TEST RAPIDI, IL GOVERNO DECIDA COSA FARE
FASE 2, OSIMO BATTISTRADA NELLA CACCIA AL VIRUS

TEST RAPIDI, IL GOVERNO DECIDA COSA FARE FASE 2, OSIMO BATTISTRADA NELLA CACCIA AL VIRUS

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Indispensabile evitare che ogni realtà proceda in ordine sparso. Serve chiarezza e unità


EMERGENZA, 48 GIORNI DI TAMPONI IN ITALIA

TAMPONI EFFETTUATI%TAMPONI GIORNOPOSITIVI GIORNO
ITALIA1.046.91021.8113.324
LOMBARDIA211.09220.17%4.3981.257
VENETO203.07719.40%4.231297
EMILIA99.0479.47%2.064426
TOSCANA80.8897.73%1.686154
LAZIO72.7466.95%1.516104
PIEMONTE69.1706.61%1.442357
TRENTINO42.7434.09%891110
SICILIA37.3113.57%77852
CAMPANIA36.7703.52%76777
PUGLIA31.9223.05%66664
FRIULI30.9412.96%64552
MARCHE28.3792.72%592113
LIGURIA23.1292.21%482117
ABRUZZO20.6671.98%43147
UMBRIA18.7401.80%39128
CALABRIA18.5961.78%38820
SARDEGNA11.0101.06%23024
BASILICATA4.5450.44%957
VAL D’AOSTA3.6140.35%7620
MOLISE2.5220.25%536

#coronavirus#aggiornamentiOggi il Tgr delle Marche sui Rapid test Covid-19 . Primo Comune nelle Marche ad effettuarlo su base volontaria e sottoscrivendo modulo su consenso informato a dipendenti comunali e societa' partecipate.

Gepostet von Simone Pugnaloni am Montag, 13. April 2020

Covid, via alla fase 2 in salsa osimana, modello fai da te; ovvero sottoporre alla misura del tampone anche una fetta significativa dei cosiddetti asintomatici. 

Scegliendoli come? Semplice, in base alla positività sierologica eventualmente segnalata dai famosi test rapidi cinesi.

Questo il senso dell’ulteriore uscita televisiva del Sindaco Simone Pugnaloni manifestatosi ieri pomeriggio sul TG3 regionale, stavolta insieme a Danilo Falappa (Direttore Innoliving SpA, azienda importatrice), servizio che fa scopa con l’uscita in diretta facebook della settimana scorsa preannunciante l’acquisto di 400 pezzi.

Un passo indietro per comprendere il possibile interesse pubblico, a partire da queste prime ore di lenta uscita dalla fase acuta emergenziale, rispetto ai tempi, non proponibili per l’utilizzo del test, contrassegnati dal pieno infuriare della pandemia.

In 48 giorni di crisi sanitaria la Regione Marche è riuscita a campionare una media di 592 tamponi giornalieri, capaci di evidenziare un contagio di 113 marchigiani al giorno.

Da qualche giorno il trend, nelle Marche come un pò ovunque in Italia, sta fortunatamente accennando ad abbassarsi, tanto che il dato diffuso ieri dalla Regione (riferito al giorno di Pasqua) ha evidenziato un significativo calo di tamponi da 592 a 456 e una positività scemata da 113 a 78 pazienti.

Confermando il trend anche nelle prossime settimane ecco che per davvero si libererebbero in sanità uomini e mezzi per rendere compiuta la fase 2, vale a dire consentire di stanare il virus anche attraverso la ricerca tra coloro (la stragrande maggioranza) che non mostrano sintomi al Covid.

Da qui l’utilità per i vari presidi, sanitari e non solo, sparsi sul territorio, di accedere ad informazioni, come quelle fornite dai test rapidi capaci di instradare la ricerca più velocemente e con buona percentuale di successo alla riprova del tampone.

Come avverrebbe tutto questo? Grosso modo come nel modello fatto proprio da Pugnaloni: i dipendenti comunali, se interessati alla proposta, potranno accedere gratuitamente al servizio; il test verrà effettuato in pochi minuti (circa 10) fornendo in breve il proprio verdetto. 

Se negativo si avranno grosse chance di non star ospitando in corpo il virus; in caso contrario lo screening sierologico positivo consentirà al medico, in questo caso il dottor Cenerelli, di segnalare al dipartimento di prevenzione dell’Asur il caso sospetto, da avviare a quarantena in attesa della ripetizione del test, stavolta a mezzo tampone istituzionale.

Un altro modo singolare di “non portare” la cosiddetta mascherina

Tampone che in fase 2, come tutti ci auguriamo, verrà sempre più sgravato dall’emergenza dettata dalla malattia ma appunto riequilibrato alla ricerca mirata di soggetti privi di evidenze.

Avvertenza finale. Sarebbe opportuno che la sanità italiana, come ha di fatto escluso i tamponi dal protocollo durante l’intera fase di emergenza, agisca a livello di Ministero (o meglio ancora attraverso il Commissario Borrelli) acquistando in prima persona il tipo di kit ritenuto idoneo e le quantità necessarie.

Diversamente, come la vicenda fai-da-te di Osimo insegna, sarà tutto un fiorire, lungo lo Stivale, di offerte diversissime in qualità e prezzo; per non parlare di possibili speculazioni sempre l’angolo.

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