Kit cinesi e affari italiani

Kit cinesi e affari italiani

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Massimo Falappa ha detto:
8 Aprile 2020 alle 21:52

Osimo oggi è impreciso:
1. La Tj Point Srl commercializza e non importa il prodotto.
2. Il prodotto ha una valenza certificata sugli asintomatici e quindi 
quanto dichiarato in maniera del tutto errata da questo articolo come 
precedentemente verrà valutato da chi di competenza.

E ancora, poco dopo:

Gentile direttore,
La sua battuta sulla mascherina verrà valutata da chi di competenza, 
inoltre per sua info vi erano le distanze per abbassarla e la mascherina 
di tipo chirurgico che indossavo a norma.
Se vede il dott. Brorrelli, in conferenza nemmeno la indossa, quindi 
adesso o lei pone le scuse pubblicamente o dovrò perseguire legalmente 
quanto da lei dichiarato,
Saluti,
Falappa Massimo

Caro signor Massimo FALAPPA,

abbiamo buone speranze di credere che alla fine del ragionamento la TJ Point Srl – che commercializza i rapid test cinesi sulla positività al Covid19 – perdonerà OSIMO OGGI.

Lo sforzo, del resto, è davvero piccolo e riguarda l’imprecisione, giocata tutta in famiglia, tra il commerciante Massimo FALAPPA e suo fratello Danilo, importatore per conto della INNOLIVING SpA; entrambi proponenti l’acquisto di 400 pezzi del prodotto al Sindaco Pugnaloni.

Massimo FALAPPA, commerciante

Nonostante rettifiche e commenti, il giornale resta allineato sulla posizione governativa pro tamponi (e quindi anti test) più volte e sempre ribadita dal Ministero della Salute nel corso della pandemia in atto.

Allo stesso modo, quando “chi di competenza” valuterà l’articolo, non potrà sfuggire il fatto che il prodotto che la Srl vorrebbe poter vendere, essendo legittimamente in commercio, è bello, buono e bravo, piace molto anche al Sindaco Pugnaloni ma non altrettanto allo Stato Italiano che non ne riconosce qualsivoglia esito legale, positivo o negativo, segnalato dal kit.

Facciamo invece fatica a prendere sul serio l’ennesimo ricorso promesso “a chi di dovere” per la vicenda delle tre-mascherine-tre utilizzate da Sindaco, lei stesso e dal dottor Cenerelli, stile casco non allacciato.

Ribadito che il pezzo di stoffa, spacciato per mascherina da Pugnaloni, fornisce sul piano pratico la stessa utilità dei test che Lei vorrebbe piazzare (non regolari le prime, non refertanti legalmente le seconde), ciò che stona nel comportamento è il messaggio sbagliato verso la popolazione che guarda, riflette e giudica. 

La mascherina, quando è tale, costituisce un indispensabile strumento salva vita, probabilmente l’unico, insieme al diradamento sociale, oggi praticabile per evitare il contagio.

Non è questione di distanze rispettate o di maggior sicurezza, anche volendo considerare la sua protezione migliore di quella indossata dal Sindaco.

E c’entra proprio nulla il fatto che il dottor Borrelli, da Lei citato, si presenti in tv quotidianamente senza. 

Dovrebbe esserle noto che, allo stato, l’utilizzo della mascherina è stato di volta in volta sconsigliato, consigliato, interpretato agli italiani dai nostri governanti ma non ancora reso obbligatorio.

Ergo non saremo certamente noi a censurare l’utilizzo che Lei ne ha fatto, irrispettoso dell’oggetto e – visto il suo ruolo ufficiale nel comunicato stampa – irresponsabile mediaticamente. 

Dopo di che, riflettuto in serenità, non escludiamo che si sentirà in dovere di avanzare delle sentite scuse. A OSIMO OGGI e ai lettori. Gli osimani apprezzeranno. 

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