mercoledì, 14 ottobre 2026

ADDIO AL "CAMERATA" CATENACCI: OSIMO CELEBRA IL CITTADINO ONORARIO ARBORE MA RENDE GIUSTIZIA AL GENIO DI BRACARDI

Dalle spiagge di Senigallia e le serate alla Rotonda, passando per i 32 anni di osimanità del testimonial della Lega del Filo d’Oro: perché, oltre alle scarpe senza lacci di Scarpantibus, il vero gigante d'impatto di "Alto Gradimento" resta il comico romano, scomparso lunedì all'età di 93 anni

Di Sandro Pangrazi | 14-ott-2026 4 min di lettura
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ADDIO AL "CAMERATA" CATENACCI: OSIMO CELEBRA IL CITTADINO ONORARIO ARBORE MA RENDE GIUSTIZIA AL GENIO DI BRACARDI

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di Sandro PANGRAZI

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Tra i tanti riconoscimenti storici conferiti all’ombra del Palazzo Comunale, la cittadinanza onoraria assegnata dalla città di Osimo al Maestro Renzo ARBORE occupa un posto di rilievo del secolo scorso.

Un legame profondo, rafforzato decennio dopo decennio dal suo straordinario impegno come storico testimonial della Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento nazionale per l'assistenza alle persone sordocieche con sede proprio a due passi da noi.

Tuttavia, se si sfogliano le pagine di quella gloriosa e irripetibile stagione radiofonica che fu Alto gradimento (gradino più alto della nascente popolarità radiofonica del concittadino), la narrazione rischia di apparire incompleta se dimentica chi, quel contenitore di musica e dischi, lo trasformò in un capolavoro insuperato della satira e dell'assurdo: Giorgio BRACARDI.

Ecco la storia di un successo epocale, raccontata nei passaggi essenziali, tra affetto locale, contese economiche e giustizia artistica.

Un "marchigiano ad honorem" per acclamazione popolare

A Osimo, come su tutta la costa adriatica, per decenni si è quasi creduto che Giorgio BRACARDI fosse marchigiano!

Le sue frequentatissime estati a Senigallia, i suoi tour, l'amore per la Rotonda e l'uso costante di battute e cadenze della nostra regione nei suoi sketch radiofonici, ne fecero nell'immaginario collettivo un vero e proprio marchigiano d'adozione.

Un legame viscerale con la nostra terra che ha alimentato per generazioni l'affetto del pubblico locale verso l'artista romano, scomparso lunedì, presso una casa di riposo di Fiano Romano (Roma), all'età di 93 anni.

Senza BRACARDI non ci sarebbe stato il fenomeno "Alto Gradimento"

Al di là dell'affetto locale, la questione è prima di tutto artistica.

Agli esordi, Alto gradimento era una gradevole trasmissione quotidiana di dischi e chiacchiere. 

È stato l'uragano comico di Giorgio BRACARDI – insieme al compianto Mario MARENCO – a far esplodere lo show radiofonico.

I suoi personaggi surreali (dall'incontebile gerarca Ermanno Catenacci, all'inviato speciale "senza lacci" Scarpantibus, fino a Max Vinella) e le sue travolgenti improvvisazioni scardinarono la radio ingessata dell'epoca, trasformando il programma in un fenomeno di costume senza precedenti, mai più avvicinato.

https://www.facebook.com/reel/1070572502482603 (Il gerarca Ermanno CATENACCI in una delle sue incredibili rievocazioni)

La polemica sui soldi: gettoni di presenza contro diritti d'autore

Negli ultimi anni, la storica sintonia tra i protagonisti si è incrinata per via delle durissime accuse lanciate da BRACARDI.

Il comico non ne ha fatto solo una questione di orgoglio, ma di portafoglio: "Noi prendevamo i gettoni di presenza, loro i diritti d'autore", ha denunciato a più riprese, accusando ARBORE e BONCOMPAGNI di essersi arricchiti alle loro spalle grazie al rinnovato format. 

Secondo BRACARDI, chi creava quotidianamente i contenuti con la propria genialità... percepiva le briciole rispetto a chi figurava sulla carta come autore e titolare del marchio. Accusa che potrebbe essere, se non de tutto vera, quantomeno verosimile.

Arbore vs Bracardi, ragione giuridica contro ragione sostanziale

Nello scontro tra i due giganti della radio emerge un chiaro paradosso:

  • ARBORE aveva ragione sul piano giuridico: in base ai contratti Rai degli anni '70, era lui con BONCOMPAGNI ad aver ideato e firmato il format, rispondendone formalmente e incassando legittimamente i diritti Siae.

  • ARBORE ha sempre risposto alle accuse con filosofia e affetto, definendo BRACARDI un "genio matto e imprevedibile" per evitare contenziosi.

  • BRACARDI aveva però ragione nella sostanza: essendo un programma basato al 90% sull'improvvisazione pura, il valore e la memoria del programma sono stati creati dalle battute e dai personaggi di BRACARDI, autore di fatto anche se non di diritto.

Il nodo della generosità e il tributo da Osimo

Se dal punto di vista legale ARBORE non doveva nulla, sul piano umano ed etico è difficile non comprendere l'amarezza di BRACARDI.

Una maggiore generosità spontanea – cogliendo l'occasione per co-firmare i brani, condividere i proventi dei progetti derivati o garantire un riconoscimento formale ed economico a chi aveva messo la "benzina super" nel motore – avrebbe evitato che un capolavoro della cultura pop italiana finisse sommerso dai rimpianti.

Per questo, da Osimo – città che riabbraccia con orgoglio ARBORE per i suoi meriti e per la vicinanza alla Lega del Filo d’Oro – è doveroso far partire anche un plauso sincero e un riconoscimento solenne al genio di Giorgio BRACARDI: il gigante d'impatto e di sostanza senza il quale la storia della comicità radiofonica italiana non sarebbe stata la stessa.

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