NON REGGE ALLA FINE DEL FIGLIO, SI IMPICCA UNA SETTIMANA DOPO!
PIERGIORGIO CIRILLI (73 ANNI) SUICIDA PER LA MORTE DI MARCO

NON REGGE ALLA FINE DEL FIGLIO, SI IMPICCA UNA SETTIMANA DOPO! PIERGIORGIO CIRILLI (73 ANNI) SUICIDA PER LA MORTE DI MARCO

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Continua la scia di sangue che ha colpito Filottrano con 4 morti violente in pochi giorni. Proclamato il lutto cittadino


Dopo aver fatto forza all’intera famiglia, non ha resistito al gesto del figlio e si è impiccato nella propria abitazione, ponendo termine ad una prostrazione non più sopportabile.
Piergiorgio CIRILLI, 73 anni, ex Comandante di Polizia municipale a Filottrano, ha così raggiunto in Cielo l’amato figlio Marco, 23 anni, suicidatosi appena la settimana scorsa, facendosi precipitare a terra dal balcone di casa.
E così per Filottrano, dopo la tragica fine di Ida e Antonio, una nuova scia di sangue segna indelebilmente la cittadina collinare, toccata in pochi giorni da ripetuti episodi di cronaca – ben 3 in una settimana! – come Filottrano non ha mai conosciuto.
Proprio la mancata accettazione della morte del giovane Marco, con la famiglia autoconvintasi della propria lettura dei fatti, potrebbe aver innescato il nuovo episodio che ha minato le tempra di un uomo descritto dal carattere forte, tutto di un pezzo, anche per la professione esercitata, sempre rispettosa delle Istituzioni e attento al buon andamento della macchina comunale.
Proprio la scorza di capo famiglia e uomo a cui aggrapparsi in ogni situazione potrebbe essere stata minata dal rapido evolvere degli eventi. Ne Marco, ne Piergiorgio hanno avuto modo o scelto di lasciare spiegazioni da affidare alle donne di casa, moglie e figlia, rimaste sole di fronte ad un destino raramente così duro da accettare.
La scia di non ritorno era stata imboccata meno di una decina di giorni fa quando Marco, attorno mezzanotte, si è lasciato cadere nel vuoto precipitando dal balcone.
Burocraticamente parlando le indagini dei Carabinieri sono iniziate e ben presto archiviate alla voce suicidio, tanto che il magistrato non ha neanche disposto l’autopsia alla ricerca di cause diverse.


Una bella immagine di Marco CIRILLI, 23 anni, scomparso la settimana scorsa precipitato dal balcone

Un gesto volontario, hanno ricostruito i militari, che potrebbe aver avuto origine da un lontano incidente stradale di sette anni prima quando il giovane Marco, allora studente osimano del Campana, appena 16 anni, uscì miracolato da un fuori strada tra la sua Vespa e una Lancia Lybra, entrando di testa dentro l’abitacolo e rischiando seriamente la morte.
Al contrario da quell’incidente giovanile Marco sembrava essersi ripreso, lamentando conseguenze tutto sommato accettabili – fratture di alcune vertebre cervicali – tenute sotto controllo con la somministrazione di medicinali in grado di assicurargli una vita pressochè piena.
Forse, però, i segni lasciati dall’incidenti, più che fisici, potrebbero aver marchiato il ragazzo nell’animo, fino alla fatale resa dei conti.
“Marco – scrive la sorella Elisa sul proprio profilo Fb – era un ragazzo dal cuore grande, gentile e carino con tutti; solare, gioioso, pieno di vita. Non conosceva malizia né cattiveria, un ragazzo dall’animo puro, un vero angelo.

Marco amava la vita, continuamente ci faceva discorsi profondi sulla vita e sul come raggiungere con determinazione i propri obiettivi.
Marco era una persona altruista e generosa, amava perdutamente la sua famiglia, avrebbe fatto di tutto per noi e non ci avrebbe mai dato volutamente un dolore così immenso; se ci vedeva tristi lui era più triste di noi e cercava sempre di darci forza e coraggio.
E’ stato descrittto come un depresso ma non era per niente così, anzi, era pieno di vita e sfidiamo chiunque a dire il contrario. Purtroppo è stata data troppo frettolosamente scontata la sua morte come suicidio, perché non conoscendolo si è ritenuto che avesse dei problemi esistenziali dovuti all’incidente di 7 anni fa.

Vorremmo ricordare a tutti che la morte non è dovuta soltanto a omicidio, suicidio o cause naturali ma anche da “cause accidentali”, tanto che il medico legale, intervenuto alla presenza di noi familiari, pare abbia accertato che si è trattato di “morte per caduta accidentale”.
Marco – continua la sorella – si sentiva miracolato da quell’incidente, si sentiva forte per averlo superato e sapeva che faceva parte della sua vita… tanto che qualche giorno fa diceva di volerne scrivere un libro.
Ha sempre affrontato ogni problema con coraggio e se ci vedeva preoccupati era il primo a darci forza e farci stare tranquilli. Non voleva assolutamente vederci soffrire per qualsiasi motivo ed era sempre pronto ad aiutare; per lui la felicità della famiglia era la priorità.
La settimana scorsa si era sottoposto ad un intervento ed era strafelice che tutto fosse andato bene e progettava un nuovo capitolo della sua vita, con tante cose da fare per il futuro insieme a noi.
Marco aveva una voglia di vivere e una forza che pochi uomini hanno su questa terra; lui era un vero guerriero. Nonostante le tante difficoltà che gli ha riservato la vita non si è mai arreso e ha sempre lottato a testa alta con gioia e speranza.

Purtroppo subdolamente lo hanno fatto passare per uno che si è arreso anche se qualunque morte è degna di rispetto. Per noi resterà sempre un vincitore e un esempio di vita”.
Parole ferme, determinate di chi, colto all’improvviso da un dolore troppo grande, non sa e non vuole darsi spiegazioni diverse.
Parole a cui papà Piergiorgio, dopo aver riunito la famiglia a stringersi insieme per superare questa terribile prova, si è aggrappato per una intera settimana pur di non cedere ad un dubbio troppo atroce.
Ieri mattina, purtroppo, l’ineluttabile si è materializzato una seconda volta in casa CIRILLI. Per una seconda volta l’arrivo dell’ambulanza, del medico e dei Carabinieri.

L’ex Comandante in pensione è stato ritrovato impiccato dalla famiglia, attorno l’ora di pranzo, con l’evento probabilmente consumatosi giù in mattinata.
Per i militari si è trattato di classificare, in appena una settimana, l’episodio come gesto volontario e come tale da archiviarne – senza troppe spiegazioni, impossibili fino in fondo da scrutare – la morte.
Per domani, giorno dell’ultimo saluto all’ex Comandante, tutta Filottrano, stretta in lutto cittadino, si unirà al dolore di mamma Licia e di Elisa, testimoniando la vicinanza della comunità di fronte al più terribile dei misteri.


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1 Comment

  1. È vergognoso quello che avete scritto, la morte di marco, mio cugino non è stato un atto volontario, non lo conoscevate e non avete il diritto di dire certe cose, tirando in ballo il suo incidente passato non vi autorizza a sentenziare la sua morte come un suicidio, addirittura avete scritto che i familiari avvolti dal dolore non sanno e non vogliono darsi altra spiegazione, avete raccontato un sacco di balle, fate schifo, mettetevi una mano sulla coscienza, siete vergognosi.

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