PANEM ET CIRCENSES AI SOLI VINCITORI
PUGNALONI RISPACCA LA CITTA’ CON LA MEGA FESTA!

PANEM ET CIRCENSES AI SOLI VINCITORI PUGNALONI RISPACCA LA CITTA’ CON LA MEGA FESTA!

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Il Bene annuncia per domenica, a villa Gentiloni di Filottrano, una sfarzosa serata anti Male per celebrare il 9 giugno. Guest star la Mariani e la Alessandrini family?


Dalla pagina Facebook di Luca Paolorossi, noto sarto filottranese, ci colpisce una massima del fu Pablo Escobar (secondo Wikipedia il più ricco trafficante mondiale di cocaina con un patrimonio stimato in oltre 40 miliardi di dollari) secondo il quale “I soldi non comprano le donne… ma fanno innamorare le puttane”.

Probabilmente il criminale colombiano aveva ragioni da vendere, così come Paolorossi nel commentare la citazione. “Oggi come ieri… è tutto in vendita – sottolinea il sarto oltre Musone – l’importante è avere i soldi. Dopo chi si innamora, si innamora… ce vuole i soldiiiii!”.

Riportiamo questi pensieri in libertà perchè – gira voce sul web – domenica sera, nello splendido scenario filottranese di Villa Gentiloni, il riconfermato Sindaco Simone Pugnaloni offrirà – immaginiamo ai cittadini osimani tutti… ma non siamo certi di immaginare correttamente – una festa per celebrare degnamente la vittoria elettorale del 9 giugno.

Una festa non solo senza precedenti analoghi da parte di altri Sindaci, ma destinata a passare alla storia di Osimo come una sorta di luculliana kermesse – stile trionfo imperiale, seguito da pubblica ovazione – per il ritorno a Roma di qualche legione condotta da generale distintosi in battaglia.

Come nell’antica Roma il trionfo costituiva la più alta ricompensa militare, tributata all’esercito per l’eccezionale coraggio e bravura dimostrati in battaglia, nella moderna Osimo l’esito al filo del ballottaggio inaugura di fatto l’epoca dei trionfi in politica.


La splendida villa Gentiloni, a San Biagio di Filottrano, scenario della festa di domenica per celebrare la vittoria del riconfermato Pugnaloni

D’obbligo a Roma, per ottenere dal Senato il consenso al trionfo, che il Console che vi aspirasse potesse dimostrare di aver ucciso in battaglia almeno 8.288 nemici; da qui la necessità pratica di infilare su appositi picche le teste dei vinti, macabri feticci fatti sfilare davanti al Console osannato e infine infisse nel Foro con le teste lasciate tranquillamente a decomporsi.

Nella Osimo 2.0, pare, gli 8.288 nemici vinti avranno diversa sorte e salva la vita. La buona notizia non è ancora ufficiale ma sembra che la Prefettura di Ancona, a cui pure l’Amministrazione Pugnaloni ha pure chiesto un parere scritto, si sia formalmente opposta nel rispetto formale, alla lettera, delle antiche usanze.

Dunque domenica sera, a San Biagio di Filottrano – ospiti d’onore della Pugnaloni night i medici Achille Ginnetti e Guido Samapolo – nessuna torcia umana rischiarerà la prima notte d’estate. Si potrà gustare aperitivi, cenare all’aperto e persino fare due salti in musica accompagnati dai moderni ritrovati (fiaccole al led, catering di livello stellato, orchestrina dai giusti attributi) senza incidere nella carne viva delle odiate truppe latiniane.

Al massimo, ma questo è una sorpresa che non possiamo svelare fino in fondo, pena rovinare l’effetto spassosissimo, ad un certo punto tra i tavoli degli osimani, vincenti e gaudenti, potrà apparire, trascinato in catene insieme ai suoi più stretti collaboratori, un lungo corteo aperto dal generale sconfitto – Dino, Re dei Latini – attorniato dai fanatici civici catturati ancora vivi nell’abbandonato bunker di via Marco Polo, invaso durante l’ultima battaglia.

Ad abundantiam, ma almeno questa non ditela a nessuno in quanto davvero super top secret, pare che nel parco verrà allestito uno speciale patio fortificato, guardato a vista dalla milizia Sturmtruppen di Casa Pound Osimo, all’interno del quale la Maria Grazia Mariani e la Alessandrini family verranno salutati da Pugnaloni, insieme ai pretoriani e all’intera guarnigione d’assalto, quali vere guest star!

Se poi la serata trionfale verrà effettivamente allietata dalla presenza in ceppi dell’ultimo re barbaro in circolazione, occorrerà essere presenti ed accertarlo di persona prenotando il proprio tavolo al numero 338.72.53.627 entro mezzogiorno di venerdì.

Prenotazione gradita (ma non obbligatoria) fanno sapere da Palazzo comunale, unicamente per consentire ai cuochi ingaggiati per l’occasione di preparare mangerie o meglio prelibatezze sufficienti a sfamare il popolo osimano simpatizzante… in qualunque numero dovesse decidere di invadere Filottrano, travalicando il Musone e il confine comunale.

Cosa c’entra, allora, il post di Paolorossi con relativa scoperta che i soldi non fanno la felicità ma quantomeno aiutano a vincere la depressione?

L’annotazione c’entrerebbe per almeno un paio di buoni motivi, il primo del quale è dato dalla circostanza che l’utilizzo di villa Gentiloni per feste, mostre, kermesse e quant’altro alla moda, è al momento regolamentato proprio dal noto artigiano taglia e cuci, figlio di Ottrano.

L’altra circostanza, visto che la festa per la vittoria elettorale del Console Pugnaloni su Dino Re dei Latini sarà a sesterzi zero per il popolo auximano, chiede più prosaicamente: chi farà fronte all’immaginifico lauto conto?

Sentita in argomento l’organizzazione – per la serie “Un’idea al giorno” e quindi tipicamente elettorale – ha assicurato che nessuno è stato autorizzato a passare tra i tavoli, primo, dopo o durante la festa, per richiedere oboli alla bisogna.

Ergo, stimati in almeno 500 i concittadini che avranno piacere di incontrarsi, gustare un aperitivo e cenare col Sindaco nel fresco del parco, con tanto di intrattenimento musicale, ci si chiede: chi farà onore alla cuenta?

Spesa prevista, stando bassi con costi che si potrebbero avvicinare utilizzando il metodo della serva, in almeno 10.000 euro + l’affitto della villa liberty gentiloniana + le spese per musica e ballo e + le uscite necessarie per ripristinare il luogo.

Diciamo uno sfizio da almeno 15.000 euro a carico della famiglia Pugnaloni, con abito di sartoria in omaggio?

Panem et circenses saranno dunque ad intero carico del festeggiato o c’è da temere che interverrà, a posteriori, tra le pieghe di bilancio, una leggina capace di agevolare magicamente l’ingresso del conto fin dentro le casse del Senato osimano?

Non essendoci precedenti, impossibile rifarsi ai trionfi altrui. 

A partire dall’epoca post Guerra, l’unico lusso che il Sindaco di Osimo si permetteva o

alle spalle della comunità – o meglio gli veniva giustamente riconosciuto – era il suono del campanone al momento della proclamazione e l’arrivo della banda in festa sotto l’abitazione del neo designato Primo cittadino.

Gli usi non mutarono troppo in epoca post moderna e quanto a mangiate e balli vari davvero neanche l’ombra. Così è stato per il decennato di Paolo Polenta, abitudini spartane tramandate pari pari anche nel seguente decennato anni ‘80 a firma Cartuccia.

Con Orsetti le cose – ricorda il buon Raimondo – andarono pure peggio. “Fui l’ultimo Sindaco, nel 1990, ad essere eletto dal Consiglio comunale che, nel mio caso, si decise di votarmi solo a tarda notte… attorno alle 2.45! Niente banda ma solo la soddisfazione, graditissima, del campanone a festa fatto suonare, ricordo bene anche a distanza di ormai 30 anni, l’indomani mattina da Pio Fantasia, dirigente comunale, al mio primo arrivo a palazzo”.

Solo con Sindaco Alberto Niccoli, nel 1995, le prime avvisaglie mangerecce… spartane e rigidamente alla romana; per soli addetti ai lavori.

Dopo di che, con l’invasione latina delle civiche, la pratica a tavola venne parzialmente istituita con una serata, ad invito, sostanzialmente privata, a villa Leopardi Dittaiuti; esperienza criticata al punto che nel 2004 si optò per una più plebea cena da Ada, sempre però riservata agli amici e agli amici degli amici.

Nulla a che vedere con il fantasmagorico appuntamento di domenica sera che, tornando per un attimo seri, pare davvero voler segnare, oltre che un’epoca nuova, anche il posizionamento di salde fondamenta su cui poggiare la costruzione di future fortune elettorali: roccaforti inespugnabili dove plasmare consenso e instillare nelle attuali e future legioni pugnaloniane il gusto del sangue, il piacere della vittoria, la scuola dove insegnare a vincere le sfide future.

Annotazione finale: detto che evidentemente il Male si sconfigge ricorrendo, in quantità quanto basta, anche al ferro e fuoco… più che ad una serata di pura invidia per la vittoria elettorale da celebrare, avremmo preferito assistere ad un evento meno sfarzoso ma più sentito; consumato in piazza, aperto davvero a tutti gli osimani, sconfitti e vincitori.

Una serata pacificatoria degli animi, per brindare al futuro di Osimo in nome di una ritrovata coesione e unità di intenti sugli interessi della città, interessi che il voto a metà del 9 giugno, le infauste sottolineature “il Bene vince sempre sul Male” e la sfarzosità di mezzi in procinto di essere messi in campo a Filottrano, certo non aiuteranno a raggiungere.


 

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