CAMERA, CENA, COLAZIONE, RISTORANTE
CAFFE’, BIRRA E PORCHETTA CALDA CALDA…
L’ECONOMIA OSIMANA METTE A BILANCIO 50.000 EURO

CAMERA, CENA, COLAZIONE, RISTORANTE CAFFE’, BIRRA E PORCHETTA CALDA CALDA… L’ECONOMIA OSIMANA METTE A BILANCIO 50.000 EURO

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Confcommercio stima benefici per 1 milione mentre Pugnaloni valuta il Giro 300.000 euro. In realtà…


CAMERA, CENA, COLAZIONE, RISTORANTE
CAFFE’, BIRRA E PORCHETTA CALDA CALDA…
L’ECONOMIA OSIMANA METTE A BILANCIO 60.000 EURO

Caffè neri bollenti sorseggiati come acqua fresca, file interminabili ai ristoranti e di dormire neanche a parlarne! O avevi qualche amico fidato osimano oppure dovevi “espatriare” fino a Senigallia, se fortunato.

Stando a questi dati Osimo durante il Giro d’Italia è sembrato assomigliare più ad un nuovo girone Dantesco che all’Eden dei piccoli imprenditori dipinto il giorno dopo, con molta faccia tosta, da Sindaco e Confcommercio.

300.000 euro di utili, ha sparato Pugnaloni senza vergogna, grazie ad oltre 4.000 pernottamenti in hotel tra mercoledì e giovedì; risponde la ConfCommercio con ricavi quasi raddoppiati a 500.000 euro, frutto di calcoli del centro studi allargati anche alla Valmusone.

E visto che a “discore non è fadiga” pronti altri 500.000 euro cash incassati in 24 ore dai ristoranti e quant’altro per la somma boom, a dire della poco prudente confederazione commercianti, di ben 1.000.000 di euro guadagnati in 24 ore in nome del Giro d’Italia!

Ci sarebbe da prenotare le prossime 10 edizioni del Giro e anche di raddoppiare le sponsorizzazioni… sarebbe davvero un gran bell’affare! E per tutti!

Peccato che a scuola il professor Bortolotti, insegnante tutto di un pezzo di matematica, c’abbia ribadito – attenzione – quanto noto fin dall’asilo: lo 0 non vale nulla se anteposto alla decina ma… se la segue ha il valore di moltiplicare per 10, per 100 o per 1.000 il numeretto alla propria sinistra!

Ecco quindi che il milione sbandierato da un centro studi… poco studioso debba essere ridimensionato di molte volte… quante? Diciamo una ventina di volte almeno (esattamente 18) e siamo ancora nel dubbio di aver largheggiato.

Pugnaloni e Giro di’Italia, a quando una regolata sui conti?

La prima cosa da ricordare, se vogliamo essere corretti, è che sono stati gli osimani, di tasca propria, attraverso sponsorizzazioni diciamo così mirate, a stipendiare l’arrivo della Assisi-Osimo e rendere possibile, con i 391.500 euro + Iva elargiti, lo sprint della maglia Rosa davanti piazza del Comune.

Confondere questo e parlare di un ibrido polpettone misto, dalla Val Musone alla Riviera del Cònero e parlare di benefici estesi in un raggio fra Civitanova Marche e Senigallia, significa non essere corretti o forse prefigurare un prossimo allargamento di Osimo a capitale regionale (evento mai avvenuto nè con Pompeo Magno, nè con Boccolino ma solo, fugacemente, durante il passaggio del fronte in piena II Guerra Mondiale!).

Detto, quindi, che i conti si fanno in casa e si fanno con gli osti osimani, ecco i veri numeri portati alla luce da OSIMO OGGI senza studiare troppo ma semplicemente facendo quattro-telefonate-quattro.

Telefonate ai quattro-hotel-quattro osimani che pagano parte delle proprie tasse al Comune di Osimo, organizzatore dell’evento e una tantum dispensatore di benefici.

Ebbene l’hotel La Fonte, grazie al Giro, ha effettivamente piazzato, per la notte tra mercoledì e giovedì, circa 20 camere in più del solito; una quindicina quelle vendute in più dal Palace del Cònero all’Aspio; circa 30 all’hotel Cristoforo Colombo e ben 60 camere per l’hotel G presso il nuovo centro commerciale.

Totale camere vendute grazie alla tappa? 20+15+30+60 = 125 alloggi doppi.

Anche volendo considerare la cena della sera e la colazione l’indomani e ipotizzando un prezzo di mercato da super affare stimato in 120 euro a notte, registriamo un incasso di circa 15.000 euro.

Vogliamo aggiungere (e largheggiamo) 500 posti a tavola complessivi in tutta Osimo per il dopo tappa degli addetti ai lavori? 500 x 30 euro fanno altri 15.000 euro.

Come negare, poi, almeno un caffè a 10.000, diciamo 10.000, persone del pubblico (compresi gli osimani davanti la tv che il caffè l’hanno fatto e bevuto a casa), ebbene 10.000 x 1 = altri 10.000 euro da porre all’incasso alla voce Giro d’Italia.

E infine un bel panino con la porchetta, calda calda e buona buona. Quanti panini potranno essere stati venduti, a 5 euro + 3 di bevuta, nell’attesa dei girini e nel post arrivo?

100? 500? 1.000? 2.000? Anche in questi caso prendiamo la cifra più alta e moltiplichiamola per 8, costo della merenda in rosa, Altri 16.000 euro, magicamente, saranno andati a riempire portafogli e ingrassare conti correnti.

Ci sembra di aver messo tutto, anzi di aver esagerato sia in presenze che in costi, così che non ci si possa obiettare di aver voluto far tornare i conti.

Purtroppo pur mettendo insieme tutto il tassabile (camera, cena, colazione, ristoranti, caffè, porchetta e birra) non riusciamo a superare quota 56.000 euro, distante 18 volte dal milione che gli studiosi (con quali voti?) della Confcommercio hanno sbandierato ai quattro venti. In buona fede?

E dire che la matematica, insegnava ai suoi tempi il mai sufficientemente rimpianto professor Bortolotti, non è un’opinione…

P.S. In extremis ci suggeriscono che 4.000 euro di souvenirs di Osimo ci possono stare. Accordato: 60.000 euro incasso super totale e definitivo.


TONTI NEGA QUALSIASI ADDEBITO
E SI DICE VITTIMA DI UN “MALINTESO”
L’IMPRENDITORE SAURO TONTI DENUNCIATO
PER I DUE INCENDI APPICCATI ALLA GEAX!

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