PREMIATE PURE LE INCHIESTE DI DON INSERO, CAPPELLANO RAI E MANAGER DELLA COMUNICAZIONE ECCLESIALE!
Il Festival del giornalismo d'assalto si arrende anche quest'anno ai salotti di Viale Mazzini, aspettando i passi di danza di Manuela Moreno, direttamente da Ballando con le Stelle. E intanto il Direttore Galeazzi predica alla camomilla su "dialogo e ponti". Appena 200 i presenti al fresco del chiostro San Francesco
Di Sandro Pangrazi
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05-set-2026
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9 min di lettura

https://www.facebook.com/alsolitoposto.osimo
Editoriale di Sandro PANGRAZI
Che c'azzecca l'informazione religiosa e la "crossmedialità" (?) a base di incenso con un Festival che si dice specializzato nelle inchieste giornalistiche?
È questa la domanda da un milione di dollari che si rincorreva ieri sera tra le mura del Chiostro di San Francesco, dove ha aperto i battenti la quindicesima edizione della kermesse intitolata al collega Gianni ROSSETTI e organizzata dal Circolo Ju-ter.
Ad assistere al debutto di un calendario itinerante infinito – che ci terrà compagnia sino al 26 settembre tra Osimo, Camerano, Filottrano e Ancona – si è radunato un pubblico di circa 200 persone, ovviamente e rigorosamente non paganti, fiondatesi in platea attirati dalla gratuità dell'evento prima ancora che dalla sete di verità.
Il primo vero "mistero" da decifrare della rassegna – cosa c'entra un prete col giornalismo di inchiesta? – è bperò rimasto inesplorato, nonostante il concetto sia stato racchiuso ed esaltato proprio nei paroloni stampati sulla pergamena consegnata al sacerdote.
È questa la domanda da un milione di dollari che si rincorreva ieri sera tra le mura del Chiostro di San Francesco, dove ha aperto i battenti la quindicesima edizione della kermesse intitolata al collega Gianni ROSSETTI e organizzata dal Circolo Ju-ter.
Ad assistere al debutto di un calendario itinerante infinito – che ci terrà compagnia sino al 26 settembre tra Osimo, Camerano, Filottrano e Ancona – si è radunato un pubblico di circa 200 persone, ovviamente e rigorosamente non paganti, fiondatesi in platea attirati dalla gratuità dell'evento prima ancora che dalla sete di verità.
Il primo vero "mistero" da decifrare della rassegna – cosa c'entra un prete col giornalismo di inchiesta? – è bperò rimasto inesplorato, nonostante il concetto sia stato racchiuso ed esaltato proprio nei paroloni stampati sulla pergamena consegnata al sacerdote.
GENERE, POLTRONE E "SINDACALISMO" LINGUISTICO: AD OSIMO LA CRUSCA SI FA AL CHIOSTRO
Ad attirare da subito l’attenzione dei puristi della lingua è stato un dettaglio stampato sulla pergamena del premio; uno svarione che profuma di svolta epocale o forse di sottile provocazione ideologica.
Il documento ufficiale recita testualmente: "La Presidente del Circolo Culturale Ju-ter club Osimo Silvia SIMONCINI".
Apriti cielo. In una città come Osimo, tradizionalmente abituata ai vecchi schemi, la scelta dell’articolo determinativo femminile ha fatto sobbalzare le prime file della platea.
Un'audacia linguistica che a qualcuno è parsa quasi un manifesto politico, una spallata al patriarcato culturale osimano consumata tra le mura del convento francescano.
C’è già chi giura di aver visto qualche esponente della destra locale digitare furiosamente sullo smartphone per chiedere un’interrogazione comunale d'urgenza sulla "declinazione di genere nei circoli cittadini".
Il documento ufficiale recita testualmente: "La Presidente del Circolo Culturale Ju-ter club Osimo Silvia SIMONCINI".
Apriti cielo. In una città come Osimo, tradizionalmente abituata ai vecchi schemi, la scelta dell’articolo determinativo femminile ha fatto sobbalzare le prime file della platea.
Un'audacia linguistica che a qualcuno è parsa quasi un manifesto politico, una spallata al patriarcato culturale osimano consumata tra le mura del convento francescano.
C’è già chi giura di aver visto qualche esponente della destra locale digitare furiosamente sullo smartphone per chiedere un’interrogazione comunale d'urgenza sulla "declinazione di genere nei circoli cittadini".
IL GRANDE MISTERO DELLA "CROSSMEDIALITÀ" MENTRE IL VERO GIORNALISMO VA IN ASILO POLITICO
Esaurita la prima serata, a festa finita, a foto di rito archiviata e pergamena consegnata, a fari spenti sorge la prima riflessione spontanea carica di perplessità.
Siamo partiti quindici anni fa sognando il Watergate e i reporter con l'impermeabile stropicciato che fanno tremare i palazzi...
e oggi dove approdiamo?
Al premio per la "crossmedialità" religiosa consegnato a Don Walter INSERO.
Un termine talmente astratto e pretenzioso che se provi a pronunciarlo al mercato del giovedì ti guardano come se avessi bestemmiato in aramaico antico.
La motivazione cartacea parla chiaro: “Per aver saputo coniugare l’attività accademica al massimo livello con il talento comunicativo attraverso le varie piattaforme mediatiche”.
Praticamente, un prete che sa usare Instagram e i mass media meglio di un influencer milanese, ma con la benedizione apostolica inclusa nel pacchetto.
Di questo passo, il prossimo anno il premio per l'inchiesta dell'anno lo daremo alla parrocchia che scopre chi ha rubato le candele votive.
Siamo partiti quindici anni fa sognando il Watergate e i reporter con l'impermeabile stropicciato che fanno tremare i palazzi...
e oggi dove approdiamo?
Al premio per la "crossmedialità" religiosa consegnato a Don Walter INSERO.
Un termine talmente astratto e pretenzioso che se provi a pronunciarlo al mercato del giovedì ti guardano come se avessi bestemmiato in aramaico antico.
La motivazione cartacea parla chiaro: “Per aver saputo coniugare l’attività accademica al massimo livello con il talento comunicativo attraverso le varie piattaforme mediatiche”.
Praticamente, un prete che sa usare Instagram e i mass media meglio di un influencer milanese, ma con la benedizione apostolica inclusa nel pacchetto.
Di questo passo, il prossimo anno il premio per l'inchiesta dell'anno lo daremo alla parrocchia che scopre chi ha rubato le candele votive.
Sirena ROSCIANI (Fratelli di Italia) posa accanto a don Walter
PROVA DI RESISTENZA: SEI INCHIESTE NON VALGONO UN'INTERVISTA DI FALCETTA
Ma la vera inchiesta della serata andava fatta sulla soglia di attenzione e sulla tenuta fisica dei presenti.
Per sviscerare i massimi sistemi della fede crossmediale, l'organizzazione ha infatti calato il solito asso pigliatutto, affidando il microfono, la conduzione e soprattutto le domande a Luca FALCETTA, chiamato a intervistare l'illustre ospite.
Un binomio d'area teologico-culturale che ha messo a dura prova la proverbiale pazienza osimana.
Ascoltare un fitto e ininterrotto botta e risposta su canali digitali, curie romane ed evangelizzazione catodica ha richiesto doti di resistenza spirituale non comuni.
Più di un presente, tra un concetto alto e l'altro, ha iniziato a guardare l'orologio rimpiangendo la rapidità dei vecchi sani interrogatori di polizia, nettamente più brevi e indolori di un approfondimento accademico al fresco del Chiostro.
Ma si sa, lo spessore culturale oggi esige i suoi tempi e i duecento non paganti del chiostro hanno stoicamente incassato il colpo senza battere ciglio.
Anche perché il vero segreto del successo del Festival risiede nella profonda, incrollabile e quasi commovente devozione che "la" Presidente Silvia SIMONCINI e l’intero stato maggiore del circolo Ju-ter club nutrono per il display televisivo.
Per loro il giornalismo non si fa nelle redazioni polverose o spulciando database digitali, ma si misura esclusivamente in pollici e share televisivo.
Se non hai passato almeno un decennio a bucare lo schermo di Rai o Mediaset, per il Ju-ter club semplicemente non esisti.
Per sviscerare i massimi sistemi della fede crossmediale, l'organizzazione ha infatti calato il solito asso pigliatutto, affidando il microfono, la conduzione e soprattutto le domande a Luca FALCETTA, chiamato a intervistare l'illustre ospite.
Un binomio d'area teologico-culturale che ha messo a dura prova la proverbiale pazienza osimana.
Ascoltare un fitto e ininterrotto botta e risposta su canali digitali, curie romane ed evangelizzazione catodica ha richiesto doti di resistenza spirituale non comuni.
Più di un presente, tra un concetto alto e l'altro, ha iniziato a guardare l'orologio rimpiangendo la rapidità dei vecchi sani interrogatori di polizia, nettamente più brevi e indolori di un approfondimento accademico al fresco del Chiostro.
Ma si sa, lo spessore culturale oggi esige i suoi tempi e i duecento non paganti del chiostro hanno stoicamente incassato il colpo senza battere ciglio.
Anche perché il vero segreto del successo del Festival risiede nella profonda, incrollabile e quasi commovente devozione che "la" Presidente Silvia SIMONCINI e l’intero stato maggiore del circolo Ju-ter club nutrono per il display televisivo.
Per loro il giornalismo non si fa nelle redazioni polverose o spulciando database digitali, ma si misura esclusivamente in pollici e share televisivo.
Se non hai passato almeno un decennio a bucare lo schermo di Rai o Mediaset, per il Ju-ter club semplicemente non esisti.
L'ENCICLICA DI GALEAZZI: QUANDO L'INCHIESTA DIVENTA UN "PONTE" (O UNA PASSERELLA)
A mettere il carico da undici sulla serata ci ha pensato su Rai3 il Direttore Artistico del Festival, Giacomo GALEAZZI, jesino come ROSSETTI, che non a caso fa il vaticanista per La Stampa e che della diplomazia curiale ha evidentemente assorbito pure la retorica poetica.
Sentite che roba: “La comunicazione diventa un modo per costruire canali di dialogo; approfondire un tema significa avere strumenti nuovi per capirlo.
Da 15 anni lo facciamo e siamo contenti perché vediamo una risposta straordinaria di pubblico.
Soprattutto tutti i premiati sono rimasti legati al territorio”.
Capito? L'inchiesta non deve più denunciare, scovare il marcio o rompere le scatole ai potenti.
No, l'inchiesta secondo GALEAZZI deve "creare ponti" e "costruire canali di dialogo".
Praticamente una camomilla culturale distribuita gratuitamente alla cittadinanza.
Scorrendo l'albo d'oro delle scorse edizioni citato con orgoglio – Giovanna BOTTERI, Domenico QUIRICO, don Aldo BONAIUTO, Giovanni MINOLI, Massimo GIANNINI, Massimo GILETTI e perfino Sigfrido RANUCCI – viene quasi il dubbio che più che passarsi il testimone dell’indagine giornalistica, i premiati si passino direttamente il pass per i camerini di Viale Mazzini.
Una sfilata di star convinte sino al midollo che il giornalismo d'inchiesta passi esclusivamente per il vecchio tubo catodico o per i grandi numeri di fruizione dei talk show.
Sentite che roba: “La comunicazione diventa un modo per costruire canali di dialogo; approfondire un tema significa avere strumenti nuovi per capirlo.
Da 15 anni lo facciamo e siamo contenti perché vediamo una risposta straordinaria di pubblico.
Soprattutto tutti i premiati sono rimasti legati al territorio”.
Capito? L'inchiesta non deve più denunciare, scovare il marcio o rompere le scatole ai potenti.
No, l'inchiesta secondo GALEAZZI deve "creare ponti" e "costruire canali di dialogo".
Praticamente una camomilla culturale distribuita gratuitamente alla cittadinanza.
Scorrendo l'albo d'oro delle scorse edizioni citato con orgoglio – Giovanna BOTTERI, Domenico QUIRICO, don Aldo BONAIUTO, Giovanni MINOLI, Massimo GIANNINI, Massimo GILETTI e perfino Sigfrido RANUCCI – viene quasi il dubbio che più che passarsi il testimone dell’indagine giornalistica, i premiati si passino direttamente il pass per i camerini di Viale Mazzini.
Una sfilata di star convinte sino al midollo che il giornalismo d'inchiesta passi esclusivamente per il vecchio tubo catodico o per i grandi numeri di fruizione dei talk show.
IDENTIKIT DI UN INVESTIGATORE IN TONACA: CHI È DON WALTER INSERO?
Accendiamo ora un faro, speriamo non accecante, sul premiato di serata.
Chi è don Walter INSERO e, soprattutto, qual è la sua clamorosa attività "investigativa"?
Nato a Caserta nel 1975, il nostro super-premiato vanta un curriculum da Direttore di rete: docente alla Gregoriana, consultore vaticano, ma soprattutto Cappellano della Rai.
L'uomo che celebra messe mattutine per i dipendenti della Tv di Stato e che ha officiato i funerali pop di Maurizio COSTANZO e Michela MURGIA.
E sul fronte delle inchieste? Nulla.
Le uniche indagini approfondite attribuibili a don Walter sembrano riguardare i dati Auditel della Santa Messa domenicale o la ricerca del testo perfetto per spiegare ai fedeli che si può comunicare con i defunti tramite i social.
Un abilissimo manager della comunicazione ecclesiale.
Ma premiarlo a un festival del giornalismo d'inchiesta è come conferire il Premio Nobel per la Fisica al mago FOREST solo perché fa sparire i mazzi di carte in televisione.
GALEAZZI ci spiega però che il linguaggio di INSERO è "globale, quello ecclesiale della Chiesa, della grande visione mondiale della Santa Sede".
E per non smentirsi, il prosieguo del cartellone promette altre perle di "giornalismo d'assalto" catodico: in arrivo ci sono infatti Alessio ZUCCHINI e Nunzia DE GIROLAMO, lodati perché "hanno un linguaggio televisivo che ha portato al grande pubblico anche temi importanti".
Il picco dell'inchiesta? GALEAZZI ricorda estasiato che la DE GIROLAMO ha intervistato il Segretario di Stato Cardinal PAROLIN "che di solito non fa interviste".
Un colpo da maestro per portare il linguaggio televisivo al livello dei grandi numeri di fruizione, insomma: il massimo del brivido della perquisizione giornalistica tramutato in un salotto diplomatico senza rischi.
Non paghi, nel cast del Festival vedremo sfilare pure Manuela MORENO, attualmente impegnata a Ballando con le Stelle.
Restiamo in trepidante attesa di capire quale scottante verità scoperchierà tra un passo doble e una rumba.
Chi è don Walter INSERO e, soprattutto, qual è la sua clamorosa attività "investigativa"?
Nato a Caserta nel 1975, il nostro super-premiato vanta un curriculum da Direttore di rete: docente alla Gregoriana, consultore vaticano, ma soprattutto Cappellano della Rai.
L'uomo che celebra messe mattutine per i dipendenti della Tv di Stato e che ha officiato i funerali pop di Maurizio COSTANZO e Michela MURGIA.
E sul fronte delle inchieste? Nulla.
Le uniche indagini approfondite attribuibili a don Walter sembrano riguardare i dati Auditel della Santa Messa domenicale o la ricerca del testo perfetto per spiegare ai fedeli che si può comunicare con i defunti tramite i social.
Un abilissimo manager della comunicazione ecclesiale.
Ma premiarlo a un festival del giornalismo d'inchiesta è come conferire il Premio Nobel per la Fisica al mago FOREST solo perché fa sparire i mazzi di carte in televisione.
GALEAZZI ci spiega però che il linguaggio di INSERO è "globale, quello ecclesiale della Chiesa, della grande visione mondiale della Santa Sede".
E per non smentirsi, il prosieguo del cartellone promette altre perle di "giornalismo d'assalto" catodico: in arrivo ci sono infatti Alessio ZUCCHINI e Nunzia DE GIROLAMO, lodati perché "hanno un linguaggio televisivo che ha portato al grande pubblico anche temi importanti".
Il picco dell'inchiesta? GALEAZZI ricorda estasiato che la DE GIROLAMO ha intervistato il Segretario di Stato Cardinal PAROLIN "che di solito non fa interviste".
Un colpo da maestro per portare il linguaggio televisivo al livello dei grandi numeri di fruizione, insomma: il massimo del brivido della perquisizione giornalistica tramutato in un salotto diplomatico senza rischi.
Non paghi, nel cast del Festival vedremo sfilare pure Manuela MORENO, attualmente impegnata a Ballando con le Stelle.
Restiamo in trepidante attesa di capire quale scottante verità scoperchierà tra un passo doble e una rumba.
L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE: DAL CAPPELLANO RAI A DON PAOLO VOLPE (DA PARIGI CON FURORE)
In fondo, agli osimani più anziani sarà scesa una lacrimuccia di nostalgia.
Inutile girarci intorno: Don Walter non è altro che un Don Paolo VOLPE elevato alla potenza del digitale e moltiplicato dalle telecamere di Rai 1.
La matrice antropologico-osimana è la stessa, solo che mentre Don Walter si godeva gli applausi della Osimo bene e dei duecento non paganti tramortiti dalle domande di FALCETTA, il nostro indomito Don Paolo VOLPE stava portando a compimento la sua personale inchiesta sul campo.
La sua parrocchia a Villa Costantina di Loreto può aspettare, un passo indietro rispetto all'ultima bomba geopolitica riguardante la scuola: fresco di trasloco all'Alberghiero "Einstein-Nebbia" di Loreto, Don Paolo è comunque riuscito a prendere il volo alla volta di Parigi, in modalità rigorosamente "clandestina", per accompagnare gli ex suoi ragazzi del Campana Corridoni in un viaggio studio di sette giorni.
Capito il livello? Altro che le interviste filtratissime al Cardinal PAROLIN.
Qui c'è un prete d'azione che pur di non abbandonare i suoi studenti scavalca i palinsesti e le burocrazie ministeriali e va dritto all'obiettivo oltralpe.
Ma la SIMONCINI e GALEAZZI preferiscono guardare Viale Mazzini.
Inutile girarci intorno: Don Walter non è altro che un Don Paolo VOLPE elevato alla potenza del digitale e moltiplicato dalle telecamere di Rai 1.
La matrice antropologico-osimana è la stessa, solo che mentre Don Walter si godeva gli applausi della Osimo bene e dei duecento non paganti tramortiti dalle domande di FALCETTA, il nostro indomito Don Paolo VOLPE stava portando a compimento la sua personale inchiesta sul campo.
La sua parrocchia a Villa Costantina di Loreto può aspettare, un passo indietro rispetto all'ultima bomba geopolitica riguardante la scuola: fresco di trasloco all'Alberghiero "Einstein-Nebbia" di Loreto, Don Paolo è comunque riuscito a prendere il volo alla volta di Parigi, in modalità rigorosamente "clandestina", per accompagnare gli ex suoi ragazzi del Campana Corridoni in un viaggio studio di sette giorni.
Capito il livello? Altro che le interviste filtratissime al Cardinal PAROLIN.
Qui c'è un prete d'azione che pur di non abbandonare i suoi studenti scavalca i palinsesti e le burocrazie ministeriali e va dritto all'obiettivo oltralpe.
Ma la SIMONCINI e GALEAZZI preferiscono guardare Viale Mazzini.
A firma de "La Presidente Silvia SIMONCINI
P.S. – PROFEZIE SOCIAL E "SPESSORI" EMPATICI: LA SIMONCINI VEDE E PREVEDE
Mentre i tipografi stavano già per mandare in macchina il pezzo, la Presidente Silvia SIMONCINI ha deciso di affidare ai social la sua personale enciclica post-serata.
Una dichiarazione d’amore professionale e spirituale che rasenta l'estasi: “Un onore ed un privilegio avere conosciuto Don Walter Insero: una persona di grande spessore culturale ed umano, un giornalista coscienzioso che esercita il suo mestiere con empatia e generosità, un sacerdote che tocca il cuore delle persone con il suo eccezionale e straordinario carisma.
A presto Don Walter perché so, che presto, lo sarà davvero”.
Giornalista?
Mestiere?
Ci eravamo persi il momento in cui il Cappellano della Rai avesse preso il tesserino da cronista d'assalto per andare a fare i turni di notte, ma tant'è: ad Osimo le carriere si decretano a colpi di post su Facebook.
Il vero brivido, però, scorre lungo la schiena quando la Presidente si lancia nella premonizione finale: “...perché so, che presto, lo sarà davvero”.
Cosa sa la SIMONCINI che noi comuni mortali non sappiamo?
Che Don Walter diventerà presto Vescovo della diocesi?
O che subentrerà all'Alberghiero di Loreto al posto del latitante parigino Don Paolo VOLPE?
Nel dubbio, la foto a corredo del post ci mostra i due sorridenti davanti al cartellone.
Lui sereno con il colletto immacolato, lei con lo sguardo fiero di chi ha appena catturato il pezzo più raro del palinsesto Rai da esibire nel cortile di casa.
Restate sintonizzati, perché la profezia potrebbe continuare.
Una dichiarazione d’amore professionale e spirituale che rasenta l'estasi: “Un onore ed un privilegio avere conosciuto Don Walter Insero: una persona di grande spessore culturale ed umano, un giornalista coscienzioso che esercita il suo mestiere con empatia e generosità, un sacerdote che tocca il cuore delle persone con il suo eccezionale e straordinario carisma.
A presto Don Walter perché so, che presto, lo sarà davvero”.
Giornalista?
Mestiere?
Ci eravamo persi il momento in cui il Cappellano della Rai avesse preso il tesserino da cronista d'assalto per andare a fare i turni di notte, ma tant'è: ad Osimo le carriere si decretano a colpi di post su Facebook.
Il vero brivido, però, scorre lungo la schiena quando la Presidente si lancia nella premonizione finale: “...perché so, che presto, lo sarà davvero”.
Cosa sa la SIMONCINI che noi comuni mortali non sappiamo?
Che Don Walter diventerà presto Vescovo della diocesi?
O che subentrerà all'Alberghiero di Loreto al posto del latitante parigino Don Paolo VOLPE?
Nel dubbio, la foto a corredo del post ci mostra i due sorridenti davanti al cartellone.
Lui sereno con il colletto immacolato, lei con lo sguardo fiero di chi ha appena catturato il pezzo più raro del palinsesto Rai da esibire nel cortile di casa.
Restate sintonizzati, perché la profezia potrebbe continuare.
La nostra inchiesta sul Festival, pure.
Iban Sandro PANGRAZI: IT79 J360 8105 1382 3380 9433 812
(Causale: Per un giornalismo che non passa inosservato)
PostePay: 4023 6013 6599 0332
PayPal: https://paypal.me/osimooggiblog
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