NON SERVE LA COLLETTA, CENA OFFERTA DAL BAR 2.2
BEL GESTO DI MARCHETTI CHE SI SOSTITUISCE AI CARABINIERI

NON SERVE LA COLLETTA, CENA OFFERTA DAL BAR 2.2 BEL GESTO DI MARCHETTI CHE SI SOSTITUISCE AI CARABINIERI

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Il giovane titolare del locale di Campocavallo rilancia offrendo agli anziani in difficoltà i piatti invenduti. “Ne parlerò con il Sindaco Pugnaloni, spero che la proposta sia fattibile”. Trattasi, dal punto di vista privato, dello stesso cammino che la Asso, si spera, dovrebbe poter prendere in considerazione a breve quale risposta alle nuove esigenze di una società in rapido invecchiamento


Ha un nome e un cognome conosciuto il protagonista, per una volta positivo, del bel gesto di sostituirsi ai Carabinieri nell’offrire un pasto caldo alla ormai “famosa” vedova osimana in difficoltà.
Parliamo di Simone MARCHETTI, titolare dell’apprezzato bar-tavola calda di Campocavallo “2.2” attivo da tempo sulla Val Musone e quotidiniamente meta di incontro, colazioni e aperitivi, in particolare di lavoratori e giovani.
Attivo anche nel settore della ristorazione di qualità (a prezzi modici), il locale è convenzionato anche con i Carabinieri osimani che mercoledì sera, messa insieme una veloce colletta, si sono presentati al 2.2 per acquistare il necessario.
La donna, come è ormai noto, non mangiava da tre giorni, dimenticata persino da quei Servizi sociali che pure, a conoscenza della situazione di difficoltà, hanno sostanzialmente alzato le spalle, abbandonando la protagonista della vicenda al proprio destino.
Forse, a ben guardare, la sostanza della notizia, risiede proprio qui: gli addetti ai lavori, stipendiati per la bisogna, che si fanno di fumo… i Carabinieri, che pure avrebbero mille e un compito più delicato e importante da svolgere, costretti ad improvvisarsi operatori sociali, se non addetti al delivery a tutti gli effetti.
Una vicenda un pò alla rovescia, dunque, illuminata soprattutto dall’altruismo con cui MARCHETTI, imparata in diretta la notizia, si è offerto con un bel gesto di sostituire i Carabinieri nell’offrire alla vedova il pacco alimentare e qualche bottiglia d’acqua.

Il bar 2.2 di Campocavallo che ha offerto il pasto alla donna osimana in difficoltà, sostituendosi alla colletta dei Carabinieri

“Credo di non aver fatto nulla di particolare – si è schermito MAZZIERI una volta richiesto di particolari – e di aver fatto una piccola cosa che, al mio posto, avrebbero fatto tutti. I Carabinieri sono stati carini a preoccuparsi di offrire, oltre al sostegno della vicinanza umana, anche un piccolo aiuto concreto. A quel punto ho pensato che la colletta appena messa insieme dalla pattuglia non servisse più”.
Ma c’è di più. Ascoltate con attenzione le parole del giovane ristoratore osimano. “La vicenda di mercoledì sera occorsa a quella signora – ha spiegato Simone MARCHETTI – mi ha moltro colpito come segno di tempi non semplici da vivere. Tra l’altro, grazie all’aumento della vita media e a causa dei nuovi stili e modelli sociali, noto che sono sempre più, anche nella nostra città, gli anziani soli in difficoltà.
Ebbene nel mio piccolo, se possibile, vorrei poter contribuire a fare qualcosa senza rimanere a guardare. Ad esempio questo locale produce quotidianamente una quantità, a seconda dei casi, di piatti invenduti. Roba ottima da mangiare anche il giorno se solo il Comune si attrezzasse per un servizio di consegna a domicilio. La vità – filosofeggia MAZZIERI – è una ruota che gira… di cui nessuno può conoscere il prossimo stop.
E’ un pò che una simile idea mi frullava in testa… ora questo episodio potrebbe permettermi di realizzarla. Conto di parlarne con il Sindaco PUGNALONI in modo da valutare il da farsi…”.
Insomma dal privato la spinta all’Amministrazione comunale di mettere in moto una catena distributiva, nel caso alimentare, che giusto nell’articolo di ieri gli auspici rimandavano come possibile da subito grazie all’esperienza della ASSO.

Simone MARCHETTI e sua moglie Valentina BUSCARINI, titolari del ritrovo lungo la Valmusone

In effetti paiono ormai da considerarsi maturi, anche in periferia, i nuovi temi sociali da affrontare, legati nella fattispecie alla qualità di vita dei nuovi anziani, facendo attenzione, in primis, a come porre rimedio alle povertà 2.0, economiche e non solo, proprie di un club Italia in rapida mutazione.
Serve ripensare strutturalmente alla qualità delle risposte da fornire, in una società dominata dalle esigenze di cittadini dall’età media sempre più importante. Osimo, da questo punto di vista, per sensibilità, attitudine ed esperienza, è realtà stimata per giungere mediamente meglio e prima che gran parte d’Italia, a patto di voler porre in agenda la questione “anziani” tra i temi non più rinviabili.
Massimo Pietroselli

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