ALLA MAIT IL RECORD TARI CON 330.000 EURO! PRIMI LICENZIAMENTI TRA LE MINI IMPRESE

ALLA MAIT IL RECORD TARI CON 330.000 EURO! PRIMI LICENZIAMENTI TRA LE MINI IMPRESE

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ALLA MAIT IL RECORD TARI CON 330.000 EURO!
PRIMI LICENZIAMENTI TRA LE MINI IMPRESE

Latini accusa Pugnaloni: “Hai gettato una bomba sull’economia della città”

Caos Tari, primi avvisi di licenziamento da parte delle imprese più piccole mentre le più grandi rimaste sul territorio valutano l’espatrio verso Paesi fiscalmente accoglienti.

Dino Latini (foto Domenico Cappella)

Questo il risultato della serata organizzata dalle civiche presso il ristorante Tarcisio, appuntamento a cui hanno preso parte quasi la metà delle 260 imprese tartassate da Simone… Senzaterra (e sempre più presto Senzavoti).

Anche la Giunta Comunale al completo e il Presidente Astea Marchetti, a lavori in corso, hanno preso parte al faccia a faccia – peraltro correttissimo sul piano dell’ordine pubblico (evento su cui non ci sarebbe stato da scommetterci visto la criticità di molte situazioni destinate, causa Tari, a sicura chiusura) – senza peraltro apportare alla discussione nulla di significativo.

Mentre Maria Grazia Tonti (Mait) dall’alto di un accertamento di 330.000 euro ipotizzava di trasferire la produzione in Cina (luogo dove le imprese che producono lavoro e benessere incassano sovvenzioni dallo Stato e non cartelle tributarie miliardarie per i soli rifiuti!) e mentre Sonia Monticelli – accertamento per circa 90.000 – minacciava (salatissime bollette di energia elettrica pagate ad Astea) di accingersi a cambiare fornitore, ha fatto irruzione in sala proprio il Sindaco Pugnaloni spiegando alla platea di non essere così pazzo dal mettersi a regalare voti… ad un anno e mezzo dal rinnovo!

Insomma, mentre grazie al colpo di grazia Astea-Andreani sulla Tari 2012 e seguenti le poche aziende rimaste sul territorio si accingono ad alzare bandiera bianca, far partire ulteriori riduzioni di personale, minacciare di seguire l’esempio di tanti e trasferirsi all’estero, il Sindaco di questa città si è mostrato interessato unicamente al proprio interesse personale di non perdere i due voti di vantaggio!

Il pubblico dei tartassati dalla TARI 2012 (foto Domenico Cappella)

Come se una Amministrazione agisse per il bene di una intera città ponendo in primo piano non il bene collettivo di Osimo ma la ricaduta – positiva o negativa in termini di consenso elettorale – che ogni decisione inevitabilmente produce.

Purtroppo Pugnaloni, da questo punto di vista, ha solo affermato di non essere politicamente pazzo, tralasciando di escludere di non essere magari kamikaze o forse di sentirsi nell’animo sceriffo con tanto di stella di latta, oppure appartenere a qualche setta fanatica dell’Isis o semplicemente (la domanda, visto che non se l’è posta, l’avrebbe dovuta porre il moderatore) la persona sbagliata ad affrontare un tema sbagliato. Detto più chiaramente: una sciagura di Sindaco.

Peggior figura l’ha messa insieme, se possibile, il Presidente Astea Marchetti apparso non solo totalmente inadeguato come personalità ma del tutto fuori contesto… tanto, ad un certo punto, da affermare di non ricordare più chi fosse e il motivo per cui aveva chiesto la parola!

Insomma la città, una volta di più, ha preso atto di essere caduta in mani non tanto e non solo brutte ma di essere amministrata da personaggi culturalmente lontani dal termine competenza.

Detto che però ogni cosa non viene per caso e che quanto accaduto con le cartelle pazze Tari rappresenta la giusta punizione che i 3.000 osimani andati al mare nel 2014 hanno conquistato per loro stessi, le proprie famiglie, il proprio territorio, i propri interessi, le proprie attività e il proprio futuro, occorre tornare alla realtà e provare a metterci una pezza.

Da questo punto di vista il consiglio che Su la Testa, per bocca del leader Dino Latini, si è sentito di promettere ai poveri 260 tartassati è stato il seguente:

A) in primis ognuno, nei tempi stretti dati dalla cartella, affronti con la controparte (individuata nell’Ufficio Tributi del Comune) la correttezza di quanto indicato perentoriamente a pagare nel termine di 60 giorni.

L’idea prevalente dei 260 destinatari degli accertamenti Andreani è che l’impresa incaricata da Astea di confezionare la cartella, incassando su ogni importo un aggio del 19.98% di quanto piovuto magicamente in cassa ad Astea, non abbia badato troppo a conteggiare, caso per caso, tutte le possibili esenzioni che il regolamento comunale pure prevede.

Insomma, nel dubbio, la linea esercitata dalla Andreani, secondo il pensiero dei presenti, è stata identica a quella di colui che mena per primo… certo di menare almeno due volte!

Fabio Marchetti, Presidente Astea (foto Domenico Cappella)

Detto in altri termini: tu intanto paga. Poi a calare c’è sempre tempo!

Oppure: questa è la cartella… a te l’onere di dimostrare che sono in torto…

Un comportamento, quella della Andreani, tipico di una impresa privata che, oltretutto, per tipologia del proprio mandato, si muove con la sicurezza di chi non teme perdite di consenso. Essendo il suo cliente unico, fino al 31 dicembre prossimo, Astea SpA in persona di Massimiliano Riderelli Belli; uno di cui la città si può fidare?

Essendo, non a caso, uno dei 7 principali “traditori” di Su la Testa fin dalla prima ora; un tipo giustamente attento a salvaguardare la propria poltronissima. Peccato che tutto questo si traduca in garanzie per se stesso di super stipendi e per gli osimani di super multe!

Tornando alla possibile scappatoia dalla mannaia Tasi, la via di uscita suggerita dalle civiche – sperando che il confronto diretto Ufficio tributi-tartassato possa portare il Comune ad un ravvedimento e quindi a contestazioni ben più contenute o addirittura all’annullamento di quanto richiesto in prima battuta… – è quella tutta politica concernente in una forte pressione su Pugnaloni da parte dell’opinione pubblica cittadina che consigli l’Amministrazione a rivedere le modifiche apportate al Regolamento di applicazione della Tari per ripristinare il precedente datato 2012.

Una operazione discretamente complessa perchè significherebbe, per Pugnaloni, sconfessare una intera strategia, rinunciare ai 2 milioni circa ipotizzati in ingresso con l’operazione-Andreani, pagare penali per la risoluzione del contratto alla stessa Andreani, incassare l’ennesima figura da dover essere nascosta persino ai nipotini… per non parlare della ricaduta politica che lo vedrebbe cancellato dalla carta geografica.

Chiedere tutto questo al battagliero Sindaco visto all’opera, solo contro tutti, ieri sera… è chiedere umanamente troppo.

Per ottenere il risultato auspicato da Latini servirebbe, oltre al fiato sul collo delle imprese e dei lavoratori che rischiano il proprio futuro, che Pugnaloni ricordasse all’improvviso che solo la serietà, i buoni intenti, l’evitare di far coincidere ogni decisione con il proprio tornaconto, personale o politico, conferisce dignità amministrativa.

Pugnaloni soprattutto dovrebbe comprendere ciò che non è in grado di comprendere. Non essere nato per fare politica e di essersi trovato, oltretutto totalmente impreparato a questo, al timone della barca Osimo in seguito ad una serie di coincidenze astrali benedette non dagli osimani ma da una Corte.

Avere per Sindaco l’esponente dell’opposizione che manda a casa il vero Sindaco a causa della decisione degli osimani “tanto Latini ha già vinto…”, è l’evento peggiore che possa capitare ad una comunità che chiede di essere amministrata normalmente.

Ora che Pugnaloni possa, tutto una volta, riconoscersi politicamente colpevole di tutto questo non ci sembra possibile.

Cosa accadrà più verosimilmente? Le imprese grandi, quelle capaci di difendersi autonomamente – Mait, Monticelli, Catena building, Mazzieri auto e qualche altra – piuttosto che pagare faranno ingrassare i propri avvocati e quindi quelli del Comune.

Tutti gli altri, la massa degli imprenditori piccoli o piccolissimi (tra i presenti alla serata abbiamo riconosciuto Pavone di Casenuove, titolare macchine agricole; Alberto Binci, titolare studio tecnico; Massimo Strologo, settore auto; Cesarini camper; carrozzeria Giacchetta di Padiglione, Coppari prodotti giardinaggio Campocavallo e decine e decine di altre ditte coinvolte loro malgrado) sceglierà la strada del ridimensionamento, della rinuncia all’unico dipendente, se non addirittura della chiusura.

“A lavorare siamo in due – in molti hanno fatto lo stesso ragionamento – e dovendo pagare lo stipendio al dipendente… ci sono mesi che per la mia famiglia resta poco o niente; con questa cartella di 20/30 o 40.000 euro non mi resta che licenziare e sperare possa essere sufficiente”.

Una botta di conti. Calcolando in 200 gli imprenditori medio piccoli che saranno costretti a fare di questi pensieri e ponendo che anche 2 su 3 riescano in qualche modo a superare l’ostacolo Andreani, abbiamo abbiamo 70-80 ditte costrette a far restare a casa il proprio lavorante.

Peggiori, se possibile, le conseguenze temute per le imprese più grandi che veramente, piuttosto che pagare, incominceranno a pensare a soluzioni estere alternative.

In questo caso, dovesse giungere quel giorno, Osimo si troverà alle prese con la crisi più grave della propria storia moderna sapendo chi ringraziare: l’ideatore Pugnaloni, il mandante Belli e l’esecutore Andreani.

CASO TARI: PUGNALONI, GIUNTA E ASTEA
INVADONO L’ASSEMBLEA DI SU LA TESTA
SENZA ESSERE INVITATI AD USCIRE!
PAZZIE TARI, ASTEA MULTA ASTEA!
INFLITTI 27.000 EURO ALLA GEOS SPORT

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