PUGNALONI RISCHIA, IN UN COLPO SOLO, RICANDIDATURA E POSTO DI LAVORO!

PUGNALONI RISCHIA, IN UN COLPO SOLO, RICANDIDATURA E POSTO DI LAVORO!

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AL POSTO DI PUGNALONI COSA FARESTI?

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Banca Marche taglia, licenzia e pre pensiona mentre il Pd quota il Sindaco troppo debole

 

PUGNALONI RISCHIA, IN UN COLPO SOLO, RICANDIDATURA E POSTO DI LAVORO!

 

Da Orsetti e Sagramola la via d’uscita: posto di lavoro blindato e candidatura Regionali

Simone Pugnaloni scaricato dal PD in vista delle Comunali 2019! La notizia clamorosa, da giorni nell’aria, trova conferma ufficiosa da diversi particolari che, come un puzzle, stanno prendendo forma e incastonandosi sotto l’abile regia di Raimondo Orsetti, supervisionato a livello sovracomunale dal sempre più chiaccherato Giancarlo Sagramola, possibile nuovo segretario provinciale piddino.

Tutto nasce dalla presa d’atto ufficiosa, del partito di Renzi, che il buon Pugnaloni costituisca oggi il prototipo pressochè perfetto del Sindaco uscente non ripresentabile!

Troppe clientele, troppi e ripetuti annunci a vuoto e – primo di ogni altro difetto politico – troppa distanza dalla città.

Sul fronte opposto, invece, l’interesse crescente del Pd a mantenere le mani sulla città quale “risarcimento” del passaggio ai grillini di Fabriano, già a guida Sagramola.

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Insomma, a circa un anno e mezzo dal voto, la riconferma di Osimo, sullo scacchiere provinciale, appare oggi l’obiettivo minimo da raggiungere per la band renziana.Obiettivo non concretizzabile però proponendo agli osimani la riconferma dell’attuale primo cittadino; uscito vincitore nel 2014 grazie a congiunzioni astrali rarissime, in grado di ripetersi ogni 1.637 anni (!) gli “astrologi” osimani stanno, da tempo, cercando l’approccio meno doloroso possibile per comunicare a Pugnaloni la fumata nera dei maggiorenti Pd.

Un passaggio decisamente delicato, quello di comunicare a Pugnaloni un sostanziale ben servito camuffato in agro dolce, decisivo nella strategia del partito democratico. Se il Sindaco, già di suo sintonizzato su una realtà autopremiante che non lascia spazio ad alcun dubbio, dovesse prendersela a male e – perso per perso – maturare l’idea esattamente contraria, ovvero presentarsi comunque alle elezioni senza appoggio Pd, magari con un paio di liste civiche create su misura?

Per il bene di Osimo e della democrazia auguriamoci che un simile scenario non possa mai realizzarsi! Latini ringrazierebbe sentitamente e il Prefetto – se le elezioni fossero uno sport – avrebbe la licenza di assegnare il ritorno di su la Testa per manifesta inferiorità tecnica.

A cosa punta, allora, la strategia dei vertici anconetani democratici con la benedizione dei padri nobili cittadini?

Deve accadere il miracolo politico di un Pugnaloni rinsavito, tornato alla dura realtà da una libera uscita troppo lunga da digerire e durata, senza interruzioni significative, per un intero brutto quinquennio.

Di fronte alla prospettiva politica di far ragionare Pugnaloni, portandolo a prendere atto di aver mal governato ai livelli, si sperava non ripetibili, già fatti propri da Niccoli, il lavoro del duo Orsetti-Sagramola non sarebbe apparso degno neanche di essere iniziato… rientrando di diritto nelle operazioni impossibili.

Ma… ma un significativo ma correndo in aiuto al Pd.

La crisi di banca Marche e il conseguente salvataggio in corso, a macchio di leopardo da parte di UBI, pone a serio rischio il posto di lavoro di centinaia e centinaia di dipendenti.

E Simone Pugnaloni, prima di porsi in aspettativa per fare il Sindaco a tempo pieno, dove prestava servizio? Dal 17 luglio 2006, giusto in Banca Marche… da ultimo presso la filiale di Ancona, piazza Roma.

Capita ora, nota il partito Dem, che tutti i dipendenti della ex Banca Marche si trovino a vivere questi giorni con il fiato sospeso, nel dramma di vedere arrivare a casa, un giorno dopo l’altro, la figura del postino portante la notizia di chiusure di filali periferiche, licenziamenti, prepensionamenti, “scivoli” tesi a favorire l’espulsione di fatto.

Insomma un “si salvi chi può”, ancorchè di colletti bianchi anzichè le solite tute, come non accadeva da tempo non memorabile.

Purtroppo il giovane Pugnaloni, con i suoi 37 anni, appare proprio nella lista di coloro che obiettivamente appaiono maggiormente a rischio. Ne la lunga aspettativa in corso, in tempi di “si salvi chi può”, può facilitare il processo di mantenimento in carico del posto di bancario.

Ecco allora che proprio la politica e la ragionevolezza insieme possono correre in aiuto, a Pugnaloni e alla necessità del Pd di sbarazzarsi del Sindaco.

L’auspicata presa d’atto da parte del Primo cittadino della propria inadeguatezza ad un bis elettorale, verrebbe premiata dal partito democratico con due bonus di un certo rilevo:

1) verrebbero fornite a Pugnaloni le più ampie garanzie di mantenere il contratto di lavoro bancario o nella nuova Banca Marche targata Ubi o in altro istituto di credito equipollente.

2) il partito Democratico si impegnerebbe a riconoscere a Pugnaloni, visto l’alto servigio richiesto e accettato, a candidare il Sindaco alle prossime Regionali 2020, in buona posizione, vada come vada.

Insomma il sacrificio di farsi da parte senza creare danni appare abbastanza ben ricompensato ed equamente utile per entrambe le parti.

Dire no, anche se Pugnaloni, scommettiamo, prenderà per se tutto il tempo possibile, non sembra furbo anche per un personaggio come il Sindaco abituato da sempre ad agire per poi riflettere sulla strada intrapresa.

Stavolta però in ballo c’è gran parte dello stesso futuro di Simone Pugnaloni e certo non riusciamo ad immaginare il personaggio come il primo ex Sindaco di Osimo… disoccupato!

Ragion per cui riteniamo che alla fine della giostra la strategia Orsetti-Sagramola riuscirà ad aprire al Centro-Sinistra osimano un candidato più presentabile.

Chi? La risposta nei prossimi giorni.

BENEMERITI DA VIVI, RIPREMIATI DA MORTI!
ORSETTI E NICCOLI BENEMERITI,
CHE C’AZZECCA?

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