SORPRESISSIMA, 100.000 MORTI COVID MA I DECESSI NON AUMENTANO!
NEL 2020 REGISTRATI NEL COMPRENSORIO GLI STESSI LUTTI DEL 2019

SORPRESISSIMA, 100.000 MORTI COVID MA I DECESSI NON AUMENTANO! NEL 2020 REGISTRATI NEL COMPRENSORIO GLI STESSI LUTTI DEL 2019

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Fatturato dalle onoranze funebri di Osimo, Castelfidardo e Loreto lo stesso numero di interventi effettuati l’anno precedente… addirittura in qualche caso il lavoro è calato. Cosa è successo? Nella realtà si sono praticamente azzerati gli eventi in passato registrati come influenza…


Ancora due decessi per Covid e nuovo record di infettati, ieri pari a 432 e oggi aumentati al nuovo record di 444. Settimo giorno consecutivo di rialzo! Per tacere del migliaio, quasi, di ristretti in quarantena. Marzo si apre come e peggio di un febbraio destinato alla storia della città; eppure i conti non tornano. Ad ascoltare gli operatori di settore di Osimo e circondario il “lavoro” effettuato nel corso del 2020 (un anno trascorso all’80% in pandemia dichiarata) è sostanzialmente pari e in qualche caso addirittura inferiore al numero dei decessi registrati nel 2019, anno in cui il Covid non era stato ancora inventato.

Nel comprensorio osimano la pandemia Covid non ha comportato un aumento di decessi

Come spiegare tutto ciò?
Abbiamo posto il quesito ai principali operatori di zona e alla fine il commento dei commenti è lo stesso: si abbiamo lavorato decessi targati ufficialmente Covid ma nessuna morte, da un anno a questa parte, targata influenza. Perchè e soprattutto che nesso hanno in comune i due dati?
Ricordiamo benissimo, ad inizio pandemia – quando il mondo scientifico italiano si interrogava, ancora incredulo, sulla natura di questa pestilenza 2.0 – di molti virologi sostenere la tesi di un Covid certamente pericoloso ma paragonabile ad una influenza stagionale… magari un pò più impattante del solito, a rischio serio per la quarta età e anziani a rischio altre patologie.
A distanza di un anno e di 100.000 morti italiani e soprattutto di una cura sociale che ha ucciso gran parte della mini economia che sorregge da sempre il paese Italia, è tempo di dire che effettivamente i morti ci sono stati e tanti.
E’ doveroso però aggiungere che il 96.1% dei lutti italiani hanno toccato persone già affette da altre malattie, principalmente a causa dell’età elevata, mediamente in Italia registrata a quota 82 anni.
La prova del 9 è offerta dalla quasi totalità delle agenzie di onoranze funebri, pronte a giurare di aver fatturato nel 2020 tale e quale ad un anno di lavoro qualsiasi, normale.
Il dato, quando a breve rimbalzerà dalla periferica Osimo fin sui tavoli nazionali del nostro Governo, pare sin d’ora destinato ad accendere il futuro dibattito, alla pari della domanda su che fine abbiano fatto i tanti attesi vaccini salva vita.


OSIMO: PER IL SETTIMO GIORNO CONSECUTIVO NUOVO RECORD DI POSITIVI

24 febbraio: 391 positivi e 1.016 in quarantena.
25 febbraio: 393 positivi e 1.038 in quarantena.
26 febbraio: 396 positivi e 1.028 in quarantena.
27 febbraio: 414 positivi e 996 in quarantena.
28 febbraio: 426 positivi e 957 in quarantena.
1° marzo: 432 positivi e 946 in quarantena.
2 marzo: 444 positivi e 909 in quarantena.
TOTALE 1.407 +120% rispetto al mese precedente
TOTALE 1.431 +120%
TOTALE 1.424 + 99%

TOTALE 1.410 + 81%
TOTALE 1.383 + 81%
TOTALE 1.378 + 45%

TOTALE 1.353 + 45%

Se su 100.000 vittime del Covid ben 96.100 erano persone conosciute e a rischio sin dall’esplodere della pandemia (per avere una età pari o superiore a 82 anni) perchè non si è pensato a mettere immediatamente al riparo la popolazione più fragile, danneggiando al contrario sia gli uni che i molti altri che col Covid hanno lamentato, al massimo, qualche linea di febbre o addirittura nulla?
Non bastavano le valutazioni dei virologi ottimisti? Eppure, già un anno fa, non erano mancate, in contemporanea con dette affermazioni, le autentiche stragi di anziani in diverse case di riposo in giro per l’Italia?
Oggi che la situazione negli ospedali e nelle case cosiddette di riposo sembra essere tornata sostanzialmente nella norma, gli anziani sofferenti di patologie pregresse (quale essere umano, dopo gli 80 anni, non ha almeno un paio di acciacchi da cui difendersi?) soffrono ugualmente di essere attinti dal virus pur restando in casa (come genericamente raccomanda il Governo) contagiati dagli stessi familiari, immuni al Covid per età.
Insomma un anno intero di virus sembra non aver insegnato nulla o ancora troppo poco ai nostri amici governanti, tutti a domandarsi – senza conoscere la risposta – se riaprire questo o quel settore o al contrario proclamare nuove restrizioni alla circolazione delle persone, possa essere la cosa più giusta da fare.
La cosa più giusta da mettere in campo… ieri è, a questo punto, reperire al più presto vaccini, ovunque provenienti, vaccinando la popolazione H24, senza interruzione alcuna.

Nello stesso periodo 2019-2020 azzerati i lutti per influenze

In attesa di cominciare e concludere questa fondamentale operazione, pare fondamentale mettere al sicuro gli anziani “superstiti” studiando misure su misura per quanti convivono con figli e nipoti, gli autentici pericoli per la vita dei nostri vecchi. Tutto il resto andrebbe, in linea col piano vaccino e un patentino che attesti l’immunità al Covid, gradualmente riaperto, senza eccezione alcuna. Magari iniziando a vaccinare offrendo la precedenza a ristoratori, baristi, operatori centri commerciali, albergatori… così da avere una Italia pronta, prima possibile, per ricominciare a partire dal turismo e dai turisti, italiani ed esteri, certificati vaccinati.
Diversamente si continui con le chiusure, con le zone arlecchino di tutti i colori, con il far nulla per gli ultra 80enni conviventi, con il soffrire la bella cifra di 4 miliardi (al giorno) sacrificati sull’altare dell’incompetenza al potere.
In attesa della svolta consoliamoci con la realtà: se in buona salute e con qualche accortezza, pur anziano, puoi sperare, anche al tempo del Covid, di vivere fino a 100 anni. “Basterà” evitare, soprattutto, baci e abbracci con figli e nipoti; ed incrociare le dita.


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