“UNA PENSIONE PER L’ANGELO DIMENTICATO DI VERMICINO”
LICHERI, EROE MANCATO, VIVE CIECO E SENZA UNA GAMBA

“UNA PENSIONE PER L’ANGELO DIMENTICATO DI VERMICINO” LICHERI, EROE MANCATO, VIVE CIECO E SENZA UNA GAMBA

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A 40 anni dalla tragedia del piccolo Rampi, torna di attualità la sorte del minuscolo uomo che che per 45 minuti, a testa in giù, accarezzò Alfredino senza riuscire ad afferrarlo. Chiesto dai senatori di Italia Viva Faraone e Cucca l’accesso al vitalizio Bacchelli


Un vitalizio (2.000 euro al mese, esentasse) per l’Angelo di Vermicino, l’uomo che 40 anni fa provò inutilmente a salvare la vita di Alfredino RAMPI a costo di mettere in pericolo la sua.
Angelo LICHERI, oggi 77 anni, originario di Gavoi (Sassari), fu il minuscolo uomo che il 10 giugno 1981 si fece fatto calare, a testa in giù e per oltre 60 metri, nel pozzo artesiano che aveva inghiottito il bambino, arrivando sino a sfiorare, toccare, aggrapparsi alla canottiera indossata da Alfredino.
Angelo, di nome e di fatto, provò inutilmente ad imbracare il ragazzino e poi, con la forza della disperazione, a tirarlo su afferrandolo per la canottiera.
Tutti sforzi inutili, vissuti in diretta tv tra un trepidare di speranze che il lento passare delle ore trasformò in angoscia e dolore.

Angelo LICHERI vive cieco e senza una gamba con una modesta pensione a Nettuno: da qui l’interessamento dei Senatori di Italia Viva per l’accesso al vitalizio Bacchelli

LICHERI, corporatura davvero minuscola, dovette abbandonare il tentativo. Dopo 45 minuti di “immersione” nelle viscere della terra, a testa in giù, gli venne consigliato di ritornare in superficie a mani vuote per non mettere a rischio anche la sua stessa vita.
Quaranta anni dopo, Angelo, vive in zona presso una casa di riposo di Nettuno (Roma) e non se la passa benissimo per via di alcuni problemi fisici. Con lui la vita non è stata generosa neanche in seguito, evitando di farsi prendere per mano come già fece all’interno di quel maledetto pozzo che aveva inghiottito la giovane vita di un bimbo e le speranze e le preghiere di un intero Paese.
«Quando abbiamo saputo, col capogruppo FARAONE, dello stato di estrema indigenza nel quale versa Angelo LICHERI, cieco, senza una gamba, soprattutto privo di particolari mezzi di sostentamento – dice il Senatore di Italia Viva Giuseppe Luigi CUCCA – abbiamo presentato una mozione per riconoscergli quantomeno i sussidi previsti dalla legge Bacchelli, che assegna un vitalizio a favore delle persone che hanno dato lustro alla Nazione. Oggettivamente, se c’è una persona che ha dato esempio di solidarietà e di generosità – ha rimarcato CUCCA – credo che questa sia LICHERI. Ci daremo da fare e cercheremo di ottenere questo sussidio a suo favore”.
La segnalazione della gravità del caso, nel 40° anniversario della tragedia, era partita dalla trasmissione “Tra poco in edicola”, rassegna stampa radiofonica di Radiouno, condotta dal collega Stefano MENSURATI, giornalista che si è ripetutamente occupato di far emergere la gravità del caso LICHERI.

LICHERI appena uscito dal pozzo artesiano di Vermicino 40 anni fa

Proprio l’Angelo di Vermicino, ieri l’altro, intervistato nel quadro del ricordo di quanto successo, si è dimostrato molto poco convinto di poter avere accesso al contributo dello Stato.
“Ci ho già provato anni fa – spiega il mini uomo, oggi ancor più segnato nel fisico e non solo per l’incendere degli anni – insieme ad un amico avvocato – racconta ancora LICHERI – avevamo tentato di accedere al fondo istituito dalla legge Bacchelli, senza però mai riuscirci. La legge – conclude amaramente LICHERI – dice con parole chiare che il fondo può essere assegnato solo alla categorie indicate (in genere di stampo artistico-culturale, NdR.), professioni dove, a quanto pare, non figuro”.
Eppure, ci fosse la possibilità prospettata da Italia Viva, Angelo accetterebbe di buon grado: “Certo non navigo nell’oro. Ho una pensione comune ma purtroppo anche tantissimi acciacchi e ancor più patologie. Ho problemi di udito e a causa di una forma molto acuta di diabete, ho anche perso una gamba. Qualche denaro in più – conclude il mancato eroe di Vermicino – mi farebbe comodo. Come mi piacerebbe se la gente si ricordasse di me anche a Pasqua o Natale, non solo in questo periodo…”.

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