in sella, andiamo avanti”

Terza ipotesi, la più probabile: non essendosi Luna limitato ad esprimere un si o un no ma avendo partecipato alla discussione motivando il proprio orientamento… questo comportamento potrebbe – e chi può quantificare quanto – aver influenzato i colleghi consiglieri comunali, risultando così determinante.

Come è ovvio un risultato non è uguale all’altro e molto dipenderà, a seconda della strada che verrà intrapresa, da quanto e come le opposizioni, assai blande al momento, intenderanno andare o non andare a fondo nella vicenda.

Resta per intero, qualsiasi pezza verrà scelta da cucirci sopra, la brutta figura fatta dalle Istituzioni di una città a cui i cittadini guardano da tempo come cloroformizzati: i primi 50.01% alimentati notte e giorno dalla propaganda di regime; gli altri 49.99% incapaci anche di indignarsi dopo due sconfitte consecutive al foto finish.


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