INTRUGLIO MORTALE DI DROGA, ALCOOL E FARMACI
MUORE A 44 ANNI GIANLUCA MARABINI
L’uomo, vittima del male di vivere, trovato morto dai genitori

INTRUGLIO MORTALE DI DROGA, ALCOOL E FARMACI MUORE A 44 ANNI GIANLUCA MARABINI L’uomo, vittima del male di vivere, trovato morto dai genitori

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Osimo torna a fare i conti con il male di vivere. Ultimo in ordine di tempo a pagare il conto alla malattia sociale del nostro tempo Gianluca Marabini, 44 anni, celibe, trovato morto dai propri genitori nella propria abitazione di Via San Lorenzo, zona Misericordia.

L’uomo, laureato in Scienze Politiche, un passato lontano di calciatore con le giovanili dell’Osimana, viveva ancora, come troppi giovani di oggi impossibilitati a spiccare il volo, con papà Lino (ex carabinere) e mamma Silvana.

Da tempo il tarlo della depressione, accentuato dalle difficoltà di non riuscire a coronare al meglio le proprie aspirazioni di giovane uomo, si era impossessato di Gianluca attraverso giornate tutte troppo uguali, anno dopo anno, senza un’apparente uscita.

Il ricorso alla droga, in particolare cocaina, s’era fatto così non più occasionale e il giro di amicizie, certo, non ha aiutato Marabini a venirne fuori.

Nel giro il ragazzo era ormai conosciuto quale assuntore possibile, secondo le circostanze e le possibilità del momento; in ogni caso una sorta di cliente obbligato di se stesso in forza proprio di quel malessere crescente che, infine, ha mostrato il conto.

Giovedì scorso Gianluca è rimasto solo in casa. Mamma e papà avevano accettato l’invito a Milano dell’altra figlia Michela per qualche giorno in famiglia. Un week-end per riabbracciare la ragazza e il genero Piergiorgio, staccare la spina qualche giorno da Osimo e il proposito di ritornare a casa lunedì.

Gianluca, pur restando in contatto telefonico con i genitori (l’ultima chiamata sabato pomeriggio per sincerarsi che andasse tutto bene), ha invece vissuto questo distacco momentaneo come l’occasione per affogare tutte le proprie tensioni in un cocktail micidiale di alcool, farmaci e l’immancabile “neve”; non un festino isolato in cui immergere solitudine e alcol, depressione e droga, rifiuto per una vita che rifiuta e medicinali vari… ma piuttosto una serata di follia pura, senza freni, consumata in compagnia del proprio giro osimano, tra cui spicca la presenza di almeno una ragazza e di diversi altri giovani abituali agli effetti della droga.

Di fatto il cuore di Gianluca potrebbe essere scoppiato già nella serata stessa di sabato, giusto il tempo di fare rientro a casa. Sarà l’autopsia a fare chiarezza sulle ultime ore di Marabini e stabilire con esattezza i particolari che l’hanno condotto al decesso.

Per i genitori, distrutti dal dolore, il sospetto tragico che qualcosa di terribile fosse avvenuto ha attanagliato mamma e papà fin dalla giornata di domenica quando, più volte, hanno cercato di mettersi in contatto con il ragazzo senza ricevere risposta.

Da qui la decisione di rientrare anticipatamente ad Osimo temendo ogni possibile evento ma pur sempre nella speranza di ritrovare comunque Gianluca.

Il tumultuoso rientro a casa, purtroppo, ha solo confermato le paure dei genitori. Gianluca è stato rinvenuto dal padre disteso sul proprio letto, ormai freddo, morto da quasi due giorni.

Inutile l’intervento del 118 subito allertato da papà Lino; l’arrivo dell’ambulanza della Croce Rossa ha potuto solo constatare che il decesso, molto probabilmente, per l’abuso di intrugli mortali assunti, era avvenuto da tempo.

Sul posto anche una squadra della Polizia scientifica e gli uomini del Commissariato chiamati a far luce e ricostruire gli ultimi giorni di una vita a perdere.

Domani pomeriggio, ore 14.30, presso la vicina chiesa parrocchiale della Misericordia, il funerale e l’ultimo saluto a Gianluca Marabini.

Una fine, quella del giovane osimano, che rilancia l’allarme sociale anche nella provincia italiana, pure in territori come Osimo un tempo capaci di proteggere al meglio i nostri giovani. Ma oggi quasi del tutto indifesi – giovani e tessuto sociale – di fronte ai crescenti eventi.

Gli effetti secondari della crisi, purtroppo, stanno moltiplicando anche nella nostra realtà le dinamiche che portano i più deboli a sperare di autodistruggersi, a rinunciare alla vita pur di evadere da un mondo in cui è difficile riconoscersi.

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1 Comment

  1. Sono un Osimano senza Testa che da molto lontano come città leggo sempre le notizie del mio Paese attraverso questo giornale via internet. Conoscevo benissimo Gianluca dai tempi in cui eravamo dei bambini fissati per le firme, ricordo con molto piacere questo ragazzo non troppo robusto con un caro ricordo, molto spesso la sera di sabato andavamo tutti a mangiare la famosa pizza alla pizzeria il Ventidia, non so se ci sia neanche più questo posto, non avrei mai pensato che un ragazzo così bravo come era lui potesse fare questa fine così assurda, molte volte quando ripenso ad Osimo e alla mia gioventù mai lontanamente mi verrebbe in mente che in un Paese quieto come può essere Osimo dove tutti ci si conosce possa girare la droga e gli Osimani stessi possano risentire della crisi tanto da spingere una persona a commettere certe cose solo perchè era depresso per la mancanza di affermatezza nel mondo del lavoro.
    Voglio ricordare la mia Bella Osimo ai bei tempi quando la parola droga e disoccupazione non si sapeva neanche che cosa volevve dire……..
    Sono molto dispiaciuto per la scomparsa di Gianluca

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