DECINE DI COLPI TRA MARCHE E PUGLIA…
MA DI UNDICI BANDITI UNO SOLO È IN GALERA
In attesa di giudizio quattro ai domiciliari e sei a piede libero

DECINE DI COLPI TRA MARCHE E PUGLIA… MA DI UNDICI BANDITI UNO SOLO È IN GALERA In attesa di giudizio quattro ai domiciliari e sei a piede libero

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Game over all’operazione “Cash point” riguardante 11 malviventi pugliesi specializzati nell’assalto ai bancomat. Nella notte di venerdì 3 febbraio si sono

Giovanni Moro, 45 anni
– BRINDISI Individuato
come il capo della banda

concluse definitivamente le indagini condotte dal nucleo Operativo dei Carabinieri di Osimo ai danni di una banda di malavitosi brindisini, tutti pluri-pregiudicati, responsabili di svariati episodi nella loro regione e nelle Marche.

Gli undici arrestati sono accusati di aver messo a segno, da gennaio a settembre 2016, oltre 40 furti – di cui la metà già accertati e gli altri 20 ancora sotto indagine – contro sportelli bancomat (tra cui quello alla banca Popolare di Padiglione, colonnine self service di carburanti e gioiellerie per un danno patrimoniale complessivo stimato si aggira intorno al milione di euro!

I colpi hanno riguardato le province di Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Bari, Brindisi, Taranto e Lecce. Tre i casi nell’anconetano tra cui spicca l’episodio che ha portato all’arresto dell’intero gruppo, ovvero l’assalto alla Popolare.

Era il 9 aprile scorso quando la filiale di Padiglione venne presa di mira. Insolite e quindi particolari le modalità utilizzate. Il colpo fu consumato attraverso la tecnica dello sradicamento, ovvero sventrando la banca con un escavatore dotato di pala meccanica, mezzo rubato nel vicino cantiere della nuova sede della Lega del Filo D’oro. Una operazione ardita che ha messo i Carabinieri in condizione di far fruttare al meglio le indagini tese alla completa cattura del branco.

In collaborazione con i colleghi di Bari e Brindisi e il Tribunale di Ancona si è così giunti, venerdì scorso, all’applicazione di un’ordinanza cautelare ai

Cosimo Iurlaro, 42 anni
– BRINDISI

danni di 5 soggetti riconosciuti come promotori e diretti esecutori di gran parte dei colpi.

Si tratta del nullafacente Cosimo Iurlaro, 42 anni, nato e residente a Brindisi, classe 1975, coniugato, ritenuto il capo dell’organizzazione;

Giovanni Moro, operaio, 45 anni, pure nato e residente a Brindisi, coniugato e indicato tra i vertice della banda in qualità di braccio destro di Iurlaro.

Omar Bianco, 28 anni, macellaio, nativo di Mesagne ma residente a Brindisi, celibe;

Vincenzo Schiena, 39 anni, nullafacente, nato a Mesagne ma residente a Carovigno, celibe;

Marco Santoro Marco, 26 anni, pregiudicato, nullafacente, nato ad Ostuni, residente a Carovigno e domiciliato a Bari, celibe.

Incredibile a dirsi dei cinque ammanettati solo Giovanni Moro è stato tradotto in carcere presso la Casa circondariale di Brindisi; tutti gli altri quattro, già in stato di fermo dallo scorso 29 settembre, sono stati collocati dai giudici ai soli arresti domiciliari.

Vincenzo Schiena, 39 anni
– MESAGNE

Molto meglio è andato al resto del numeroso gruppo! Gli altri sei indagati dai Carabinieri resteranno ad attendere in libertà l’inevitabile rinvio a giudizio in quanto implicati in ruoli di minore rilevanza seppur contabilizzati a decine. Così va il mondo!

Si tratta di un pluri pregiudicato di Gallipoli, 60 anni, titolare di un’autodemolizione a Matino; di un agricoltore, 48 anni, pure pluri pregiudicato, di Brindisi; del basista marchigiano (ma nativo di Fucecchio in Toscana) di Porto Sant’Elpidio, 45 anni, nella vita un tranquillo lavoro da pasticcere, coniugato.

L’uomo, incensurato, si occupava soprattutto, tra un profiterole e un tiramisu, di individuare appartamenti nel Fermano, per lo più isolati e lontano da

occhi indiscreti, da utilizzare alla bisogna come tranquillo rifugio per coprire la banda dalle indagini delle primissime ore. Un produttivo extra lavoro che il pasticcere, non essendo sospettabile, ha saputo mettere a frutto per lunghi mesi.

A piede libero anche un 47enne di Modugno, coniugato, titolare di un’autodemolizione e ricettatore di auto rubate; un commerciante di Ostuni, 29 anni, celibe, tra i pochi del gruppo ad essere incensurato e infine, forse in virtù della par condicio, denunciato ma libero

Omar Bianco, 28 anni
– MESAGNE

anche il basista osimano di 44 anni, tale D.C.E., nativo di Mesagne, operaio, attore non protagonista nell’assalto al bancomat di Padiglione.

Stando a quanto hanno saputo ricostruire i Carabinieri si trattava di una banda di professionisti. I colpi venivano preparati nei minimi particolari, supportati da una conoscenza culturale e morfologica del territorio dovuta a specifici sopralluoghi.

I modus operandi prevedevano, di volta in volta, a seconda del caso, lo sventramento degli obiettivi (come per il bancomat della Popolare) oppure l’asportazione delle cassette con il denaro tramite la tecnica dello scoppio a mezzo deflagrazione.

In questo caso veniva iniettata nello sportello erogatore delle banconote una miscela di ossigeno e gas acetilene, utilizzando come innesco una scia di benzina. Entrambe le soluzioni prevedevano il ricorso a chiodi a tre punte che venivano lanciati sulla strada per ostacolare ogni tipo di inseguimento.

Per depistare le forze dell’ordine i membri della banda facevano uso di telefoni intestati a soggetti fittizi, ricorrevano a nomi in codice e – ingenuamente – comunicavano esclusivamente in stretto dialetto brindisino.

Interessante l’equipaggimaento della vettura blindata utilizzata per i colpi, una Audi RS6 di colore nero, valore commerciale di circa 130.000 euro, dotata

Marco Santoro, 26 anni
– OSTUNI

di un sistema scambiatore di targhe clonate, ovviamente tutte clonate. Il mezzo è stato rinvenuto a Porto Sant’Elpidio, nascosto in un garage preso in

affitto dal ladro-pasticcere.

«È stata un’indagine lunga e complessa ma terminata nel migliore dei modi – ha dichiarato il Capitano della Compagnia Carabinieri di Osimo Conforti – Si tratta di una banda itinerante ma con base pugliese. Per fortuna, a metterci sulla buona strada in fatto di indagini, il territorio marchigiano è un territorio ancora relativamente sicuro, grazie alla proficua collaborazione tra i cittadini e le forze dell’ordine».

Chiusa l’inchiesta con il bilancio di un arresto, quattro ai domiciliari e sei denunciati a piede libero, le indagini di “cash point” ora proseguiranno nella verifica di attribuire alla banda altri colpi ancora senza responsabili.

(Clicca qui per vedere il video di AnconaToday)

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