SMANTELLATA HOLDING FAMILIARE DELLA COCA ALBANESE
CON ZIO E NIPOTINA IN MANETTE UN TERZO INSOSPETTABILE

SMANTELLATA HOLDING FAMILIARE DELLA COCA ALBANESE CON ZIO E NIPOTINA IN MANETTE UN TERZO INSOSPETTABILE

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Le mani dei Carabinieri del nucleo Operativo su un terzetto di Castelfidardo molto conosciuto e fino a ieri al di sopra di ogni sospetto. Detenevano 2 etti di cocaina e 2.600 euro in contante. Di giorni i due uomini risultano operai alla Bravi; estetista la ragazza


Come i pescatori esperti sanno attendere la stagione propizia per calare reti a caccia di seppie, totani e calamari, così i Carabinieri del nucleo operativo di Osimo, hanno portato a riva un trio di insospettabili albanesi fidardensi, dediti allo spaccio di cocaina.
Seguendo l’esempio, l’istinto e la pazienza dei vecchi lupi di mare (che dei cefalopodi conoscono abitudini, luoghi, periodi e persino orari di maggiore assembramento) i militari del sottotenente Luciano ALMIENTO hanno saputo mettere insieme informazioni, avvistamenti e sospetti, mescolati ad esperienza ed abilità, per un mix investigativo risultato oltremodo indigesto.

I soldi e le dosi di cocaina sequestrati al trio albanese

A fare le spese di tanta passione per il mare e i suoi frutti di stagione, hanno pensato tre fidardensi dalla doppia vita, residenti in centro, sino a ieri sconosciuti alla banca dati del Viminale.
Trattasi di due uomini e una ragazza, tra i 25 e i 45 anni, scoperti sul più bello mercoledì sera alle Fornaci, mentre stavano scambiandosi fra loro coca e incasso. Perchè abbiano compiuto alla luce del sole una operazione altrimenti di routine, ovvero rischiando l’arresto in flagrante (come puntualmente avvenuto) non è dato sapere; probabilmente la giornata, a giudicare anche dall’incasso complessivo sequestrato, circa 2.600 euro, stava procedendo meglio del solito e la piazza di “Casteldrogardo” (non a caso ribattezzata tale dala mala della Riviera) reclamava altro sballo per festeggiare il ritorno alla libertà post Covid.

L’esterno del supermercato le Fornaci, teatro del triplice arresto di mercoledì sera

Di certo i carabinieri, pescatori di spacciatori, sapevano da un pezzo dove attendere al varco il trio; recenti operazioni a danno della malavita albanese, non per nulla, potrebbero aver ben indirizzato le ricerche proprio sulle piste di Bashkim KILA, 39 anni e della nipotina Angelyna JUBA, 25 anni, ufficialmente estetista, in realtà pusher per conto dello zio.
Come nelle nasse calate per le seppie (che proprio a maggio depongono uova) finiscono anche guatti alla ricerca di privacy, così nella rete intessuta dai Carabinieri è finito anche un terzo albanese, pesce piccolo.
Trattasi di tal Edmond BEGA, 45 anni, il più anziano del gruppetto di extracomunitari, conoscente di KILA in quanto, di giorno, operaio a Castelfidardo presso l’azienda BRAVI, in via della Stazione.
I tre, certi di non destar sospetti vista anche la propria fedina immacolata, nella serata di mercoledì si erano dati appuntamento nel parcheggio del supermercato “Si con te” delle Fornaci, parcheggiando nei pressi come normali clienti.

Bashkim KILA, 39 anni (foto tratta dal profilo Facebook)

Non potevano certo immaginare che da almeno una settimana il luogo era stato posto sotto discreta osservazione, in attesa del possibile scambio. Insomma c’era solo da attendere il momento giusto, puntualmente arrivato.
Primi a metter piedi nella trappola proprio lo zio e la nipotina, ovvero i pesci più attesi. Il primo, parcheggiata una Seat Altea, ha atteso l’arrivo della consanguinea, giunta alla guida di un’altra Seat, stavolta Ibiza. Sotto lo sguardo a distanza dei Carabinieri lo zio è così sceso dall’auto per aprire il bagagliaio, prelevare un involucro e scambiarlo di tutta fretta con la nipote che, in cambio, ha messo in mano allo zio un rotolino di soldi, prima di allontanarsi in tutta fretta.
Stessa operazione, poco dopo, si è ripetuta tra KILA e BEGA, colleghi di lavoro alla BRAVI; i due, non fidandosi di portare la cocaina in fabbrica, si sono dati appuntamento qualche chilometro più avanti per un banale scambio di un grammo, costato la verginità al casellario giudiziario.
Quanto basta, per i Carabinieri in paziente attesa, per decretare il pescato ottimo e abbondante e decretare lo stop al traffico mostrandosi in forze ai convenuti; una pattuglia, nel frattempo, alle calcagna della giovane, si è materializzata dinanzi l’abitazione della JUBA per la perquisizione domiciliare da routine.

Angelyna JUBA, 25 anni (foto tratta dal profilo Facebook)

Di grande evidenza il pescato finito in mano agli uomini di ALMIENTO; ottimo risultato non tanto per la quantità di cocaina sequestrata ma per l’aver contribuito a far emergere uno dei giri più consistenti, non ancora quantificabile, della droga a Castelfidardo.
In ogni caso sul conto complessivo dei tre sono finiti 199 grammi di neve e 2.590 euro in banconote di piccolo taglio, oltre a materiale per il confezionamento in dosi; tutta roba rinvenuta addosso al trio albanese e/o nelle rispettive abitazioni.
Diverso il trattamento a caldo per zio e nipotina con il primo finito in cella a Montacuto e l’altra trattenuta in casa ai domiciliari; domiciliari anche per il terzo arrestato, Edmond BEGA.
Soddisfazione, nonostante il riserbo della notizia fino a poche ore fa, tra la cittadinanza fidardense che a mezzo social ha commentato, per lo più in termini di incredulità, la triplice notizia degli arresti. Plauso diffuso dalla Rete, invece – a cui ci associamo – per l’ottimo lavoro svolto, come al solito dai Carabinieri osimani. Ma questa, per fortuna, non è certo una novità.

Edmond BEGA , 45 anni (foto tratta dal profilo Facebook)

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