TRACCIATO SOLCO: “LATINI E UDC INSIEME PER COSTRUIRE E VINCERE”
SACCONE: “ECCO LA CASA DEI MODERATI, DAI CIVICI AI LIBERALI”

TRACCIATO SOLCO: “LATINI E UDC INSIEME PER COSTRUIRE E VINCERE” SACCONE: “ECCO LA CASA DEI MODERATI, DAI CIVICI AI LIBERALI”

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Il commissario regionale dell’Unione di Centro, smarcatosi dalla vecchia maggioranza di Centro-Sinistra fin da gennaio, invita i marchigiani a guardare al futuro facendo leva sugli antichi ma sempre attuali valori dei democratici cristiani


Dal Senatore Antonio SACCONE (Udc) riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento a sostegno della nuova linea Udc schierata a sostegno del nuovo Centro-Destra regionale.

“Sosteniamo convintamente il candidato Presidente di Centro-Destra Francesco ACQUAROLI – attacca SACCONE – essendo stati il primo partito a farlo, con orgoglio, lo scorso 14 gennaio; primogenitura che lo stesso ACQUAROLI e l’intera coalizione del resto ci ha sempre riconosciuto”.

Quando avete maturato l’idea di tornare alla casa madre del Centro-Destra?
“Fin dal NO al referendum di RENZI (4 dicembre 2016, NdR.), l’Udc si è posizionato con chiarezza, a livello nazionale, nel risorgente Centro-Destra di governo partecipando a tutte le elezioni Regionali con proprie liste e ottenendo sempre, dove più, dove meno, un grande consenso di voti… basti pensare, da ultimo, alla consultazione in Calabria dello scorso febbraio dove l’unione di Centro ha messo insieme un autentico capolavoro col 7% dei votanti!”.

Il Senatore Antonio SACCONE (Udc), regista dell’operazione LATINI

Quale il progetto Udc per le Marche, chiamate a guadagnarsi una “libertà” sconosciuta a livello regionale?
“Nelle Marche, da quando il partito, attraverso il segretario Lorenzo CESA, mi ha nominato commissario regionale, ci siamo adoperati per costruire la casa dei moderati, estendendo l’invito dai democratici cristiani storici a tutti i liberali di questa splendida regione. Stiamo lavorando per un progetto di società che volga lo sguardo al futuro. Non desideriamo rinnovare l’Udc ma creare un nuove contenitore aperto al contributo della maggioranza silenziosa marchigiana”.

In questo progetto il contributo di Dino LATINI pare giungere a pennello.
“L’ingresso di Dino LATINI nelle nostre liste va giusto in questa direzione. Leader storico del civismo osimano, provinciale e marchigiano, LATINI accettando di correre con l’Udc ha sposato non una lista ma un solido progetto politico identitario. Tanto che si è subito instaurata una piena sintonia tra lo stesso LATINI e Paolo NICCOLETTI, capolista e Sindaco uscente di Loreto, nonchè il recanatese Luca MARCONI, consigliere regionale uscente… perchè quando si pone al centro gli interessi di una comunità (in questo caso quelli della Val Musone, NdR.) e di un progetto politico innovativo, non è impossibile ritrovarsi insieme per andare oltre il destino di ogni singolo personaggio”.

Per Dino LATINI grandi possibilità di ritorno in Regione

Quali gli altri personaggi di punta delle vostre cinque liste provinciali?
“Insieme a Vittoriano SOLAZZI, già Presidente del Consiglio RegionaLe, abbiamo individuato i candidati migliori per arricchire le liste Udc. Si tratta, in genere, di volti nuovi, competenti, molto spesso giovani… candidati nuovi che offrono se stessi e il propèrio esempio alle esigenze di una Udc che guarda avanti; uomini e donne che non vogliono rifondare la Democrazia Cristiana ma riscoprire la cultura politica giunta fino a noi grazie allo Scudo crociato: la cultura della concretezza e della mediazione, insomma l’arte di applicare la capacità di sintesi, specie la dove i temi, i problemi e le divergenze appaiono più importanti, potenzialmente divisive.
Tutto questo è contenuto nelle squadre provinciali degli Udc-popolari per le Marche, certi che i marchigiani apprezzeranno – ad Osimo come a Macerata, a Pesaro fino ad Ascoli Piceno – la nostra voglia di far uscire le Marche dal pantano dell’immobilismo in cui è precipitata, ultimamente, con la ininterrotta guida di Centro-Sinistra. Tutti insieme, dunque, per cambiare passo, migliorare questo territorio. Questa volta si può”.


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