CAMBIA VITA, DA SPACCIATORE A OPERAIO
RICHIESTO IN CARCERE PER RESIDUO DI PENA

CAMBIA VITA, DA SPACCIATORE A OPERAIO RICHIESTO IN CARCERE PER RESIDUO DI PENA

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La storia dell’osimano Q.M., 38 anni, arrestato per una condanna diventata esecutiva

 

CAMBIA VITA, DA SPACCIATORE A OPERAIO
RICHIESTO IN CARCERE PER RESIDUO DI PENA

 

L’uomo rintracciato in un pub dalla Polizia è stato associato a Montacuto

Degli anni lontani in cui Q.M., osimano, si dedicava allo spaccio su piazza di cocaina, non sembra essere rimasto neanche il ricordo.

L’uomo, stando a chi lo conosce, pare davvero aver cambiato vita, essersi fatto una famiglia e condurre una vita normale, lontanissima dagli errori giovanili.

Insomma una dei rari casi in cui una persona dedita al male riesce a comprendere di essere su una strada sbagliata e imporsi una virata a 180 gradi della propria esistenza.

L’osimano, attualmente con un lavoro da operaio, probabilmente sarebbe giunto alle stesse conseguenze positive anche se lo Stato si fosse ricordato prima, rispetto ad oggi, di un’ultima pendenza da saldare rispetto alla società e al suo passato fatta di 2 anni di carcere divenuti esecutivi proprio in questi giorni.

L’operaio, non informato della novità, è così rintracciato dagli agenti dell’ufficio anticrimine in un pub del centro dove, non avendolo trovato a casa, sono andati a colpo sicuro su indicazione della famiglia.

Per l’ex spacciatore, nei guai per un’operazione anti droga condotta al tempo dagli agenti del Commissariato (che rinvennero nella disponibilità di Q.M. bilancini, materiale da taglio e confezionamento e ovviamente cocaina) si sono così aperte le porte di Montacuto, associato al carcere, per l’espiazione della pena.

 

PROPOSTA PERSONALE DI LEGGE:

Troveremo più equo da applicare una norma che preveda nullo un reato (scegliete voi la tipologia delle trasgressioni su cui applicarsi), trascorso invano un certo numero di anni; insomma niente pene a scoppio ritardato.

Lo Stato determini un periodo congruo di tempo per giungere a sentenza definitiva. Di ogni ritardo sarà imputabile il responsabile firmatario del procedimento che dovrà difendersi in un procedimento amministrativo.

Allo stesso modo se l’imputato di fatti non particolarmente gravi sarà in grado, alla data dell’ultima sentenza, di dimostrare nei fatti di essere ormai un’altra persona rispetto a quella delle carte processuali… bhè non sarà più possibile applicare pene detentive ma più accessibili multe. Troppa civiltà?

 

 


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