CAMPOCAVALLO, SUL PINO VINCE LA LINEA ANTI PARROCO
PER RISPARMIARE 1.200 EURO E NON DISTURBARE PUGNALONI
IL FUNZIONARIO COMUNALE NON SI OPPOSE ALLA RELAZIONE

CAMPOCAVALLO, SUL PINO VINCE LA LINEA ANTI PARROCO PER RISPARMIARE 1.200 EURO E NON DISTURBARE PUGNALONI IL FUNZIONARIO COMUNALE NON SI OPPOSE ALLA RELAZIONE

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CAMPOCAVALLO, SUL PINO VINCE LA LINEA ANTI PARROCO
PER RISPARMIARE 1.200 EURO E NON DISTURBARE PUGNALONI
IL FUNZIONARIO COMUNALE NON SI OPPOSE ALLA RELAZIONE

Albero abbattuto, affollato incontro tra parroco, Sindaco, tecnico, funzionario e pubblico.


“Signori mi dispiace, ma questo Sindaco, pur cercando di gestire al meglio i problemi che si presentano giornalmente sul tavolo della Giunta, semplicemente ignorava il problema del pino secolare protetto fatto tagliare dal vostro parroco. Non si può sempre governare tutto e questa vicenda, debbo riconoscerlo, l’ho conosciuta soltanto a cose fatte, troppo tardi”.

Così il primo cittadino Simone Pugnaloni, intervenuto all’incontro di ieri sera presso il centro sociale di Campocavallo, pensando di prendere la parola all’interno di una riunione del comitato di Quartiere.

Una prima svista, quella di Pugnaloni, a conferma che davvero l’uomo non può conoscere tutto e tutti, sempre. Il moderatore dell’incontro Maurizio Donzelli – che pochi minuti prima aveva vietato ad OSIMO OGGI la messa in diretta Facebook dell’attesa serata sostenendo proprio il carattere privato dell’assemblea (indetta su solo pubblico!) – ha avuto un bel da fare a ricordare a Pugnaloni che l’appuntamento era privato e non pubblico, ma alla fine ognuno è restato delle proprie opinioni.

Fatto sta, pubblico o privato con cui passerà alla storia, che la serata è servita, se non altro, per mettere qualche puntino, non tutti, su qualche “i” buttata alla rinfusa, qua e la, secondo il proprio comodo.

Detto che Pugnaloni, dopo aver invitato il rettore Padre Giovanni Maria Severini a battersi il petto a lungo per non essersi ancora addossato la piena responsabilità, ovvero la colpa senza attenuanti, secondo la maggioranza dei cittadini, del taglio di un albero giudicato malato solo dai tecnici di parte pagati dal frate; e detto come il Sindaco abbia abilmente sottolineato la recidiva del parroco per un ulteriore taglio vietato costato anni prima il… tronco ad altri 4 pini antistanti il Santuario, ciò detto Pugnaloni ha scaricato sul dottor Monti, responsabile comunale per il verde, la mancata comunicazione.

“Questo Sindaco fa molte cose – ha ribadito – ma non può fare tutto. Ci sono tecnici e funzionari pagati appositamente per svolgere il proprio lavoro e di queste persone noi dobbiamo fidarci”.

Magari avendo chiaro in testa che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. E decidere con la propria testa, anche se hai pagato per farlo al tuo posto, è sempre meglio.

Cosa è successo è già noto ai lettori di OSIMO OGGI che, negli altri articoli hanno imparato del ricorso, da parte di Padre Giovanni Maria, ad una azienda chiamata a fornire un parere tecnico sulla sicurezza offerta alla sicurezza dal pino centenario.

Un esito infausto, come è noto, costata la chioma, il tronco e le radici al centenario pino. Un esito oltretutto costato 1.200 euro, soddisfatti dal parroco con lo stesso sistema con cui, tre anni fa, aveva pagato 4.000 euro di multa inferti dalla Forestale: mettendo fondo alle cospicue offerte dei parrocchiani, meglio se dissidenti e non talebani.

E si perchè se l’assemblea di ieri – un centinaio, poco più i presenti – dovesse essere presa a modello delle diverse forze e schieramenti in campo, occorrerebbe riconoscere come almeno tre campocavallesi su cinque siano contrari alle scelte anti verdi fatte proprie da padre Severini.

Ma torniamo alla divisione delle colpe: detto che sabato prossimo alcuni cittadini, a proprie spese, faranno eseguire una sorta di autopsia al tronco ancora in piedi per cercare di capire quanto il primo consulto, decretante la messa a morte del pino, possa essere risultato scientificamente attendibile e sottolineato come – Dio non voglia – si dovesse scoprire che quel pino, vissuto 120 anni, ne avrebbe campati almeno altrettanti, occorre dare a Cesare, in questo caso al funzionario Monti, ciò che è di Monti, ovvero la colpa minore, ma non meno importante, di corrispondere con Padre Giovanni Maria la responsabilità, stavolta pratica, dell’accaduto.

Il responsabile comunale, forse su indicazione dello stesso Pugnaloni o forse per compiacere allo stesso Pugnaloni, una volta ricevuto un esito tecnico di parte circa lo stato dell’albero, avrebbe dovuto far tutto meno che far proprio il motto dei Carabinieri “uso ubbidir tacendo” e il pino rispose “tacendo morir”.

Ubbidendo all’ordine sempre valido di non buttare soldi e tacendo all’ordine non scritto di non rompere troppo le scatole, il dottor Monti ha così evitato di render noto di quella dichiarazione di morte sottoscritta dai tecnici dell’Ares di Ferrara per il povero pino ex protetto.

E’ sin troppo noto che una perizia tecnica può legalmente essere fronteggiata da un’altra perizia di analogo valore scientifico anche se, magari, da verdetti opposti!

Non aver permesso a Pugnaloni la facoltà di decidere in argomento… ah si consentito di tacer ubbidendo e di risparmiare anche un gruzzoletto di circa 1.300/1.500 euro, ma non consentito ad alcun di ribattere le conclusioni di Ares.

Ognuno con le proprie convinzioni, molto prima di mezzanotte la riunione – pubblica o privata ? – si è esaurita in piccoli capannelli, per fortuna pacifici, l’uno contro l’altro armati.

Pagelle finali per i principali imputati. Padre Maria Giovanni Severini (oltretutto presentatosi da solo al dibattito, come a rimarcare una lontananza, anche fisica, del resto della comunità francescana) nonostante sia credente, uomo di chiesa e persino talebano nelle proprie convinzioni di fede, difficilmente riuscirà a strappare per la propria anima, meno di qualche ergastolo! Da consumarsi, temiamo, direttamente all’Inferno per la soddisfazione non celata della maggioranza assoluta dei fratelli di fede.

Qualche secolo di Purgatorio, ci spiace, anche per il dottor Monti, decisamente troppo ignavio in un mondo di soli furbissimi. Aver fatto risparmiare alle casse comunali 1.200 euro per non resistere alla perizia contro un‘altra perizia è burocraticamente criminale.

L’anima di Simone Pugnaloni potrebbe invece finire persino in Paradiso, fin da subito… o meglio quando sarà. Unica avvertenza? Dover restare li sotto, libera di gironzolare senza allontanarsi troppo dalla chioma del pino fatto ricrescere dal buon Dio, in Paradiso, a tempo di record!

In attesa di penare nell’al di la, per Padre Giovanni un anticipo di pena si avrà presto anche qua: al posto del pino assassinato il frate dovrà risarcire Campocavallo piantando due specie di alberi protetti. Questa la piccola certezza – se Paradiso, Inferno e Purgatorio dovessero abbonare il “pinicidio” – offerta dalla legge.


P.S. Da ultimo una nota, promessa ai responsabili dell’incontro, circa l’impedimento della diretta Facebook della serata, chiesta e ottenuta dal parroco e fatta propria dall’organizzazione.

Ieri sera, per non creare incidenti e soprattutto non rischiare di far saltare l’atteso faccia-a-faccia, abbiamo aderito, a malincuore, alla richiesta di spegnere la telecamera.

Ciò sottolineato inviteremmo tutti i fedeli, a cominciare dal capo serata neo Presidente consiglio di Quartiere Donzelli, a non cadere dal pero… anzi in questo caso dal pino!

Se i rapporti tra parrocchiani e parroco dovessero continuare a restere improntati, anche in futuro, come purtroppo conferma l’episodio anti Facebook – sullo stile “io faccio e voi non mi rompete” – non meravigliatevi, poi, se il frate si innamori di segarvi il pino secolare… è già tanto che non ve lo abbia fatto cadere, alto e grosso com’era, sulle vostre dure teste.


“SUL MIO OPERATO SOLO UN GIUDIZIO NEGATIVO”
MA TUTTA SAN BIAGIO SI STRINGE ATTORNO DON BRUNO
CARABINIERI FANCULATI DUE VOLTE IN UNA GIORNATA!
AL MATTINO LORETO, AL POMERIGGIO CASTELFIDARDO...

3 Comments

  1. Buon giorno sig.pangrazi, sono donzelli marco presidente cdq campocavallo, con la presente le volevo dire che non o nulla contro osimo oggi e tanto meno con la stampa. Ma tutti coloro che o invitato dott. Monti, parroco, perito, e alcuni partecipanti in testa il sindaco sarebbero andati via se consentivo le riprese e a quel punto dovevvo annullare ra riunione svolta in un parco pubblico ma auto gestito, e con tutta onestà non mi sembrava giusto per i più di 130 presenti che volevano parlare proprio con il parroco, il perito , e il dott. Monti. CORDIALI SALUTI Donzelli marco

  2. Al di la del parco pubblico ma autogestito (?), palese contraddizioni in termini – uno spazio o è di libera fruizione al cittadino o dato in concessione a qualche associazione privata, non mi interessa in questa fase indagare sulla natura del centro di Campocavallo – mi sembra evidente come Lei abbia valorosamente abdicato al suo ruolo di organizzatore della serata passando tranquillamente sopra gli interessi dell’intera città, che avrebbe ben gradito ascoltare – in diretta FB o quando avrebbe fatto più comodo – le interessanti spiegazioni fornite dagli addetti ai lavori da Lei invitati.

    Se Sindaco, frate, tecnico e funzionario detengono verità non nominabili e/o pericolose da condividere con il resto degli osimani, ma tutt’al più riferibili ad un ristretto numero di presenti, Lei con il suo NO alla pubblicazione si è messo dalla parte di questi perdenti, sostenendo e assecondando pretese a dir poco bizzarre.
    Ergersi a paladino di chi sembra più forte è sport ben praticato in Italia… ma almeno – e chiudo – si abbia l’accortezza in futuro di scegliere la posizione migliore.

  3. Dott.pangrazi forse non ha capito che autorizzando le riprese avrei dovuto annullare la riunione perché tutti gli invitati se ne sarebbero andati, in questo modo non solo gli utenti di facebook non avrebbero ascoltato le motivazioni ma neanche i tanti presenti. Avrei dovuto addossare le colpe al suo giornale ( osimo oggi) e questo non è nel mio stile. La ringrazio comunque per il suo interesse alla questione, anche questo per la nostra comunità è importante. Distinti saluti Donzelli Marco

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