giovedì, 22 ottobre 2026

CAMPANA, VERSO LA NOMINA-BIS DELLA CHIAPPA: SE PASSASSE PANGRAZI SAREBBE COMMISSARIAMENTO O TRIBUNALE CIVILE PER GIACCO

Scatta l'operazione sanatoria della maggioranza che in due mosse, oggi e giovedì prossimo, punta a blindare il seggio con la ri-nomina di Liana Chiappa. Se per ipotesi l’opposizione dovesse spuntarla, ottenendo Gianlorenzo Pangrazi, la Presidenza Giacco crollerebbe stretto in una tenaglia senza via d'uscita ma pur sempre valutata positivamente dal Centro-Sinistra: costringere Fdi e Piraniani ad una causa civile (sulla scia del precedente 2023 con il giudice Merletti) o accettare le dimissioni in massa di tre consiglieri su cinque e l’azzeramento del CdA per mano di un Commissario ad acta

Di Sandro Pangrazi | 21-ott-2026 6 min di lettura
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CAMPANA, VERSO LA NOMINA-BIS DELLA CHIAPPA: SE PASSASSE PANGRAZI SAREBBE COMMISSARIAMENTO O TRIBUNALE CIVILE PER GIACCO

 

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di Sandro PANGRAZI

Intricatissima ma sempre più politicamente emoziante vicenda Campana : mettiamo per un attimo da parte le strategie d'aula, i cavilli procedurali e le trincee della maggioranza. 

Ipotizziamo, per pura ipotesi di scuola, che un domani si verifichi l'incastro finora ritenuto impossibile dalla politica: cosa accadrebbe se Gianlorenzo PANGRAZI, in un modo o nell'altro, dovesse riuscire ad ottenere davvero, dal Consiglio comunale, il pass ufficiale per entrare a far parte del CdA dell'Istituto Campana?

A ben guardare, dopo l'ormia nota sentenza del Tar del 14 ottobre, l'Amministrazione GLORIO ha di fronte a sé due sole opzioni, una opposta all'altra:

  1. Cedere alla decisione dei giudici, prendendo atto della sentenza e aprendo così le porte del CdA all'esponente di Fratelli d'Italia.

  2. Forzare la mano con una "Nomina-bis", ovvero ri-votare Liana CHIAPPA nella seduta già programmata del 29 ottobre e rilanciare la palla nel campo dell'opposizione, costringendola a cedere o affrontare un nuovo ricorso amministrativo, stile tale e quale show.

L'ipotesi di un appello al Consiglio di Stato appare infatti ormai superata dai fatti, vista la scelta del Comune di mettere subito all'ordine del giorno, giovedì del 29 ottobre in proseguimento della seduta di questo pomeriggio, la nuova nomina.

La rotta di Palazzo Comunale sembrerebbe dunque segnata e logica: evitare il costoso Consiglio di Stato (e i danni di immagine in caso di sconfitta) e blindare la CHIAPPA per disinnescare la tenaglia stretta da Fratelli d'Italia e Piraniani.

Ma cosa accadrebbe se questo muro d'aula dovesse per qualche ragione crollare e PANGRAZI riuscire comunque a spuntarla?

Si innescherebbe sull'Ente (che, detto per inciso, non distribuisce una lira ai componenti, salvo la gloria dell'immagine politico-amministrativa) l'ennesimo terremoto istituzionale. 

L'ingresso di Gianlorenzo PANGRAZI non rappresenterebbe infatti un semplice avvicendamento di nomi, ma la miccia destinata a far saltare in aria la Presidenza dell'ex On. Luigi GIACCO, chiudendola in una tenaglia senza troppe via d'uscita.

La doppia trappola per la Presidenza GIACCO

Se infatti PANGRAZI dovesse varcare la soglia del CdA al posto di Liana CHIAPPA (rappresentante della scelta del Consigliere "misto" Simone GABBANELLI, unico stranamente in silenzio della compagnia), l'equilibrio di Palazzo Campana crollerebbe in pochi giorni o settimane sotto un doppio colpo mortale:

  1. Il vizio retroattivo sul passato (Il quorum azzerato): ad agosto Luigi GIACCO fu eletto Presidente con 3 voti favorevoli (il suo, quello di CINTIOLI e quello determinante della CHIAPPA) e 2 astensioni.

  2. Con la cancellazione della CHIAPPA e l'ingresso di PANGRAZI, i voti validi che hanno incoronato GIACCO scenderebbero a soli 2. Esattamente al di sotto del quorum minimo di 3 voti espressamente preteso dallo Statuto.

  3. La nuova maggioranza per il futuro (3 voti su 5): con PANGRAZI insediato, l'asse formato dalle minoranze e dalla rappresentanza regionale/Ufficio scolastico regionale, conquisterebbe la virtuale maggioranza assoluta di 3 voti su 5 all'interno del CdA.

Partendo da questo presupposto possibile ma almeno soltanto teorico, per la governance del Campana a questo punto si aprirebbero due sole strade alternative, entrambe obbligate, ovviamente a scelta.

SCENARIO 1 / Il ricorso in Tribunale Civile (La via del Processo)

Ottenuto il via libera per PANGRAZI, il Centro-Destra potrebbe impugnare direttamente davanti al Tribunale Civile di Ancona la delibera estiva di elezione di GIACCO a Presidente, avvenuta l'8 agosto.

  • Il precedente bomba: il ricorso poggerebbe sulla sentenza del giudice MERLETTI del luglio 2023, che fece decadere l'allora Presidente Gilberta GIACCHETTI per vizi sulla composizione dell'organo e sul rispetto del quorum, essendo stata votata solo da 4 Consiglieri e non dall'intero Cda formato da 5 componenti.. 

  • Dimostrando in Tribunale che senza la CHIAPPA il quorum di 3 voti ad agosto sarebbe risultato inesistente, l'elezione di GIACCO decadrebbe per difetto originario.

  • I tempi però non aiutano: si tratta di imboccare la strada del logoramento: da 12 a 24 mesi, almeno, se non più, di causa civile, con l'Ente di fatto bloccato nel limbo dei ricorsi.

SCENARIO 2 / Scatta il "tutti a casa" e arriva il Commissario ad Acta

È la mossa d'attacco immediata che la nuova maggioranza potenziale in CdA potebbe azionare il giorno stesso dell'insediamento di PANGRAZI.

  • La sfiducia e la caduta: forte dei 3 voti su 5 (PANGRAZI + il rappresentante della Regione ALESSANDRINI PASSARINI + il delegato Usr GRACIOTTI), il nuovo blocco d'aula metterebbe ai voti la formale sfiducia a Luigi GIACCO.

  • Di fronte a un rifiuto di dimissioni da parte dell'ex tre volte deputato progressista, i 3 consiglieri non avrebbero altra scelta diversa dal rassegnare contestualmente il proprio mandato. Con le dimissioni in bloco di 3 componenti su 5 il CdA decadrebbe ipso facto.

  • L'arrivo del "terzo personaggio": trattandosi di una Fondazione/Ente Morale di diritto privato, la Prefettura o la Regione Marche azionerebbero l'articolo 25 del Codice Civile, nominando un Commissario ad acta esterno super partes.

  • Un gestore temporaneo con il solo compito di garantire l'ordinario e costringere la politica a rifare da capo tutte e 5 le nomine.

Le contromosse del Comune: l'operazione GABBANELLI

È precisamente per sventare (o arrivare il più tardi possibile) a questo scenario che la maggioranza sta preparando la trincea del 29 ottobre, anticipata dal passaggio procedurale di oggi:

  • La sanatoria GABBANELLI (22 ottobre): Simone GABBANELLI formalizza questo pomeriggio, tra mille e più polemiche in Sala Gialla, il passaggio tra le fila delle minoranze, regolarizzare la rappresentanza d'aula e soprattutto rimuovendo il vizio procedurale della presenza nelle Commissioni consiliari in rappresentanza della maggioranza a cui era legato sino al 2 luglio, riscontrato dal TAR.

  • La Nomina-bis (29 ottobre): scartata la via del Consiglio di Stato, la maggioranza, salvo sorpresissime, sfrutterà l'ordine del giorno per votare la ri-elezione di Liana CHIAPPA, rilanciando di fatto la palla nel campo dell'opposizione e sbarrando la strada a PANGRAZI almeno per qualche mese e con più solidi presupposti di merito.

Il verdetto

Accantonando l'appello in prima istanza al Consiglio di Stato, la maggioranza-GLORIO cercherà di addebitare al Centro-Destra l'onere delle operazioni politico-legali, ri-nominando Liana CHIAPPA già il prossimo 29 ottobre.

Fin qui quanto, delle due l'una, accadrà inevitabilmente.

Se poi, per un imprevedibile cortocircuito politico o legale PANGRAZI, dovesse davvero spuntarla sino ad ottenere il pass della Sala Gialla al posto della CHIAPPA, la Presidenza GIACCO risulterebbe spazzata via ma solo dopo un estenuante processo in Tribunale Civile o attraverso l'immediato arrivo di un Commissario ad acta che azzerebbe l'intera vicenda, riportando come per magia il calendario alla primavera scorsa.

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