UN COLPO IN FRONTE, SUICIDA CON LA BERETTA DI SERVIZIO
UNO DEGLI AGENTI “VITTIME” DEL PREMIFICIO DI PUGNALONI

UN COLPO IN FRONTE, SUICIDA CON LA BERETTA DI SERVIZIO UNO DEGLI AGENTI “VITTIME” DEL PREMIFICIO DI PUGNALONI

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Andrea Fornaro, appena 23 anni, si è tolto la vita nell’alloggio presso la Questura di Ancona. A settembre il poliziotto era stato premiato con un solenne encomio per una vicenda ordinaria fatta gonfiare ad arte dal Sindaco, per par condicio con l’operato di Carabinieri, Guardia di Finanza e polizia locale. In crescita i casi di autolesionismo tra le forze dell’Ordine: da sette anni un lutto ogni settimana



Un colpo in fronte, sparato a bruciapelo dalla propria Beretta 92 di ordinanza, e una nuova giovane vita a disperdersi in un intricato e dolorosissimo calvario di perchè senza risposta.
Il deflagrare del colpo secco ha immediatamente scosso la routine pre serale della Questura di Ancona dove ieri sera, attorno alle 19, l’agente Andrea FORNARO, appena 23 anni, ha scelto di togliersi la vita.
Allarmati dal colpo improvviso da arma di fuoco, i colleghi del poliziotto hanno fatto immediata irruzione nell’alloggio di servizio messo a disposizione del giovane, trovandolo a terra, in una pozza di sangue, con l’arma ancora stretta in mano.
A scoprirlo per primo così, esanime sul pavimento, di colpo senza vita, è toccato al collega di Andrea FORNARO con cui i due agenti, da qualche mese, dividevano l’appartamento di servizio.
Inutile ogni tentativo di prestare qualsiasi soccorso; troppo preciso e ravvicinato il colpo esploso che non ha lasciato scampo al poveretto.
L’automedica e un’ambulanza inviate in Questura dal 118 hanno così potuto solamente certificare l’esito irreparababile di una scelta i cui motivi profondi rimarranno, probabilmente, per sempre insondabili.
Nessuna spiegazione, tra i colleghi più familiari al poliziotto, è emersa particolarmente vicina per consentire di almeno intuire cosa possa essere passato nella mente dell’ascolano; ne lettere, messaggi o mail parrebbero essere state lasciate ai propri familiari, stando ad una prima ricostruzione.
Neanche una crisi improvvisa per una delusione amorosa, come ad un certo punto è sembrato, pare alla fine degna di particolare considerazione. Resta l’insondabile decisione di un giovane in divisa, apparentemente senza problemi, appena all’inizio della propria traiettoria di vita e di lavoro.
Andrea FORNARO, giovane, fisico piazzato, aveva infatti coronato relativamente da poco tempo, circa un paio di anni, l’ambizione di indossare la divisa e servire lo Stato. Originario di Venarotta, in provincia di Ascoli Piceno, l’agente una volta selezionato era stato destinato come primo incarico proprio alla squadra Volante attiva presso il Commissariato di Osimo.
E proprio ad Osimo FORNARO, il 10 luglio dell’anno scorso, era stato implicato, peraltro senza responsabilità, in un controverso caso, chiamiamolo di mala pubblicità; un intervento di routine, volutamente e talmente ingigantito dal Sindaco PUGNALONI al punto… da essere spacciato all’opinione pubblica quale atto di eroismo (con tanto di sprezzo del pericolo come si narra in questi casi); una banale operazione, quella del luglio scorso, accreditata però dal stesso Dirigente Stefano BORTONE come estremamente pericolosa, meritevole quindi del pubblico riconoscimento dell’encomio civico speciale pensato dal “premificio” PUGNALONI.
Questa la motivazione della benemerenza andata ad Andrea FORNARO e all’assistente Roberto POMARE’, quel giorno di servizio in pattuglia.

Una bella immagine di Andrea FORNARO, 23 anni, poliziotto suicida in Questura

Per aver individuato, durante il servizio di controllo del territorio, un principio di incendio nella frazione di Campocavallo. Il tempestivo intervento ha impedito che la situazione, già pericolosa, provocasse ulteriori conseguenze negative.
Con alto senso del dovere e abnegazione si è immediatamente accertata l’assenza di persone e si è messa in sicurezza la zona, stante il repentino propagarsi delle fiamme. Un esempio di alto valore civile e morale dove si è messa a repentaglio la propria incolumità per evitare che l’incendio raggiungesse il vicino centro abitato, contenendo altresì i rilevanti danni provocati alle aziende interessate
“.
Cosa era invece accaduto nella realtà, ricostruita sulla base della puntuali verifiche delle informazioni ricevute?
Un tizio, anzi una famigliola, quel giorno ebbe la pessima idea di accendersi un barbecue in via Del Donatore, a Campocavallo, giusto nei pressi della sede di OSIMO SERVIZI.
Nella fattispece il luogo è oggetto di rimessaggio di macchine e attrezzi per asfaltare le strade, macchinari utilizzati dall’azienda comunale e per l’occasione riposti all’aperto, non si è compreso perchè, all’interno di un container.
Va da se che la zona tutto intorno, scelta per il pic nic, risultasse tappezzata da residui di catrame misto ad olio; un mix sottoposto già di suo al calore infuocato dello scorso luglio e soprattutto alimentato dalla carbonella per arrostire salcicce, braciole!
Neanche il tempo di rendersi conto del pericolo che le prime lingue di fuoco, saltellando dal braciere, iniziarono a propagarsi sulle macchie di olio sparse sul terreno, per poi correre veloci proprio in direzione del container e dei macchinari ivi riposti.
Risultato? Pranzo annullato, fuga rapida e richiesta di intervento al 115 per spegnere un incendio discretamente impressionante; tanto pericoloso, ad un certo, che le fiamme, prima di essere domate dai pompieri, hanno rischiato di coinvolgere due o tre mezzi scuolabus parcheggiati nei pressi!
Per fortuna l’intervento a sorpresa di un volontario, rivelatosi essere il signor Attaccalite autista della Tpl e in possesso anche delle chiavi dei pulmini a rischio, si è rivelato fondamentale per evitare di mandare distrutti anche i mezzi scolastici.
Con sprezzo del pericolo l’autista si è avvicinato ai mezzi lambiti dal fuoco e uno ad uno li ha posti in sicurezza, evitando danni maggiori. Fine del cosiddetto pericolo a cui la Volante ha partecipato, evidentemente solo casualmente e molto di contorno. Tutto molto bello ma tutto assolutamente ordinario, da non raccontare… figuriamoci premiare! Ma così va il mondo…
Non va meglio il Pianeta, tornando al suicidio portato a termine da Andrea FORNARO, in ordine alla frequenza dei casi di morte quale conseguenza della propria personale scelta di vita, almeno tra gli operatori delle Forze dell’Ordine nazionali.
Secondo uno studio elaborato tra i principali apparati operativi deputati alla sicurezza (Polizia, Carabinieri, Polizia Penitenziaria, Polizia locale e Guardia di Finanza) emerge come la soluzione del suicidio costituisca una pratica, purtroppo, in crescita diffusa tra tutte le forze impegnate sul campo.
In particolare nell’ultimo settennato di riferimento (2015-2021) i dati nazionali, in generali sottaciuti, parlano, complessivamente, di 365 scelte di darsi la morte, in pratica un caso a settimana di media!
In questa particolare classifica al primo posto troviamo i Carabinieri con 111 suicidi, seguiti a breve distanza dai poliziotti con 106; per il terzo posto testa a testa tra gli agenti penitenziari (52) e di Polizia locale (51). Relativamente più tranquilli i finanzieri con “soli” 45 casi spalmati negli ultimi sette anni; dati, per ogni forza, nonostante l’impiego ausiliario crescente di psicologi e personale atto a scrutare le menti, in sensibile crescita.
L’ennesima tragedia in caserma ha creato, come inevitabile, sgomento diffuso tra i colleghi di Andrea FORNARO.
“Da parte nostra subiamo un grande dolore e bisogno di rispetto per i familiari” – ha fatto sapere la Questura.


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