EL LOCO CANTA,
ARRESTATO LEADER ALBANESE IMPORT COCA
IN MANETTE ANCHE INSOSPETTABILE
CORRIERE INTERNAZIONALE

EL LOCO CANTA, ARRESTATO LEADER ALBANESE IMPORT COCA IN MANETTE ANCHE INSOSPETTABILE CORRIERE INTERNAZIONALE

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Doppia operazione dei Carabinieri in Emilia: droga e soldi a fiume recuperati a Modena e Ravenna

 

EL LOCO CANTA,
ARRESTATO LEADER ALBANESE IMPORT COCA
IN MANETTE ANCHE INSOSPETTABILE
CORRIERE INTERNAZIONALE

 

Intercettata 2 chili e mezzo di neve, appena ritirata a Rotterdam, destinata alla Val Musone

Così come aveva già fatto per almeno tre volte negli ultimi due mesi, saggiamente, un insospettabile corriere aveva preferito allungare il tragitto di ulteriori 50 chilometri (evitando possibili controlli doganali ai confini con Belgio, Lussemburgo, Francia e soprattutto Svizzera) e coprire i circa 1.300 chilometri dall’olandese Rotterdam fino a casa, a Maranello, nel Modenese, passando esclusivamente per la Germania ed entrando in Italia dal Brennero.

Certo il pensionato italiano 65enne, con problemi di disabilità che lo avrebbero reso, ad un sommario controllo, ancor più insospettabile, non poteva immaginare di essere discretamente seguito da giorni, dai Carabinieri di Osimo, che lo attendevano pazienti almeno dal reingresso in suolo patrio, al Brennero.

Una semplice pedina, quella del corriere, il cui arresto, come vedremo, risulterà però funzionale agli uomini del Capitano Conforti per incastrare quello che dovrebbe essere il capo di una struttura di import di cocaina, direttamente dal mercato libero di Rotterdam e fino alle Marche.

A far lavorare in trasferta i Carabinieri, come ultimamente capita sempre più spesso ai militari della Compagnia di Via Saffi, hanno pensato le rivelazioni del filottranese Marco Pesaresi, in arte “Ramon loco”, pusher di medio livello arrestato il 30 aprile scorso.

Dunque il ragazzo, che prima dell’ultimo arresto aveva ambizioni di tutto rilievo nel mondo dello spaccio della cocaina, anche stavolta ha fatto intendere riferimenti decisivi per arrivare a stringere il cerchio su nomi e cognomi della organizzazione; un giro italo-albanese che, con spavalda ambizione, avrebbe voluto rendere coloniale l’intera Val Musone e giù giù penetrare fino ai più ricchi mercati di Portorecanati, Civitanova Marche, Fermo, Grottammare e San Benedetto del Tronto al grido di “Un Eldorado da depredare”.

Messi sulla giusta strada, i Carabinieri osimani in trasferta addirittura internazionale, hanno dovuto soltanto pazientare e attendere il primo carico di un certo rilevo per muovere la mossa di scacco al re.

A correre sempre il 65enne modenese, al quarto viaggio tra Maranello e Rotterdam, effettuato per la modica cifra di 3.000 euro + spese.

Il pensionato, una volta uscito dall’autostrada al casello di Modena Sud, è stato bloccato dai Carabinieri confermandosi però essere solo una piccola pedina in mano alla organizzazione.

Il tipo, per sua stessa scelta, non voleva conoscere alcun particolare di quanto stava compiendo, tanto che non ha saputo dire neanche a quanti chili ammontasse il carico, ben nascosto sotto i sedili posteriori della Croma.

Insomma impossibile, tecnicamente, per l’uomo collaborare e per i Carabinieri trovare conferme o saperne di più su retroscena o complici all’estero; unica novità emersa è che la droga, una volta giunta a destinazione in Italia, sarebbe dovuta essere tagliata e suddivisa in dosi direttamente in casa del corriere, a Maranello, senza correre rischi inutili con ulteriori spostamenti del carico.

Operazione questa, ad ogni modo, da affidarsi a mani esperte in quanto la neve, per rendere l’import produttivo al massimo, sarebbe dovuta essere tagliata fino ad anche tre o quattro volte, moltiplicando i possibili incassi sulle piazze marchigiane di destinazione a livelli record fino ad oltre il mezzo milione di euro!

Bastano queste cifre a rendere chiaro l’importanza dell’operazione messa a segno dai Carabinieri osimani, grazie all’esperienza maturata sul campo e alla tenacia da investigatore incallito del proprio capitano.

L’operazione, nonostante l’ingente carico sequestrato non sarebbe però risultata completa se, contemporaneamente allo scattare delle manette ai polsi dell’anziano corriere, non fosse stato arrestato, in piena strada a Jesi, l’albanese ritenuto al vertice della struttura.

Si tratta di un 47enne senza fissa dimora in Italia, per quanto regolarmente in circolazione vista la piena agibilità del permesso di soggiorno rilasciato a suo nome.

L’uomo, seguito negli spostamenti da giorni e in attesa di essere arrestato solo per poter perfezionare il capo di accusa mosso nei suoi confronti, è stato intercettato ieri mattina, giovedì, in pieno storico a Jesi, dopo aver passato la notte in casa della sorella.

Alla guida di una Punto, all’albanese è stato intimato lo stop lungo via Erbarella e subito dichiarato in arresto per detenzione e importazione illegale di stupefacenti ai fini di spaccio, ovvero lo stesso capo di imputazione mosso ai danni del corriere modenese.

A suffragio ulteriore, visti gli elementi raccolti dai Carabinieri a carico del presunto capobanda, i militari, coadiuvati dai colleghi di Ravenna, hanno effettuato un ulteriore blitz a Punta Marina Terme, in casa di connazionali albanesi che la notte precedente avevano ospitato il 47enne.

Ben nascosto all’interno del materasso dove aveva riposato la notte prima, è così saltato fuori un involucro con dentro centinaia di banconote da 50 e 100 euro, pari al valore di 10.600 euro, provento di spaccio.

Finiti in sequestro al pari dell’auto utilizzata per il viaggio per e dall’Olanda e soprattutto dei due panetti e mezzo di purissima cocaina, allo stato ancora grezzo in cristalli (valore all’ingrosso attorno ai 40.000 euro) avvolta in cellophane sottovuoto, e dal valore commerciale sul mercato variabile dalle 10 alle 15 volte, ovvero da 400.000 a 600.000 euro.

Una volta tagliata e suddivisa in dosi, la roba avrebbe inondato il territorio da Ancona a San Benedetto del Tronto con almeno 6.000 dosi al dettaglio, rendendo felice l’estate ad una marea di consumatori locali.

Ora il colpo dei Carabinieri, si spera decisivo, con il quale la struttura dovrebbe rivedere gran parte dei propri progetti, a partire da quello in embrione di dotarsi di una fitta ed autonoma rete di cavalli locali a cui affidare lo spaccio al minuto nelle varie piazze.

Il fatto di essere riusciti ad intervenire con grande anticipo, potrebbe costituire per il resto dell’organizzazione rimasto ancora nell’ombra, un deterrente dal riprovarci. Quanto meno sulla piazza dell’Eldorado marchigiano.

Un successo investigativo da ascrivere, oltre al già citato Capitano Conforti, alla sinergia con la Procura di Ancona per il coordinamento delle indagini,  alla collaborazione di tutti i comandi Carabinieri coinvolti nel portare a compimento l’operazione.





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