NETTURBINO AFFETTO DA SCABBIA, ASTEA MINIMIZZA
SOSPETTATI I BIDONCINI PER LA DIFFERENZIATA

NETTURBINO AFFETTO DA SCABBIA, ASTEA MINIMIZZA SOSPETTATI I BIDONCINI PER LA DIFFERENZIATA

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Ieri assemblea urgente tra i dipendenti per comprendere la natura del fenomeno. Sotto accusa anche la scarsa igiene dei mezzi.


Mancata disinfestazione mezzi Astea, allarme scabbia ad Osimo!
Il certificato medico di un netturbino (di cui per privacy evitiamo indicazioni) da giorni in malattia a causa della contrazione della malattia parassitaria contagiosa, ieri è finito al centro di una tumultuosa assemblea tra il personale Igiene urbana e il Direttore Rosa Evangelista.


Una possibile conseguenza del contatto di scabbia

Da un lato coloro (in particolare i dipendenti maggiormente a rischio) che volevano conoscere la situazione venutasi a creare con la delicata patologia diagnosticata al collega e quindi intervenire attraverso un’opera straordinaria di rimessa in sicurezza dei mezzi e degli oggetti quotidianamente utilizzati; dall’altra – in una sorta di scontro teso a bonificare non certo la situazione sanitaria ma l’immagine dell’azienda – capi e capetti di nuova nomina (tra cui il neo Consigliere comunale Brandoni) impegnati a minimizzare l’accaduto e a buttare acqua sul fuoco.

Mentre la discussione, nella giornata di ieri, ha toccato in Astea vertici di incomprensione a livello di scambio di accuse precise tra i vari settori del ciclo di lavorazione, gli osimani continuano ad essere sottoposti al rischio quotidiano di contrarre la fastidiosa malattia della pelle.

Come? I principali sospettati, stando all’indagine interna di ieri, parrebbero essere i bidoncini per la raccolta differenziata che ogni famiglia osimana custodisce in casa. Ebbene è accertato che tali contenitori non subiscano mai da Astea, sottolineiamo il mai, alcun intervento di sterilizzazione e pulizia contando, evidentemente, sulla presa in carico dell’oggetto, salvaguardia condizioni igieniche comprese, da parte delle singole famiglie destinatarie!


L’acaro che, insinuandosi sotto pelle, causa la malattia

Altro punto affrontato e minimizzato da Astea nel corso della riunione di urgenza, quello dei mezzi chiamati a raccogliere le varie tipologie di rifiuto selezionate in casa.

Anche a questa precisa domanda formulata dalla Evangelista sia Riccini che il ricordato Brandoni (in carica da giugno, ovvero con le dimissioni di Giancarlo Mengoni) si sono difesi affermando che questa opera di pulizia (da cui non a caso deriva il termine “Igiene urbano”) viene effettuata in tutta regolarità.

A questa affermazione – tesa a smontare l’intero sospetto che il focolaio della scabbia sia nato in Astea e dall’azienda in corso di trasmissione, in via casuale, fin nelle case degli osimani – la maggioranza dei lavoratori del settore è “insorta” negando apertamente che almeno i mezzi vengano sottoposti a salvaguardia sanitaria.


I bidonino ASTEA per la raccolta differenziata sospettati di essere vettori della malattia causa scarsa igiene

Anzi, proprio il tentativo dell’azienda, attraverso i nuovi sottoposti intermedi, di minimizzare quanto pubblicamente denunciato, ha finito con l’allarmare ancor di più l’assemblea, conclusasi con un nulla di fatto.

Insomma un dipendente risulta ammalato da tempo di scabbia ma secondo Astea non è il caso di allarmare la cittadinanza intestandosi la paternità del focalaio di origine.

Ne frattempo i mezzi di raccolta – più che a rischio se dovesse risultare esatta la tesi maggioritaria di quanti affermano una pulizia ordinaria scadente e straordinaria inesistente – continuano il proprio “sporco lavoro” esponendosi alla diffusione del contagio.

Nella speranza che la “pubblicità” che l’acaro della scabbia si è dato da se, possa far scattare l’allarme, quello vero, in seno all’azienda SpA, non resta che il sano fai da te. Ogni famiglia sarebbe opportuno che controlli, a vista, lo stato di “salute” dei propri bidoncini, non esitando a rimetterli a nuovo attraverso getti di acqua, se possibile, sotto pressione. In mancanza di compressori, anche una salutare “doccia” dei contenitori, specie in estate, può risultare utile.


Ma cos’è, più esattamente la scabbia?

Scientificamente è una malattia contagiosa della pelle. Si verifica tra gli esseri umani e in altri animali. È stata classificata dalla organizzazione mondiale della Sanità come una patologia legata all’acqua.

È causata, principalmente, dall’acaro “Sarcoptes scabiei”, un parassita molto piccolo, di solito non visibile, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito provocando un intenso prurito allergico.

La malattia può essere trasmessa anche da oggetti (vedi i bidoncini per la riciclata) ma più spesso determinante e il contatto diretto pelle con pelle, con elevato rischio dopo un contatto prolungato. 

L’infestazione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. Poiché si riscontrano sintomi allergici, oltre al ritardo nella presentazione si ha anche un significativo ritardo nel sollievo anche dopo che i parassiti sono stati sradicati. 


 

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