PNEUMOLOGIA,
ULTIMO GIORNO…
DA DOMANI
TUTTI GUARITI O A JESI!

PNEUMOLOGIA, ULTIMO GIORNO… DA DOMANI TUTTI GUARITI O A JESI!

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Parte un piano ferie, stile cavallo di Troia, lungo tre mesi! Vince la supplica di De Luca

 

PNEUMOLOGIA,
ULTIMO GIORNO…
DA DOMANI
TUTTI GUARITI O A JESI!

 

Pugnaloni, impegnato ad inseguire il Giro d’Italia, getta la spugna cantando vittoria!

Ancora poche ore di attività e domani pomeriggio – sabato 17 giugno – la divisione di Pneumologia chiuderà i battenti. Ufficialmente per… ferie! In realtà per essere trasferita, armi e bagagli, in quel di Jesi. Come OSIMO OGGI aveva clamorosamente anticipato il 23 febbraio scorso, riportando copia autentica della lettera sottoscritta dal dottor De Luca e dai tanti dottor… Schettino di cui era ricca la divisione pneumologica del fu ospedale S.S. Benvenuto e Rocco. (Puoi leggere qui l’articolo)

Alfine dunque, dopo essere stata misconosciuta nonostante le rispettive firme in calce, i medici sono stati alfine accontentati. Tutti a Jesi, signori in carrozza!

Stefano De Luca, Primario di Pneumologia

Dal 17 giugno al 17 settembre, durata del piano ferie ideato in stile cavallo di Troia, l’utenza osimana avrà tutto il tempo, ben tre mesi, per abituarsi all’idea cara a smantellatore Ceriscioli che, tutto sommato, ci si può ben curare anche nel vicinissimo ospedale jesino (strada accidentata ma pur sempre meno di 31 chilometri che un automobilista medio osimano può coprire in circa 41 minuti + eventuale traffico e + qualche mezza dozzina di autovelox).

Allo scadere del piano ferie, poi, nessun problema. Il ritorno alla normalità cade il 18 settembre, festività del Patrono San Giuseppe e Pugnaloni avrà voglia di festeggiare di nuovo idealizzando il Trofeo Lamonica con l’arrivo di tappa del Giro d’Italia vero e quanto ai pazienti osimani di penumologia… verrà spiegato loro che, se una cosa si riesce a farla bene per ben tre mesi consecutivi… significa che, con un po’ di buona volontà che non dovrebbe mai mancare ad un vero paziente, si può benissimo continuare ad andare a curarsi nella città di Federico II.

Almeno queste sono le reazioni ipotizzabili fin d’ora per i lettori/pazienti più attenti di OSIMO OGGI che da tempo avevano preso atto della fine irrimediabile a cui la politica, tutta a colpi di bandiera bianca agitata da Pugnaloni, aveva lentamente destinato a morte l’ospedale.

Insomma chi ama leggerci abitualmente non s’era fatto troppe illusioni alla discesa in campo dell’ultimo salvatore possibile, l’Assessore Bernardini, che sull’ultimo Cinque Torri si era addirittura autoproclamato novello gladiatore!

Qualcuno riesce ad immaginare cosa poteva significare, per la propria salvezza pneumologica, essere difesi “con le unghie e con i denti” dal dottor Daniele Bernardini?

A parte il fisico corpulento che non consente da tempo al buon Assessore agili contrattacchi contro nemici molto più freschi, giovani, tenaci e numerosi, persuasi a strappare definitivamente Pneumologia a quel che fu l’ospedale di Osimo, non ci saremmo sentiti tranquilli neanche se Bernardini fosse stato trasformato da Pugnaloni in un nuovo furioso Sansone e i killer in camice bianco, mossi da Ceriscioli come su una scacchiera Asur, ridotti per incanto a tanti pigmei piagnucolanti da scacciare tipo mosche fastidiose.

E allora? Non resta che prendere atto, una volta di più della ufficialità degli atti e constatare come la curiosa coincidenza, invocata questo inverno dal primario Stefano De Luca, Osimo aut e Jesi in, stia per avverarsi. Grazie alla scusa di mancanza di personale sufficiente nelle due strutture (ma un buon padre di famiglia, diverso da Ceriscioli, non avrebbe dovuto pensarci per tempo trasferendo ad Osimo l’occorrente medico?) gli ammalati di Osimo pagheranno il conto, in due semplici rate: da domani al 17 settembre troveranno, per tre mesi, la specialità medica “chiusa per ferie”; dal 18 settembre non la troveranno semplicemente più, come mai esistita… citata al massimo dai vaghi ricordi di qualche anziano. A quel punto, venerdì 18 settembre, saremo tutti psicologicamente rassegnati al dato di fatto, addirittura ben lieti di essere trasferiti gratis, solo andata, con una ambulanza del 118 diretta, a sirene spiegate, verso il “Carlo Urbani” di Jesi.

Per i più increduli, che a Sinistra non mancano mai, riportiamo copia fedele del documento con cui, in data di ieri, la Asur Marche 2 ha formalizzato, a firma del Direttore del presidio di Jesi, la lettera contenente le disposizioni di servizio circa il piano ferie congiunto tra il personale ospedaliero di broncopneumologia di Osimo e quello di Jesi.

“Di seguito la proposta di piano, elaborata al fine di garantire la contiuità assistenziale dei pazienti affetti da patalogie di ordine pneumologico e contestualmente le ferie estive al personale medico delle due unità ospedaliere, di Jesi e Osimo.

E’ stato acquisito, per le vie brevi, il parere favorevole del Direttore di Area Vasta 2 Maurizio Bevilacqua e quello del dipartimento medico dottor Marco Candela – che ci leggono per conoscenza – ed è stato effettuato un confronto con i medici delle unità ospedaliere di Pneumologia di Osimo e Jesi.

Tale proposta – prosegue il documento destinato al responsabile facente funzioni di Broncopneumologia dottor De Luca e agli interi personali di Broncopneumologia coinvolti di Osimo e Jesi dottori Cecarini, Spinaci, Resedi, Braconi, Micucci, Bevilacqua e Castriota, nonchè per conoscenza al direttore risorse umane dottor Esposito, al direttore del Pronto soccorso di Osimo dottor Frati, al direttore del Pronto soccorso di Jesi dottor Bruciaferri, al dirigente di presidio dottoressa Pallotta, al Direttore di Medicina Burattini ed infine al responsabile del servizio infermieristico dottoressa Giacometti – deriva dalla necessità, stante l’attuale carenza di risorse mediche nell’unità ospedaliera di Jesi, di assicurare risposte adeguate ai bisogni dei pazienti con patologie pneumologiche afferenti alle strutture ospedaliere dell’area vasta 2.

La scelta del mantenimento delle degenze pneumologiche presso l’unità ospedaliera di Jesi, rispetto ad Osimo, deriva dalla presenza di tecnologie più adeguate, presenza di unità ospedaliere di supporto (esempio Rianimazione) e la possibilità di fornire un’assistenza adeguata alle necessità dei pazienti facendo riferimento su un pool di medici pneumologici e su un maggior numero di posti letto a disposizione.

Si ricorda – rammenta minaccioso l’ordine di servizio – che è necessario ragionare in termini dipartimentali, particolarmente nei momenti critici.

Si impartiscono pertanto le seguenti disposizioni di servizio da attuare a far data 17 giugno 2017.

STABILIMENTO DI JESI
Attività di degenza: presso l’unità ospedaliera di Broncopneumologia di Jesi vengono garantite le attività di ricovero, per un totale di 18 posti letto, anche a favore dei pazienti provenienti dal Pronto soccorso di Osimo.
Attività ambulatoriali: vanno rimodulate in base al piano ferie dei medici.

 

STABILIMENTO DI OSIMO
Attività ambulatoriali: rimodulazione delle attività dell’unità ospedaliera di broncopneumologia secondo quanto previsto dal piano ferie.
Attività di degenza: dimissione progressiva dei pazienti degenti presso broncopneumologia a partire dal 17 giugno 2017. I pazienti non dimissibili in tempi brevi vanno riallocati presso la vicina Medicina che mantiene attivi i suoi 31 letti durante tutto il piano ferie.
Presso i letti dell’unità ospedaliera di Medicina possono essere ricoverati pazienti con patologie di ordine pneumologico, sotto la responsabilità del Direttore dottor Burattini, avvalendosi della consulenza del collega pneumologo presente in sede.

 

ORGANICO MEDICO IMPLICATO
– 2 medici dello stabilimento di Jesi + unità con prescrizioni per reperibilità, urgenze e una prescritta perchè in stato di gravidanza.
– 3 medici dello stabilimento di Osimo + il Direttore facente funzioni dottor De Luca.

PRESENZA MEDICA MINIMA DA ASSICURARE
Stabilimento di Osimo: un medico presente, di norma la mattina, che assicuri le attività ambulatoriali specialistiche, le consulenze per Medicina dove possono essere ricoverati pazienti con patologie di ordine pneumologo.
Stabilimento di Jesi: un medico sempre presente, dalle 8 alle 20, da lunedì a sabato, per le attività di degenza e per le broncospie in elezione e in urgenza. Le attività ambulatoriali vengono garantite dalla unità medica assegnata alla unità ospedaliera di Jesi con prescrizioni, salvo il periodo di ferie della stessa in cui va sostituita.
Va inoltre assicurata in loco la Pronta disponibilità con turni a carico di tutti i medici coinvolti nel piano ferie, salvo i prescritti.

COORDINATORE DELLE ATTIVITÀ SULLE DUE SEDI.
Compete al dottor De Luca assicurare la presenza minima sopra descritta presso i due stabilimenti ospedalieri garantendo le ferie estive al personale medico coinvolto, mediante la redazione dei turni di servizio e di pronta disponibilità equamente distribuiti.
Compete inoltre al dottor De Luca, in collaborazione con il Direttore del Pronto soccorso dello stabilimento ospedaliero di Osimo dottor Frati, dare indicazioni sulle tipologie di pazienti che possono essere ricoverati presso il Presidio di Osimo e su quelli che invece vanno inviati al Pronto soccorso di Jesi.

Tale organizzazione – chiarisce il documento in termini categorici – deve essere operativa dal 17 giugno al 17 settembre.

Si ringraziano tutti per la collaborazione offerta e si porgono distinti saluti”.

Seguono le firme delle due responsabili il procedimento interno, dottoresse Virginia Fedele e Rosa Rita Silva.

In attesa delle reazioni della sbeffeggiata politica osimana, che pur appartenendo allo stesso partito – Democratici di Sinistra – che guida le decisioni sanitarie della regione si dimostra ogni giorno colpevole in quanto impotente ad ottenere per Osimo quanto le più autorevoli amministrazioni Ds di Ancona, Jesi e Senigallia ottengono da sempre, rileviamo un paio di anomalie tecniche grandi come una casa che ci auguriamo possano almeno costituire fonte di appiglio.

La prima difformità è costituita dal doppio incarico ricoperto dal dottor De Luca, facente funzioni sia a Osimo che a Jesi; la seconda particolarità riguarda invece l’ordine di servizio, appena pubblicato, che riporta in calce la validità esattamente di tre mesi; ogni addetto ai lavori insegna come un documento del genere non può invece superare l’efficacia di 30 giorni.

A meno che il signor Pugnaloni, abilmente sfilata l’amata fascia Tricolore, non preferisca ancora una volta gettare la spugna, dichiarandosi allo stesso tempo… vincitore!

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