SI SOSPENDA L’ATTIVITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE!
VECCHIA POLITICA OUT, MEGLIO UNA SANA TIRANNIA

SI SOSPENDA L’ATTIVITA’ DEL CONSIGLIO COMUNALE! VECCHIA POLITICA OUT, MEGLIO UNA SANA TIRANNIA

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Tra nomine incompatibili, maggioranza bulgara ma dequalificata e opposizione ai minimi termini spicca Alessandrini (Lega): “Mi scuso per non poter votare sempre col PD!”


Ruben RICCI

Si abbia il coraggio di sospendere e – in un sussulto di dignità – effettuare le operazioni che servono per mandare in pensione, vale a dire sospendere formalmente, l’inutile attività del Consiglio comunale!

Ok, d’accordo. Non è possibile. La legge non lo prevede. Insomma non si può fare.

Almeno però ci sia dato atto della estrema inutilità a cui l’Istituzione è ormai ridotta per colpa, ovviamente, di nessuno.

Filippo ROSSI

Prima di ieri sera eravamo personalmente mancanti dalla Sala Gialla da oltre un quarto di secolo, quando già esperti tuttologi, seguivamo per “Corriere Adriatico” quelle che già allora apparivano come noiosissime sedute della seconda Amministrazione Cartuccia e poi Orsetti.

Noiosissime sedute? Di sicuro, a noi giovani cronisti, così sembravano. Ma almeno allora, in quei consessi lontani, pareva di annoiarsi prendendo atto di nomi di primissimo piano della nomenclatura cittadina come Romagnoli, Marisa Rossi, Canapa, Antonelli, Ambrogetti, Di Renzo Mannino… per tacere dell’opposizione rossa guidata dai vari agguerritissimi Marchetti, Maggiori e Piergiacomi; si poteva ascoltare della fine politica, dei sottili distinguo, qualche non raro appiattimento alle mere posizioni di partito.

Giorgio Maria BRANDONI

Insomma signori c’era di che ascoltare e a volte imparare.

L’attuale “parlamento” osimano, non quello uscito fuori dalle urne del 9 giugno ma il mostro politico scaturito dal ripescaggio in Giunta e/o la nomina in società partecipate di quasi tutti i migliori consiglieri schierati in lista dal Partito democratico, ha prodotto una accozzaglia informe, non più meritevole di essere ascoltata, neanche con l’ausilio di Faceboook, come avvenuto ieri per la prima volta grazie ad OSIMO OGGI.

Michele FELICIANI

Da questo puntodi vista l’addio della pur discutibile Andreoni, dell’Assessore Cardinali, di Laura Cionco, della mente grigia Fabio Marchetti, dell’Assessore Pellegrini e per ultimo dell’ex Assessore Bernardini, ha impoverito di molto la qualità dei rappresentanti degli osimani.

Senza nulla togliere alle doti, tutte da verificare, dei vari Rossi, Brandoni, Agostinelli, Feliciani, Vignoni, dell’ineffabile Luna e dell’ultimo arrivato Ricci, è fuor di dubbio che, a confronto, il livello qualitativo della politica di potere cittadina sta toccando con Pugnaloni livelli minimi; sotto i quali occorrerebbe addirittura poter scavare.

Il tutto poi per ottenere cosa? Una semplice alzata di mano (una volta), oggi neanche quella, (basta un click), per promuovere o bocciare le varie proposte, secondo il colore del proponente.

Siamo sinceri. Non ci facevamo troppe illusioni e grosso modo sapevamo a quale deludente spettacolo politico saremo andati incontro; peccato che la realtà si confermi sempre peggiore delle ipotesi. 

Daniele VIGNONI

Da elogiare, sotto questo punto di vista, i circa 20/30 cittadini che, non curandosi del caldo quasi estremo (30 anni fa, ricordiamo benissimo almeno un paio di “pinguini” al lavoro) e della inutilità della propria presenza, hanno speso un paio d’ore o più a rimirarsi i propri consiglieri di riferimento… in qualità di parenti, amici o personaggi in attesa di autore.

Chiudere, dunque, il Consiglio comunale e passare – volendo sforzarci di restare seri – a qualche altra forma democratica maggiormente attinente ai tempi.

Qui la proposta di una alternativa si incammina su un terreno impervio in quanto, onestamente, non sapremmo cosa meglio indicare in luogo dei partiti.

Stefano AGOSTINELLI

Una possibilità da valutare potrebbe giungere e ripensare ai tempi di crisi attraversati dalla società greca e/o romana con la nomina di una specie di dittatore a tempo cui affidare il Comune per un numero di anni congrui ai problemi principali da risolvere: 3 oppure 5 o anche 7 anni consecutivi in cui un tiranno nominato dalle classi illuminate della città, possa godere di carta bianca, limitato unicamente da un Senato a cui demandare l’operato su ogni forma di controllo. Un Senato, anche qui, nominato e quindi composto a vita dal meglio possibile offerto dalla città.

Capisci di scuole? Ok avrai voce in capitolo. Ti intendi di strade? Idem. Sei un buon medico? Potrai dire la tua. Tutto studiato e deciso in funzione del miglior buon andamento cittadino. E non guardando ad altri interessi, di parte, destinati a scontentare, inevitabilmente, il 60-70% della città.

In attesa che il termine tiranno torni ad una connotazione positiva della parola, non ci resta che tenerci stretto che poco o tanto che c’è.

Una maggioranza bulgara, voluta dalla Legge, proprio per non disturbare il “guidatore” e consentirgli una navigazione serena, fino al prossimo approdo. Magari non sempre e non solo raffigurati da una selva di si o no a prescindere.

Se Sparta non ride, Atene non se la passa meglio. Anche il mondo dell’opposizione soffre di una pochezza di mezzi e voglie di fare a dir poco disarmante! Dovesse giungere un banale raffreddore alla consigliera Bordoni – l’unica ad interpretare il ruolo come andrebbe formalmente vissuto, essendosi proposta a guida alternativa della città – anche i rappresentanti chiamati a controllare il regolare esito degli atti pugnaloniani, potrebbero chiudere baracca e dedicarsi ad altro, meglio remunerato lavoro.

Vero è che Pugnaloni, in quanto unto dal signore e rappresentante in città del Bene, non avrebbe alcun bisogno di chi gli fa le pulci, essendo impossibilitato per natura a compiere il Male… ma una guardatina a sorpresa a quanto firma, comanda e invia non sarebbe una cattiva idea e non costituirebbe lesa maestà.

Di sicuro a rompergli le uova nel paniere non sarà il Consigliere leghista Alberto ecc. il quale a microfoni accesi e in favore di telecamera Fb – ad un Pugnaloni abile nell’assecondare persino l’io leghista del neo Consigliere – è arrivato a scusarsi con Pugnaloni per non poter votare sempre e comunque in linea con la maggioranza Pd… avendo anch’egli un proprio programma a cui dare la precedenza!

Ragionamenti da travaso di bile che, dovessero mai giungere alle orecchie di Salvini, insieme al calcolo dei voti andati ripartiti al ballottaggio del 9 giugno, a cominciare da quelli detenuti personalmente dalla Alessandrini family, potrebbero persino portare – per interposta persona – ad una crisi di Governo! Poveri ma davvero poveri noi!


 

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