SILURATO NATALUCCI DAL FUOCO AMICO ANDREONI!
LA PIAZZATA DEL PRESIDENTE ASSO COSTA LA POLTRONA

SILURATO NATALUCCI DAL FUOCO AMICO ANDREONI! LA PIAZZATA DEL PRESIDENTE ASSO COSTA LA POLTRONA

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Entro il 31 dicembre l’amministratore dovrà “spontaneamente” lasciare l’azienda servizi speciali. 


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RIVOTA IL BALLOTTAGGIO - AL BALLOTTAGGIO HO VOTATO PUGNALONI DOPO CHE AL PRIMO TURNO

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L’arrivo dei Carabinieri e soprattutto la puntuale informazione dell’ira contro una dipendente data da OSIMO OGGI.it, sono alfine costati il posto a Franco Natalucci, Direttore, in realtà padre-padrone senza titoli della Asso.

Entro il prossimo 31 dicembre il fondatore della Asso, operazione datata 2001, primi anni dell’avventura Latini, dovrà lasciare la comoda poltrona… occupata ininterrottamente attraverso tre sindaci e cinque diverse amministrazioni per quasi 20 anni.

Così ha deciso il neo vice Sindaco Paola Andreoni, lunedì sera, al termine di un animato confronto a quattro presso il parco Verde energia di Campocavallo; un faccia a faccia al limite dell’ennesima piazzata che ha visto protagonisti il già ricordato Natalucci, il collega Astea Giancarlo Mengoni, la già citata Paola Andreoni e il riconfermato Sindaco Simone Pugnaloni.

Non avendo ancora ascoltato Natalucci (i piddini osimani di ogni livello e grado hanno scelto, come è noto, di ignorare il contributo all’informazione dato dalla principale testata giornalistica cittadina) possiamo soltanto basarci sulle nostre fonti circa i motivi che hanno portato ad uno strappo finale, non previsto.


Franco NATALUCCI, da circa 20 anni al vertice della ASSO

Sembra, comunque, che la sceneggiata in stile napoletano improvvisata in sede dal Presidente Asso, presidente senza titolo da sempre, non sia piaciuta all’Amministrazione comunale a cui non è parso vero poter cogliere la palla già al primo balzo post elezioni.

Nonostante i circa 70 voti determinanti, promessi e fedelmente portati da Natalucci al ballottaggio del 9 giugno, nonostante che l’Assessore con delega sulle società partecipate risponda al nome di Mauro Pellegrini, a gestire la patata bollente di cacciare Natalucci, Pugnaloni ha chiamato il più maschio dei propri Assessori uomini, ovvero la terribile Andreoni.

Poche le parole, rapido il concetto: “Pensione o non pensione, il 31 dicembre ci toccherà salutarti. Buona vita e stacci bene”.

Di fronte ad un simile out out il pur cagnesco Natalucci, auto abituatosi in un ventennio a stare dall’altra parte del confronto, ha proferito mezze parole che la Andreoni ha finto di non aver ascoltato… finendo col presentarsi, discretamente piagnucoloso, davanti al vero padre-padrone della situazione.


La nuova coppia “regnante” a Palazzo Comunale, Paola ANDREONI, Vicesindaco e Simone PUGNALONI, Sindaco

Pugnaloni, forte, della scadenza appena intimatagli dalla Andreoni, ha finto per pochi istanti di ascoltare le ragioni di chi, dopo tutto, con 70 preferenze o forse più, gli aveva appena regalato il sogno di un mandato bis… dopo di che, mostrandosi statista tutto di un pezzo, si è ricordato del bene comune da raggiungere, vale a dire la cacciata di un Presidente non più funzionale, con peccato originale civico e per di più non più esattamente affidabile per durare altri 5 anni, ed ha così liquidato Natalucci con fare brusco.

“Ah Franco, è vedi un pò di fattela finita… mò hai rotto!”.

Di fronte a queste parole a Natalucci, chissà come, in una sorta di flash back a ritroso per una intera vita di lavoro, sono tornate in mente le due settimane di festa grande che alla Bennet, lasciata per assumere il neo incarico pubblico, consumarono ad libitum con bocce ripetute di champagne a casse Raro Veuve Clicquot Ponsardin (roba francese da 65 euro a bottiglia), brindato alla salute e soprattutto alla partenza di Natalucci.

Tutto questo, nell’elegante silenzio-assenso del Presidente Giacco, sta dunque per materializzarsi per mano di un Pugnaloni vendicatore del Bene contro il Male.

Per Natalucci, onestamente, poco cambia. Avesse vinto il ballottaggio Latini, gli sarebbe toccato onorare la promessa – fatta dal Male a Belzebù – impersonando i panni del caprone da sacrificare in piazza Boccolino.

Avendo vinto Pugnaloni, oltretutto col bonus dei voti natalucciani, la speranza del falso presidente era quella di accompagnare il Sindaco per l’intera quinquennio… finchè morte non separasse.

Aspettativa di vita decisamente troppo lunga. Messi a referto i 30 denari elettorali, Natalucci e i suoi modi padronali non più sono sembrati nè utili alla causa, nè presentabili. Un semplice tratto di penna… e stop! 


 

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