ORSETTI: “A CASA MIA NON ABBIAMO
MAI AVUTO UNA TATA”
MA LA FOGLIA RESTA CONFERMATA:
NON TATA MA TUTOR

ORSETTI: “A CASA MIA NON ABBIAMO MAI AVUTO UNA TATA” MA LA FOGLIA RESTA CONFERMATA: NON TATA MA TUTOR

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Dall’amico e Dirigente regionale alla Cultura una spiegazione che sa di la caprina

 

ORSETTI: “A CASA MIA NON ABBIAMO MAI AVUTO UNA TATA”
MA LA FOGLIA RESTA CONFERMATA: NON TATA MA TUTOR

 

“Il CdA di Astea non mi riguarda; non ho neanche mai immaginato fosse interessata”

In ordine alla vicenda della “tata” di casa Orsetti nominata a sorpresa consigliera di amministrazione Astea (compenso pubblico lordo triennale di circa 24.000 euro) riceviamo sulla nostra pagina Facebook la replica del diretto interessato Raimondo Orsetti che nega il ruolo di “Mery Poppins” del neo consigliere SpA in casa Orsetti.

“Come sempre Sandro Pangrazi esagera sia negli accostamenti, che negli apprezzamenti, che nelle valutazioni.

1) a casa mia non abbiamo mai avuto una tata;

2) Cristina Foglia è una gran brava ragazza stimata ed apprezzata da tutti in parrocchia qui a Campocavallo;

3) non ho mai segnalato il suo nome a chicchessia perché la cosa non mi riguarda e perché non avrei mai immaginato che fosse disponibile a farlo;

4) in quanto ai tanti aggettivi spesi per indicare la mia professione ricordo che già alle scuole medie la prof di italiano raccomandava al buon Sandro (che già all’epoca scriveva bene!) di non farne un uso eccessivo… perché quando si esagera si perde il senso delle cose.

Buona giornata a tutti”.

Crediamo che esagerare, nel nostro mestiere, ovvero quando ci sono di mezzo le notizie, possa ancora essere interpretato in senso positivo. Forse Raimondo intendeva evidenziare il vizio connaturato di chi scrive di acchiappare con facilità notizie importanti; in effetti la cosa ci è sempre riuscita con naturalezza e ammettiamo che con il tempo – sono già più di 30 anni – certe abitudini si sono piacevolmente affinate.

Ma non è di questo che vi interessa leggere.

Orsetti afferma con chiarezza che “a casa mia non abbiamo mai avuto una tata”, omettendo le virgolette per poi ribadire, al punto 2, l’assenza di qualsiasi rapporto/motivazione a segnalazioni di alcun genere.

Purtroppo la precisazione, offerta al pubblico in questo modo, va soffrire la notizia lasciando nel lettore la porta aperta all’interrogativo.

E questo non è giusto.

Trattasi in effetti di meglio specificare, nella sua semplicità, il ruolo della signorina Foglia in casa Orsetti

In effetti tra tata e badante, ovvero i due termini a cui abbiamo pensato per primo per definire i compiti non occasionali del neo amministratore pubblico presso l’abitazione del Dirigente regionale, avremmo dovuto scegliere il termine inglese – che essendo italiani non amiamo – di “tutor”.

Parola che, nel caso di specie, potrebbe essere tradotta come sostegno, compagnia, educatrice, fossimo nell’800 diremmo dama di compagnia.

Insomma non una ragazza-tata scalda biberon o cambia pannolini, vista anche l’età della ragazzina, ma una figura di riferimento per fare i compiti, avere una compagnia, crescere con una sorella più grande, ecc…

Un compito che la signorina Foglia ha efficacemente svolto, per anni, in modo legittimo, dandosi il cambio, quando impossibilita, con una seconda tutor.

Chiarita la differenza di interpretazione tra “tata” e “tutor”, veniamo al punto tre dove Raimondo conviene con noi circa il fatto di non aver esercitato pressioni particolari circa la scelta di questo anzichè qual altro nominativo. Conveniamo come le due esperienze sono molto lontane tra di loro e non collegabili, tanto da non fare curriculum.

Evidentemente Pugnaloni, a cui è spettata la parola finale, è a conoscenza di doti sulla Foglia che non conosciamo ancora. E di cui – fino a prova del contrario – ci fidiamo.

Dulcis in fundo la nostra – di Raimondo e di Sandro – insegnante di Italiano, signora Fagioli.

Tutti questi rimproveri sull’uso smodato di aggettivi… io non li ricordo. Anche in questo caso credo sulla parola alla leggera critica, promettendo di esagerare il meno possibile.

Tanto ti dovevo

Sandro PANGRAZI

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