NO ALL’APPARENTAMENTO, LATINI RINGRAZIA ACHILLE
SIMONE, ELEZIONE A RISCHIO; GINNETTI NEANCHE PROVA

NO ALL’APPARENTAMENTO, LATINI RINGRAZIA ACHILLE SIMONE, ELEZIONE A RISCHIO; GINNETTI NEANCHE PROVA

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Decisione politica non comprensibile che avvantaggia le Liste civiche. Confermata la libertà di voto.


SCEGLI IL NUOVO SINDACO AL BALLOTTAGGIO DEL 9 GIUGNO

  • Dino LATINI (51%, 91 Votes)
  • Simone PUGNALONI (45%, 80 Votes)
  • Non so (3%, 6 Votes)

Total Voters: 177

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E all’ultimo Pugnaloni decise di non vincere le elezioni… con Ginnetti neanche interessato a provarci!

Questo l’esito delle ultime, decisive, 15 ore – quelle tra la serata conviviale di San Paterniano delle liste ginnettiane presso l’agriturismo Natura del Monte e la scadenza delle ore 12.30 di domenica 2 giugno – per ufficializzare un apparentamento che stavolta non c’è stato.

Abbiamo atteso volutamente 24 ore per rifletterci sopra, certi di non essere anticipati nei ragionamenti dalla concorrenza, per provare a capire qualcosa di più su una mancata coalizione – quella tra Pugnaloni e Ginnetti – che venendo meno ha già segnato il presente e il futuro politico di Ginnetti, mentre lo segnerà per Pugnaloni a partire dalle prime ore di lunedì 10 giugno.

Perchè dare per persa una battaglia che, se affrontata in via unitaria, avrebbe di fatto portato a zero la differenza tra Latini e Pugnaloni e persino concesso chances di vittoria non trascurabili?


Stretta di mano finale tra i due candidati Sindaco PUGNALONI e LATINI

La risposta non la conosciamo, nè temiamo sia in possesso ad almeno uno dei possibili mancati apparentati. Di certo, una volta esaurita la lunga kermesse politica con coda per relativi festeggiamenti, costituirà per molto tempo l’argomento del giorno per comprendere la politica cittadina dei prossimi anni.

Nessuno dei possibili mancati parenti aveva nulla da perdere; Ginnetti pur mettendo insieme un risultato oltre aspettativa – 2.262 consensi tramutati in un consigliere comunale di minoranza che a gioco medio breve dovrebbe essere Sampaolo – si ritrova in mano solo la soddisfazione teorica di aver impedito, fuori uscendo dalle Liste civiche, la vittoria di Latini al primo turno.

Quanto a Pugnaloni – risparmiando tre consiglieri, un paio di Assessorati e qualche poltrona, altrimenti di diritto a Progetto Osimo – si ritrova a ripartire distanziato di 1.245 voti e la sostanziale consapevolezza di un elettorato di Ginnetti ininfluente: un terzo al mare, un terzo a Latini e un terzo a Pugnaloni per questa nuova configurazione ai blocchi di partenza: Latini 7.754 voti e Pugnaloni 6.509

Restano in ballo leghisti, grillini, mariannini e pasquilenniani per 5.010 voti residui, anche questi da dividere in tre fette quasi uguali di 1.670 voti: finale di 9.424 a Latini (53.50%) contro 8.179 (46.50%) a Pugnaloni.

Probabilmente, nella realtà, il calo dei votanti sarà più marcato, attorno al 53%, ma questo non dovrebbe incidere sul risultato finale visto che il minor afflusso alle urne, abbassando il quorum, avvantaggia di fatto il candidato in vantaggio.

Tutti questi conteggi, compresi ultimi sondaggi telefonici circolanti nell’ambiente, sono ovviamente noti ai diretti interessati, rendendo ancor più indecifrabile la decisione di chi deve cercare di recuperare, rispetto al voto del 26 maggio, di rinunciare anche al tentativo.

Non essendo nel turno di ballottaggio, come Latini sa bene, previsto l’uscita del segno X in schedina e sapendo fin dall’inizio che il voto del 9 giugno non avrà appello prima del 2024, proviamo ad ipotizzare le cause di un reciproco no.


GINNETTI illustra ai due candidati rimasti, il programma di “PROGETTO OSIMO”

PUGNALONI: il Sindaco uscente, dopo aver sbagliato i conti con la Sigma di Pesaro, si è affidato ad un nuovo istituto di ricerca, temiamo non particolarmente qualificato, che lo ha indirizzato fuori strada… oppure dispone di un’arma segreta, ancora non immaginabile, capace di rovesciare l’esito della battaglia in corso; o punta tutto, certo di farcela, dando la stura a migliaia di elettori osimani, strategicamente tenuti lontani a maggio proprio per confondere l’avversario!

Si tratterebbe di una tattica mai utilizzata prima e tutta di scuola per la politica del futuro; tendiamo però a credere, più banalmente, che il fascino contadinesco di un Pugnaloni per cinque anni autotravestitosi abilmente in nuovo Bertoldo, sia venuto meno. E con esso il consenso.

Tornando a GINNETTI l’approfondimento necessiterebbe di troppi punti fermi che al momento, ad elezioni in corso, non è possibile svelare compiutamente.

Certo è che la strada per arrivare il prossimo anno all’amata Ancona e alla conquista del seggio regionale, pare tutta in forte salita.

Tralasciando gli aiutini di un Pd che nel 2020 avrà molto da pensare per se, oltre al fatto che, naufragando Pugnaloni, Ginnetti non potrà neanche contare sul rango istituzionale di Pugnaloni Sindaco… Ginnetti non potrà contare troppo neanche sulla macchina elettorale allestita in questo biennio.

Un conto, per Osimo progetto futuro, sarebbe stato avere visibilità – sotto forma di consiglieri comunali, Assessori e poltrone – e porsi nelle condizioni di affrontare le elezioni prossime venture senza pietire troppo la spinta piddina e tutt’altra cosa è rompere sostanzialmente le righe, dimenticati con la stessa fretta da votanti e addetti ai lavori. Che una verità al momento indicibile agli elettori sia nascosta in quel patto aletorio siglato a Cingoli?


 

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