LA STORIA DELL’EREDITÀ NON È CREDIBILE
CIARLATANO DENUNCIATO COME TRUFFATORE

LA STORIA DELL’EREDITÀ NON È CREDIBILE CIARLATANO DENUNCIATO COME TRUFFATORE

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LA STORIA DELL’EREDITÀ NON È CREDIBILE
CIARLATANO DENUNCIATO COME TRUFFATORE

Nei guai (?) un 55enne molisano “specializzato” in buchi nell’acqua nel mondo del sacro

“Pronto Don Pippo? Salve, non mi conosce. Sono Paolo C., un parrocchiano che frequenta poco la chiesa ma sono forse ricorda bene mia madre Carla, morta lontano da Osimo qualche mese fa. Non immagina quanto abbiamo fatto in famiglia per poter celebrare il funerale nella sua chiesa come mamma avrebbe desiderato. Purtroppo non c’è stato nulla da fare. E’ successo tutto all’improvviso. Il resto lo ha fatto la burocrazia ed è già tanto essere riusciti a far rientrare la bara ad Osimo, così da far riposare mamma accanto a papà…

La chiamo don Pippo perchè ho per lei e l’intera parrocchia una buona notizia. Nell’assecondare le ultime volontà di mamma le mie sorelle Luisa e Francesca mi hanno appena informato che sarebbe stato suo desiderio devolvere un piccolo lascito alla Parrocchia e contribuire con 10.000 euro alle necessità più urgenti che lei avrà certamente a mente. La chiamavo quindi per darle la buona notizia e chiederle un recapito postale o bancario su cui bonificare quanto disposto in famiglia.

Unico problema: attendere il 30 giugno 2019, data in cui la somma si renderà libera; oppure sbloccare il vincolo e ottenerla subito revocando l’immobilizzo in Bot. In questo caso, se questo fosse il suo desiderio, le chiedo di partecipare alle spese bancarie per rinunciare all’operazione. Ho già chiesto informazioni in banca e con 450 euro l’istituto ci stornerebbe indietro l’intero capitale, di cui i 10.000 euro a sua disposizione”.

Per qualche giorno Don Pippo, prete di fantasia di una vera parrocchia osimana, si è lasciato tentare da quella piccola sommetta che certo, tutta insieme e subito, avrebbe risolto più di un problema.

Ma c’era da fidarsi di quella mail anzichè una telefonata o incontro di persona come si conviene? E poi quell’anziana benefattrice, morta all’improvviso lontano da Osimo, davvero non riusciva a ricordarla…

Nel dubbio sul da farsi il sacerdote ha optato per la cosa più saggia, ovvero avvertire della proposta il 113 e da qui la Questura di Ancona da dove, ovviamente, sono giunti i consigli di portare un pò per le lunghe il contatto in modo da concedere agli agenti tempo sufficiente per fare ricerche sull’IP del misterioso proponente affare.

Solo pochi giorni di attesa e gli investigatori osimani, a cui nel frattempo la Questura aveva passato la palla, hanno svelato ogni mistero.

Come immaginabile, per la vera parrocchia osimana non c’era alcun lascito da incassare ma solo una fregatura da evitare non versando alcunchè per rendere disponibile anzitempo una cifra di fantasia.

A far credere tutto questo – pensando di essere riuscito ad imitare la tecnica di Marco Piergiacomi, riconosciuto re informatico nostrano, abile come pochi, a livello nazionale, nel piazzare colpi truffaldini in rete – un molisano di 55 anni, tale C.P., collegatosi ad Osimo grazie ad un computer operativo in Romagna, presso una struttura di alloggio e sostegno.

C.P., vecchia conoscenza degli investigatori telematici di mezza Italia, risulta specializzato, ma solo fino ad un certo punto, nel contattare preferibilmente parrocchie e comunità religiose. La specializzazione, purtroppo per il molisano, sembra finire qui, ovvero con la scelta delle possibili vittime.

Nonostante negli anni l’uomo abbia affinato la proposta fino a renderla “quasi” credibile, sembra che C.P. non sia ancora riuscito a spillare neanche un euro a preti, frati e suore contattate nel tempo. L’elenco delle denunce, rigidamente a piede libero, invece, da tempo tende già ad allungarsi e – non fossimo in Italia – non sembra promettere nulla di buono.

IL VOTO SICILIANO SPINGE LATINI
AD UN PASSO (49.63%) DALLA VITTORIA
“1.000 EURO PER SAN GIUSEPPE?
DONARE È LA NOSTRA MISSION...”

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