ORSETTI, CHIUSA L’INDAGINE INTERNA
I DOCUMENTI SUL TAVOLO DI CANTONE

ORSETTI, CHIUSA L’INDAGINE INTERNA I DOCUMENTI SUL TAVOLO DI CANTONE

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Arriverà la Legge nella Borbonica Svim? L’interrogativo non lascia dormire parecchie teste pensanti in Regione Marche. Il sospetto di nepotismo che aleggia sull’operato del Dirigente regionale alla Cultura e Turismo Raimondo Orsetti – dopo l’assunzione a tempo determinato della seconda moglie, la polacca Beata Jackiewicz, 50 anni, beneficiaria di un contratto di collaborazione di 40 mesi al costo di 107.526,88 euro – non consente sonni tranquilli.

Un conto è lavare i panni sporchi, sia pur sulla piazza dei giornali, senza che la magistratura dedichi troppa attenzione alla vicenda e ben altro aspetto si denoterebbe se l’etichetta “Parentopoli” riguardasse non solo i titoli de Il Resto del Carlino o Osimo Oggi ma significasse l’oggetto di un’inchiesta in Procura.

Nel dubbio, come aveva anticipato il Consigliere regionale leghista Zaffiri, il Presidente Ceriscioli non è rimasto ad osservare gli eventi. Il sospetto che all’interno della Svim, carrozzone pubblico detenuto dalla Regione, si possa essere proceduto con modalità poche chiare addirittura su questioni riguardanti l’assunzione di familiari, ha fatto scattare l’allarme rosso.

Il Direttore generale della Regione Fabrizio Costa, capo Gabinetto del Governatore e in tale veste responsabile anche del settore anti corruzione sulle determinazioni della Regione, ha avviato a tempo di record una indagine interna. Assunte a se tutta la documentazione, il dottor Costa ha redatto una dettagliata relazione e inviato l’ingente carteggio a Roma, presso un altro carrozzone pubblico, ovvero l’Anac (Autorità nazionale anti corruzione), guidata dal magistrato napoletano in aspettativa Raffaele Cantone.

Temiamo che diversi ma significativi intrecci, tra controllori e controllati, non consentiranno a Cantone di veder chiaro con facilità.

Prendiamo il Segretario generale Costa, chiamato ad indagare sull’operato di Orsetti. Ebbene risulta che lo stesso Costa abbia guidato, in prima persona, e fino allo scorso 31 gennaio, lo Svim (Sviluppo Marche) da cui si dipana l’intera vicenda; quello stesso Svim che ha bandito il concorso chiacchierato. Che ruolo ha dunque giocato “l’inquisitore” Costa.

Costa che, a grandissima sorpresa generale, si appresta a lasciare la Regione per andare a ricoprire, dal prossimo 1° marzo, un incarico definito di prestigio in seno al Mistero del Tesoro.

Quanti accavallarsi fortuiti di date ed eventi nel giro di poche settimane!

Ed ancora. La Svim affidata da Ceriscioli a Costa (sia pur, ufficiosamente, per essere rottamata e dismessa) dipendeva fino alla data del 1° febbraio dal cosiddetto Settore denominato “Internazionalizzazione” e guidato da Raimondo nostro.

Non un simpatico club, magari elitario, riservato ai soli tifosi doc dell’Inter dei bei tempi (la famosa internazionalizzazione del calcio europeo avvenuta con Herrera negli anni ‘60) ma un altro bel modo di spendere a pioggia i soldi dei marchigiani senza che nessuno, o quasi, possa chiederne conto non sapendo dove mettere le mani.

Ebbene, come è noto, quando è stato firmato l’atto di assunzione delle vincitrici di pubblico concorso? Esattamente a metà gennaio, ovvero a pochissimi giorni di distanza dal fatidico 1° febbraio che coincide con l’uscita di scena di Orsetti e l’annuncio del trasferimento a Roma di Costa.

Controllori e controllati, ognuno dell’operato dell’altro. Giochini di scatole cinesi di cui in Italia siamo peraltro maestri insuperati.

Tornando all’inchiesta di Cantone, l’Anac proverà a comprendere se Orsetti abbia o meno avvertito la commissione regionale che a quel bando avrebbe partecipato anche sua moglie. Una dichiarazione su cui gioca il futuro del super Dirigente e che allo stato costituisce l’unico interrogativo misterioso dell’affaire. Una dichiarazione a cui qualsiasi pubblico dirigente è obbligato deontologicamente quale ABC di ciascun codice di comportamento.

Fuori dal codice c’è poi la questione di opportunità dove Orsetti appare più debole. Così come, nel novembre scorso, il super Dirigente avrebbe dovuto cortesemente ringraziare il Sindaco Pugnaloni e rinunciare all’incarico presidenziale al Campana (Ente che dal Dipartimento culturale regionale riceve contributi e prebende varie, altro caso di conflitto di interessi tra controllore e controllato), allo stesso modo esiste una questione di opportunità – il marito che assume la moglie – che dovrebbe pacificamente consigliare tutti, anche politici di lungo corso come Orsetti, di come sia meglio evitare “incomprensioni” con i cittadini.

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