“GRAZIE DI AVERMI FERMATO, SENZA DI VOI NON CE l’AVREI FATTA…”
MA TRE ANNI DOPO I BUONI PROPOSITI AMBRA GUZZINI CI RICASCA

“GRAZIE DI AVERMI FERMATO, SENZA DI VOI NON CE l’AVREI FATTA…” MA TRE ANNI DOPO I BUONI PROPOSITI AMBRA GUZZINI CI RICASCA

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Arrestata a Campocavallo dai Carabinieri per lo spaccio di due dosi di coca. Complessivamente la ragazza, 37 anni, deteneva appena 2,7 grammi di roba. Denunciato in Prefettura un 30enne osimano


L’ultima di tante troppe volte era successo a Pasqua 2017 con una serie di piccoli furti in bar e tabaccheria per mettere insieme il pranzo con la cena, i soldi per mangiare e quelli per la droga.
L’ultima di tante troppe volte, però, sembrava poter essere anche l’ultima.
Ai Carabinieri che la ammanettavano, rispose con sincere lacrime di pentimento e consapevolezza di voler chiudere col mondo della droga.
Lei, Ambra Guzzini, 37 anni, nota da sempre alla cronaca – per essere stata la testimone dell’orribile fine toccata al fratellino Amos, 23 anni fa, ad Offagna – c’è dunque ricascata.
“Grazie per avermi fermato… senza di voi, non ce l’avrei mai fatta!”. Così la giovane osimana, prima di essere trasferita presso il carcere femminile di Villa Fastiggi a Pesaro, ha avuto modo di esprimere sincere parole di pentimento.

Ambra GUZZINI, 37 anni, sorella del piccolo Amos

Parole che i Carabinieri non sono usi ascoltare spesso.
“Sono consapevole di aver toccato il fondo della mia vita e di voler abbandonare, una volta per sempre, questa umiliante situazione di degrado morale. Ho vissuto lunghi momenti di disperazione che voglio lasciarmi alle spalle. Sono convinta, con l’aiuto di tutti e della famiglia, di riuscire a farcela. Sono pronta per entrare in una comunità terapeutica e disintossicarmi sul serio”.
Questa dunque la promessa, fatta a se stessa e alla società, che la ritrovata Ambra sembrava voler mettere in pratica per avviarsi ad un lento, difficile ma speranzoso percorso di recupero.
Inoltre, come per un risarcimento del destino, anche la vicenda giudiziaria legata al risarcimento del Comune di Offagna per la vita del piccolo Amos era giunta a definizione.
A gennaio 2019, a fronte di un contenzioso di oltre 2 milioni, la famiglia Guzzini accettò un saldo e stralcio di 589.000 euro andati in parte non uguali ai genitori e ai familiari del ragazzino.
Una cifra, ancorchè da ridurre delle spese per il lungo contenzioso legale e ancorchè suddivisa in più parti, che avrebbe potuto e dovuto aiutare la donna ad imboccare il nuovo cammino invocato.
Così non è stato e non tocca certamente a noi individuarne le responsabilità.
Di fatto, completata l’ultima condanna a 14 mesi in una struttura di recupero (pena patteggiata per i ripetuti furti del 2017) ed esaurito anche il bonus finanziario, per Ambra si è materializzato il solito calvario di sempre.
Eppure, confermava l’avvocato dell’epoca Paolo Mengoni, “la ragazza è consapevole di giocarsi la carta più importante della propria vita. Ha ammesso tutti gli errori, sta pagando il suo conto ed ora vuole tornare alla vita. Ad una nuova vita. In questi mesi ha già iniziato un percorso di recupero ed ha tutte le intenzioni di proseguire nel programma terapeutico intrapreso”.
Insomma più d’uno hanno sinceramente augurato alla ragazza di riuscire a voltare pagina e di mettersi alle spalle la vicenda terribile vissuta a 14 anni con l’orribile morte toccata in sorte al fratellino di 7.
Venerdì sera a Campocavallo, all’interno del piazzale di distribuzione carburanti, il nuovo episodio che certifica il fallimento del solenne tentativo. La donna, attualmente residente a Castelfidardo, era giunta nella vicina frazione per smerciare droga.
Ad accorgersi dello strano traffico attorno all’Audi A3 della Guzzini hanno pensato i Carabinieri del nucleo Operativo e Radiomobile, particolarmente vigili nei fine settimana a contrasto del mercato di morte.
In particolare i militari del sotto Tenente Luciano Almiento hanno notato del movimento attorno all’auto, ferma nel parcheggio con Ambra a bordo; auto a cui si è avvicinata, poco dopo, un uomo a piedi.
Ricevuto furtivamente un involucro, l’uomo si è allontanato a piedi in una direzione, opposta al senso di marcia della Guzzini.
Inevitabile il doppio intervento su entrambi che ha portato alla conferma dei sospetti. I Carabinieri, addosso al ragazzo – un 30enne di Campocavallo – hanno infatti rinvenuto due dosi di cocaina per circa 1 grammo e mezzo complessivo; oltre ad altri 0,13 grammi della medesima sostanza stupefacente sul sedile anteriore dell’Audi e a 110 euro ritenuti premio del traffico appena consumato.

Nella successiva perquisizione domiciliare, come sempre accade, il grosso della merce; nascosta questa volta non nel solito armadio ma in cucina, all’interno del manico di una paletta raccogli spazzatura.
Nascondiglio ingegnoso ma ancora troppo semplice per eludere l’attenzione di occhi esperti alla situazione. Dentro l’incavo di plastica i Carabinieri hanno rinvenuto traccia di quanto stavano ricercando: una spolverata di hashish (0,44 grammi) e un’altra di cocaina (0,73) per un misero bottino di meno di 3 grammi di porcheria. Più o meno la quantità di roba che i Carabinieri sospettano essere stata piazzata anche il giorno prima dalla donna.
Sotto il tradizionale mobile, poi, rinvenuti anche gli immancabili bilancini di precisione, ben funzionanti e pronti per l’uso.
Per Ambra Guzzini, difesa dall’avvocato maceratese Andrea Natalini, si sono rispalancate le porte del carcere femminile di Villa Fastiggi (Pesaro), stavolta senza commenti; mentre l’acquirente osimano, volto nuovo della movida di morte, è stato deferito in Prefettura come assuntore per i provvedimenti punitivi del caso, limitativi di alcune libertà.




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