ADDIO A MARABINI, UNA VITA NELLA LUCE
SE NE È ANDATO A 86 ANNI IL CO-FONDATORE DELLA LEGA DEL FILO D’ORO
Apprezzato scrittore sui temi dell’altra Dimensione

ADDIO A MARABINI, UNA VITA NELLA LUCE SE NE È ANDATO A 86 ANNI IL CO-FONDATORE DELLA LEGA DEL FILO D’ORO Apprezzato scrittore sui temi dell’altra Dimensione

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Se ne è andato Dino Marabini, 86 anni, nativo di Filottrano, co-fondatore con l’abruzzese Sabina Santilli della Lega del Filo d’Oro, cittadino Benemerito di Osimo dal 1972 e Grande Ufficiale al Merito.

Cappellano presso la parrocchia di San Marco, Don Dino, giovane prete di mezzo secolo fa, animò la seconda parte degli anni ‘60 dando vita – grazie all’inventiva, all’entusiasmo e alle capacità organizzative che erano proprie – ai primi passi della Lega del Filo d’Oro.
Chi vi scrive, poco più che ragazzino, ricorda ancora i pomeriggi trascorsi, divisi in piccoli gruppi di volontari, a bussare di porta in porta, in tutta la città, alla ricerca di una offerta per i bambini cieco-sordo-muti.

Gli anni pionieristici della Lega videro Don Dino alla guida della sua creatura per una decina di anni; un lungo tempo contraddistinto da molte tappe di successo. A partire dal riconoscimento del Filo d’Oro come Ente morale il 20 dicembre 1964 fino all’inizio vero e proprio dell’attività avvenuta nell’ottobre del 1967 come presidio medico-psico-pedagogico e sede “inventata” presso gli spazi, adibiti ad appartamenti, delle maestre elementari di San Biagio.
Anni ruggenti per la Lega che, grazie anche all’impegno di Don Dino a realizzare non un ospedale, ne una clinica ma un sogno, vide il Filo d’Oro compiere fondamentali passi per la propria intrapresa.
Ad animare quel sogno condiviso il desiderio di aiutare tante persone prive di vista e di udito a rompere l’isolamento a cui erano costrette dalla nascita o in conseguenza di altre gravi malattie, dando loro la speranza di poter partecipare all’esaltante momento storico del Paese.
Erano gli anni del boom economico, dei nuovi consumi, dei trasporti veloci che accorciavano distanze millenarie, della musica nelle case, dell’università, delle strade… di un mondo nuovo ma precluso.

In risposta nacque così, per l’intuito, il coraggio e la forza di volontà di Dino e Sabina, quel “filo” prezioso, appunto “d’oro”, che avrebbe unito – oggi in ben 8 regioni d’Italia e con oltre 500 dipendenti e 800 persone seguite –  bambini e adulti sordo-ciechi con il mondo esterno.
Così Don Dino scriveva agli osimani in quei giorni lontani. “Gentili concittadini,
in una sede provvisoria a San Biagio di Osimo, ospitiamo quest’anno un gruppo di bambini in condizioni particolarissime, in quanto tutti cieco-sordi.
La maggior parte di questi bambini si trova in queste condizioni fin dalla primissima infanzia. La loro esperienza della vita e delle cose è quasi completamente nulla. La lunga e forzata privazione della vista, dell’udito e del linguaggio ha provocato in alcuni anche profonde minorazioni fisiche e psichiche.
Il Ministero della Pubblica Istruzione riconoscendo la validità, unica in Italia, della scuola speciale annessa all’Istituto, segue con molto interesse l’esperimento delle quattro classi già esistenti.
Ci proponiamo di portare un pò di luce nell’intensissima oscurità in cui vivono, far assaporare anche a loro il piacere della vita e toglierli per sempre dall’unica prospettiva in cui si trovano ora e cioè di finire i loro giorni ignorati da tutti, inutili a se stessi ed agli altri.
Il numero per ora è di dieci bambini, ma le richieste giungono e giungeranno ancora da tutta Italia. Per un prossimo futuro, su un terreno donato da un benefattore, si prevede la costruzione di una sede ampia e adeguata, ma purtroppo le possibilità attuali sono limitatissime; manchiamo ancora dei necessari mezzi di assistenza medico-specialistica. I sussidi didattici per la scuola sono ancora ridottissimi. La previsione delle spese è rilevante e le disponibilità presenti sono scarse.
Vi invitiamo a vedere e conoscere il nostro istituto e vi preghiamo di darci il Vostro aiuto per affrontare e risolvere i suoi gravi problemi.

Una autentica impresa quella del riconoscimento, giudicata dai più come impossibile; eppure trasformata in realtà, mese dopo mese, grazie ad un manipolo di giovani che diventarono suoi collaboratori che sognarono per il Filo d’Oro un futuro possibile.
Nacque la prima ed ancora attuale sede di quella Lega lontana (1971); dopo i primissimi anni a San Biagio, il Filo d’Oro trovò spazio a Santo Stefano, presso il villino estivo messo a disposizione dal Seminario vescovile.
Don Dino, nel frattempo, dopo il ritorno allo stato laicale nel ‘76, ne continuò a far parte a lungo; dapprima nel consiglio di amministrazione e in seguito come dipendente, addetto alla formazione del personale, proprio mentre il Filo d’Oro cresceva di importanza fino ai primi riconoscimenti nazionali come istituto riabilitativo e sperimentale nel campo dei pluriminorati sensoriali.
Nel 1987 il primo “sbarco” fuori Osimo con il riuscito tentativo di avvicinarsi ad altri minorati esportando, in quel di Milano, le competenze maturate ad Osimo. Subito dopo l’apertura della ribalta nazionale grazie a sponsor come Costanzo e Arbore.

Ma Marabini, dopo la ratifica di Papa Paolo Vi della propria scelta esistenziale e il matrimonio con Maria Antonietta Massidda avvenuto nel ‘78, non è più da tempo l’anima pulsante del Filo d’Oro.
“I rapporti con Dino Marabini – spiega Rossano Bartoli, collaboratore della prima ora e altra storica figura dell’ente – sono rimasti inalterati, cordiali e improntati alla reciproca stima fino all’ultimo. Anche quest’anno, come tutti gli anni, Dino ha partecipato con piacere alla consueta festa di Natale”.
Una seconda parte della vita di cui casualmente, circa 20 anni fa, lo stesso Marabini ci parlò invitandoci a riunioni e conferenze dedicate agli incontri con persone passate alla Dimensione dello Spirito; in particolare mi parlò di sua moglie, che lo aveva lasciato prematuramente vedovo, e della possibilità di interagire con i nostri cari.
Successe che la mia vecchia auto mi aveva lasciato a piedi nei pressi del casello di Osimo Sud e Marabini, notato il mio inutile armeggiare, si fermò offrendomi un passaggio fino a Fano dove, casualmente, ero diretto anch’io.
Mi rimase impresso, ragionando tra me e me dell’appassionato racconto che aveva tenuto come, curiosamente, il Nero della cecità dei bambini e degli adulti sostenuti grazie al Filo d’Oro assomigliasse al Nero di tutti noi una volta attraversato il confine sottile della Morte e divenuti Spirito.
Appassionato conferenziere, Dino Marabini ha scritto sul tema più di un libro e mi spiace ora che anche egli è entrato a far parte di una nuova Dimensione, non aver accolto il suo invito a saperne di più.

Dino Marabini, dopo una brutta caduta nella propria casa di San Biagio, è deceduto lunedì sera al SS.Benvenuto e Rocco dopo una degenza di qualche giorno. I suoi funerali domani mattina, mercoledì 1° febbraio, in Duomo, nell’inconsueto orario delle 13.30.

LA STAMPA UFFICIALE BUCA LA NOTIZIA DI MARABINI
LA FREGATURA DI NASCERE MASCHIO OSIMANO!

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