PASSATEMPO, ANNI DI ANGHERIE IN FAMIGLIA
PER C.R., SCATTANO LE MANETTE PREVENTIVE

PASSATEMPO, ANNI DI ANGHERIE IN FAMIGLIA PER C.R., SCATTANO LE MANETTE PREVENTIVE

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PASSATEMPO, ANNI DI ANGHERIE IN FAMIGLIA
PER C.R., SCATTANO LE MANETTE PREVENTIVE

L’uomo, 45 anni, da nove maltrattava i genitori che l’avevano riaccolto in casa

Ci sono voluti 9 anni di inferno; quelli toccati in sorte agli anziani genitori di un 45enne di Passatempo, “colpevoli” di aver riaccolto in casa il figliolo dopo un matrimonio andato in frantumi.
Ci sono voluti lunghi anni di angherie familiari, soprusi e vessazioni fino al limite della minaccia, dei maltrattamenti e delle lesioni vere e proprie, per buttar fuori di casa un figlio degenere e far riacquistare a mamma e papà, ormai 70enni, un minimo di serenità quotidiana.
Il provvedimento che ha riportato in famiglia, per quanto possibile, l’aria della perduta normalità, si è reso possibile grazie all’accoglimento da parte del Gip di numerose istanze degli stessi genitori che lamentavano, da tempo, una convivenza resa impossibile e ogni giorno sempre più difficile per le conseguenze dell’alcol e del gioco d’azzardo, giunto ormai ad essere vissuto in forma patologica.
L’uomo un artigiano di 45 anni, separato dal 2008 e già pregiudicato, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione diretti dal Maresciallo Marcello Iarba che, mercoledì sera, hanno atteso il rientro in casa di C.R., presso l’abitazione dei propri genitori, per far scattare le manette.
Il provvedimento cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari, in accordo con il giudice dell’udienza preliminare, era stato accordato giovedì scorso 19 ottobre quale forma cautelativa di altri possibili reati temuti dagli anziani genitori.
Ad una vita distrutta dall’alcol e dal vizio del gioco già a 36 anni, C.R. nel 2008 aveva aggiunto la separazione dalla moglie e l’amaro ritorno in famiglia.
Riaccolto in casa nel tentativo di aiutarlo a voltare pagina e rifarsi una vita, C.R. non è però mai riuscito ad andare, almeno vicino, all’apertura di una nuova fase della propria esistenza.
Anzi gli insuccessi e le frustrazioni raccolte sempre più speso, finivano sulle spalle dei genitori costretti a subire angherie con il passar del tempo sempre più pesanti… al punto da convincere i familiari a mettere da parte l’affetto verso quel figliolo uscito male e di decidere amaramente che la cosa più giusta da farsi, per salvare la famiglia e quel che restava della stessa dignità del figlio, fosse ormai l’intervento drastico dei Carabinieri.
Una decisione incresciosa, maturata nel tempo e seppur indispensabile vista la piega, senza ritorno, che la convivenza post matrimonio ha aggravato anzichè normalizzarsi con il trascorrere degli anni.
Ai polsi dell’uomo, all’oscuro della triste sorpresa, sono così scattate le manette nel mentre C.R. rientrava in casa per la cena.
Condotto negli uffici di via Saffi per l’attività procedurale di legge (fotosegnalamento e rilievi dattiloscopici) al passatempese veniva contestualmente notificato il provvedimento cautelare di arresto e la concessione dei domiciliari, presso l’ospedale “Umberto I” di Torrette, ovvero il centro di disintossicazione, come disposto dall’autorità giudiziaria mandante.
Entro i prossimi cinque giorni il colloquio di C.R. con il Gip consentirà al giudice di determinare la strada più consona da imboccare circa l’accusa di maltrattamenti in famiglia, minaccia e lesioni personali continuate e aggravate.
Per la famiglia che ha inevitabilmente assistito al blocco e ammanettamento del proprio congiunto, un amaro sospiro di sollievo.

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