L’episodio alla fermata autobus del maxi parcheggio
RAGAZZO DOWN PICCHIATO
IN 7 RISCHIANO L’ACCUSA
Il gruppo si difende: “Solo un gioco tra maschi”

L’episodio alla fermata autobus del maxi parcheggio RAGAZZO DOWN PICCHIATO IN 7 RISCHIANO L’ACCUSA Il gruppo si difende: “Solo un gioco tra maschi”

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Un altro gioco finito male? Osimo raddoppia i casi che, nel giro di qualche giorno, hanno fatto gridare al bullismo. Dopo la vicenda della “Laeng” al San Carlo – costata comunque una maxi sospensione di 45 giorni a ciascuno dei tre protagonisti 15enni e con la stessa “vittima” sub iudice – un altro caso su cui fare chiarezza.

Edoardo Sopranzi, 18 anni di Offagna, studente down presso l’istituto alberghiero di Loreto, attivo anche nel mondo sportivo, settore disabilità atletica leggera, sarebbe stato aggredito, giovedì scorso, da sette compagni di scuola con i quali, alla fermata autobus presso il maxi parcheggio di Via Colombo, attendeva il pullman – come tutti i giorni – per andare a scuola, a Loreto.

Una passante, notato lo strano assembramento, è intervenuta in difesa di Edoardo che comunque, nel parapiglia, aveva già incassato almeno qualche pugno in petto.

L’interessamento della sconosciuta non si è limitato a porre fine alla gazzarra ma è continuato con la segnalazione ai Carabinieri a cui spetta, ora, fare chiarezza sul reale andamento dei fatti.

E’ possibile ed anche augurabile, viste le condizioni di minorata difesa di Edoardo, che anche stavolta si possa arrivare a declassare l’accaduto come un litigio tra compagni di scuola o ad una baruffa degenerata in pugni e spintoni.

Di certo i genitori del ragazzo vorranno vederci chiaro, in ogni possibile direzione l’indagine andrà a parare, dal

che la vicenda, fintanto non sarà chiarita nei particolari, si presta ad essere assimilata ad un episodio di bullismo, aggravato dalle condizioni di disabilità.

Edoardo Sopranzi (lancio del peso)

Fatto rientro a casa, Edoardo non ha parlato con i genitori dell’accaduto. Solo la sera, nello spogliarsi, la madre ha notato sul petto del ragazzo uno strano rossore. Messo alle strette Edoardo ha ammesso l’evidenza: “Mamma, i miei amici mi hanno dato un pugno”.

Ad una ricognizione più attenta la mamma ha osservato almeno altri due lividi (dietro il collo e sulla schiena) tanto da convincerla, all’indomani, di portare il figlio al pronto soccorso.

Il referto stilato parla in effetti di 5 giorni di prognosi e soprattutto spiega quei rossori come “abrasioni da strisciamento”. Difficile invece comprendere il perchè di quanto accaduto.

La famiglia rivanga il passato ricordando come, in passato, Edoardo avesse lamentato che qualcuno a scuola, i cosiddetti amici, gli dava fastidio. “Non è la prima volta – spiega papà Massimo – che mio figlio torna a casa raccontando strani episodi. Una volta parlò persino di un accendino acceso passatogli sul braccio…”.

Così i genitori, che fino all’ultimo episodio, erano passati oltre su quei discorsi fatti dal ragazzo, hanno deciso di presentare denuncia ai Carabinieri chiedendo chiarezza sul passato e di interrompere le continue vessazioni di quei compagni di scuola, 7 ragazzi tutti sui 17/18 anni e tutti di Offagna, che da tempo hanno preso di mira Edoardo.

“Purtroppo in passato abbiamo sbagliato a non approfondire – concludono i genitori – ma ora è tempo di fare chiarezza. Chi ha sbagliato stavolta non la passerà liscia… siamo convinti che si tratti di quei soliti “amici” di scuola che infastidiscono Edoardo da tempo”.

Detto e fatto. Proprio ieri mattina, viste le notizie di stampa rincorsesi per tutta la giornata, tutti i 7 giovani chiamati in causa, probabilmente consigliati da qualche adulto, si sono presentati spontaneamente in Presidenza nel tentativo di allontanare dal gruppo ogni sospetto.

“Non siamo stati noi a dare fastidio ad Edoardo – hanno spiegato in coro al Preside Gabriele Torquati – anzi ci sentiamo offesi per essere stati descritti come gli autori ed etichettati quali bull e mostri…”.

Sottoposti a domande più precise alla fine i sette hanno parzialmente ammesso: “Solo un gioco. Un gioco magari andato oltre la volontà…”.

Ascoltata la versione auto assolutoria del gruppo, il Preside ha così immediatamente indetto una assemblea straordinaria di istituto per fare chiarezza sull’accaduto. Molto probabili, come alla “Laeng”, l’adozione di provvedimenti disciplinari. Molto dipenderà da cosa diranno le immagini sottoposte alla visione dei Carabinieri.

L’attesa, è probabile, sarà breve. I militari di Osimo, a cui il Capitano Raffaele Conforti ha affidato il caso, hanno già raccolto le registrazioni delle numerose telecamere di video-sorveglianza che coprono, notte e giorno e da più angolazioni, l’intera area dell’impianto di risalita.

Esaminare le immagini e risalire ad eventuali colpevoli non sarà dunque impossibile. L’impressione, ancora una volta, è che il mondo della scuola faccia troppo poco o che non possieda strumenti adeguati per impedire che semplici sfuriate tra ragazzi, piccole antipatie, situazioni anche normali di confronto sfocino senza regole in giochi pericolosi o simili; condizioni di ordinario confronto fisico che tra maschi accadano quotidianamente, in classe o fuori. Episodi per quanto banali destinati a trascendere, se non arginati in tempo, in situazioni potenziali di violenza. Quanto volontaria è ciò che resta da capire.

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