ORDINANZA, PUGNALONI RISPETTATO SOLO DAL CAFFÈ DEL CORSO!
TUTTI – MA PROPRIO TUTTI GLI ALTRI LOCALI – L’HANNO VIOLATA…

ORDINANZA, PUGNALONI RISPETTATO SOLO DAL CAFFÈ DEL CORSO! TUTTI – MA PROPRIO TUTTI GLI ALTRI LOCALI – L’HANNO VIOLATA…

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Vigili urbani troppo indulgenti vista la portata delle infrazioni. Privo di controlli, il Decreto declassato di fatto a mero esercizio declamatorio. A Iosilito, de “Il Caffè della Piazza”, la palma di situazione peggiore


L’ordinanza, cretina quanto vogliamo, c’era. E si sa le ordinanze, belle o brutte, non si commentano. Oddio, forse anche si. Puoi anche commentarle ma ciò che conta veramente – per tutte le ordinanze del mondo – è eseguirle. Renderle carne viva.
Altrimenti non siamo di fronte ad una ordinanza ma ad un giochino fatto di bolli, firme, notifiche e soprattutto parole, belle o brutte, utili solo per giustificare il pagamento dello stipendio a chi ha perso molto tempo per inventarle.
Nella fattispecie l’ordinanza 17178 pro ordine pubblico emanata giovedì dal Sindaco PUGNALONI, in previsione di eventi ad elevata affluenza (alla faccia dei DPCM di Conte e del rimontante Covid!) metteva e mette al bando la vendita di bevande racchiuse in qualsiasi tipo di contenitore: vetro, lattine e persino plastica (se con tappo).

Un plauso al titolare del “CAFFÈ DEL CORSO” MASSIMO GIOACCHINI, unico a rispettare le regole

Ora la partecipazione di pubblico, sabato sera, non è stata pari alle attese. Certo il migliaio di persone presenti mediamente per Corso Mazzini, migliaio scarso, non era quanto ci si aspettava. Forse la mancata folla ha un pò deluso chi puntava su più quantità (e magari maggior qualità in età media dei partecipanti = euro da spendere = più attenzione alla causa elettorale pro Pellegrini).
Ma neanche si può affermare che il mancato “pigia pigia” possa finir archiviato nel novero dei fiaschi completi.
Ora, pochi o tanti che siano stati i partecipanti, ai fini dell’ordinanza nulla cambiava. Chi doveva sapere… sapeva, chi doveva essere stato avvertito era puramente stato messo a conoscenza, chi doveva disporre… ha disposto, ma chi doveva controllare – in primis i Vigili urbani (emanazione vera del potere di Polizia comunale) – ha dato l’impressione di sentirsi a maggior agio voltandosi a destra, poi a sinistra.
Per non sbagliare, poi, le varie pattuglie dislocate in centro storico, tutte indistintamente, si sono ritrovate a chiudere, di fatto, un occhio e poi anche l’altro… col risultato, ad occhi chiusi e sguardo al muro, di non accorgersi di quanto avveniva in tutti i pubblici esercizi e anche tra la folla!
Ignorati decine di tavoli apprecchiati e decine di camerieri – di bar, ristoranti e geletarie – visti personalmente depositare di tutto: cestelli porta ghiaccio con bottiglie di ogni tipo, pericolosissimi flut di vetro, coppe con coktail alla vista coloratissimi e probabilmente anche prelibati, birre, birrette e birrine in lattina di ogna marca e varietà, alcolici e super come se piovesse e anche bottiglie di plastica a josa con acqua, naturale o più spesso gassata, mantenuta tale dal tappo ovviamente non “sequestrato”, come ordinanza comandava e continua a comandare. Chissà a chi.
Eppure l’ufficio stampa comunale aveva saputo, il messo comunale aveva notificato, l’Urp aveva pubblicato, persino tutti gli esercizi commerciali presenti nell’area erano stati pazientemente avvertiti, uno ad uno.
E così anche le varie associazioni di categoria, il Dipartimento per il territorio, il Suap e – attraverso posta elettronica certificata – persino Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza erano stati allertati. Seppur scarsamente motivati.
Un conto, infatti, è incaricare il neo Comandante Buscarini di attivare i propri uomini alla caccia dei soliti furbetti e altra cosa e sperare che a farlo – Cicero pro domo sua – siano gli uomini dello Stato, presenti per garantire il rispetto dell’ordine pubblico più che controllare le caratteristiche dei contenitori utilizzati per bere.

Così, nonostante le previste sanzioni pur previste – da 50 a 500 euro per ogni bicchiere in vetro utilizzato – la 17178 si è confermata per quello che doveva essere, declassata sul campo dai suoi stessi uomini… da legge a banale esercizio amministrativo declamatorio!
In mezzo a tanta tristezza civica spunta un’unica magra consolazione. Gli ombrelli, pure banditi dall’ordinanza, effettivamente non sono comparsi nel centro storico. Visto quanto successo per lattine, bottiglie e bicchieri temiamo che il successo vada più al meteo favorevole che all’improvvisa presa di coscienza dei mancati controllati e/o dei mancatissimi controllori.
Dulcis in fundo. In una città insofferente alle regole spunta una lodevole eccezione: protagonista in solitario del rispetto dell’ordinanza è il Caffè del Corso che, unico tra gli esercizi del centro storico, ha servito la propria clientela utilizzando i previsti bicchieri di carta e/o plastica.
Raggiunto per comunicare la notizia, il popolare Massimo Gioacchini ha così commentato: “Mi dispiace essere risultato l’unico in regola… dal momento che l’ordinanza è stata pensata per tutti. Del resto sono da 36 anni in prima linea e non si arriva ad accumulare tanto tempo senza il rispetto che serve per ogni norma”.


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