mercoledì, 14 ottobre 2026

DAL PASTICCIACCIO BRUTTO DI GABBANELLI ALLA DORMITA DI FLAMINI E GIORGIO: ORA IL RIORDINO DELLE COMMISSIONI È PRIORITÀ

Riconosciuto il vizio d'istruttoria censurato dal TAR a Presidente del Consiglio comunale e Segretario, la messa a norma della IIIª Commissione rappresenta il passaggio preliminare e indilazionabile in Sala Gialla: un riordino procedurale destinato a sanare alla radice l'errore d'origine e a spalancare la strada alla nuova votazione per la nomina bis di Liana Chiappa nel CdA dell'Istituto Campana

Di Sandro Pangrazi | 14-ott-2026 4 min di lettura
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DAL PASTICCIACCIO BRUTTO DI GABBANELLI ALLA DORMITA DI FLAMINI E GIORGIO: ORA IL RIORDINO DELLE COMMISSIONI È PRIORITÀ

 

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di Sandro PANGRAZI

Un clamoroso scivolone individuale ha aperto la strada a un devastante autogol collettivo, mossa a dir poco sbadata che ha investito per l'ennesima volta il vertice del Campana.

L’annullamento della nomina di Liana CHIAPPA nel CdA dell’Istituto Campana, firmato stamani dal Tar Marche con la sentenza numero 1136, non è frutto di una complessa vertenza di merito, ma bensì il prodotto diretto di una a dir poco grave disattenzione procedurale consumatasi dentro la Sala Gialla.

Un banale vizio di forma partito dal singolo Consigliere e scivolato, invisibile, lungo i vertici dell'aula, che oggi impone all'Amministrazione una sola priorità indilazionabile: riordinare la composizione delle Commissioni consiliari prima di azzardare qualsiasi ritorno al voto a prescindere dal Campana stesso.

LA DISATTENZIONE DI GABBANELLI (L'Innesco dell'Errore)

La mattina del 2 luglio, Simone GABBANELLI formalizza via Pec il proprio passaggio al gruppo Misto, ma commette la leggerezza procedurale che condizionerà l'intera vicenda: omette di rassegnare le dimissioni dalla IIIª Commissione consiliare permanente (Territorio, Ambiente e Lavori Pubblici), nella quale era stato designato in quota maggioranza.

Pretendere di votare poche ore dopo - come è successo - il rappresentante delle minoranze al Campana, mantenendo la titolarità della poltrona in III Commissione in quota maggioranza, ha consegnato alle opposizioni la prova documentale del mancato perfezionamento del distacco formale, ergo la vittoria al Tar.

L'AUTOGOL DELLA PRESIDENZA, DEL SEGRETARIO E DEI CAPIGRUPPO (La Catena d'Inerzia)

Invece di disporre i necessari aggiustamenti, la catena di controllo d'aula si paralizza.

La Presidenza del Consiglio Comunale guidata da Eliana FLAMINI incassa la Pec senza sollevare la palese incongruenza e senza avviare la surroga per riequilibrare la III Commissione.

Contestualmente i Capigruppo di maggioranza — Giorgio CAMPANARI (PD) e Marika MENGONI (Lista Glorio) — difettano nella vigilanza burocratica.

A completare il quadro, come non bastasse, si aggiunge persino la figura notarile del Segretario Generale Mariagrazia GIORGIO, garante della legalità e dell'assistenza giuridico-amministrativa d'aula, che in seduta non rileva né verbalizza la carenza istruttoria legata alla permanenza di GABBANELLI nella III Commissione in qualità di maggioranza, lasciando che il vizio formale infetti la delibera.

LA SANATORIA PRELIMINARE DELLE COMMISSIONI (Il Primo Passaggio Obbligato)

Avendo il Tar Marche annullato la precedente delibera, l'Amministrazione non può limitarsi a una semplice pezza formale, ma deve ora esercitare la cosiddetta riedizione del potere nel rispetto delle prescrizioni dei giudici.

Prima di poter anche solo calendarizzare una nuova votazione per l'Istituto Campana, la Presidenza del Consiglio, i Capigruppo e la Segreteria Generale devono inftti adempiere a un passaggio propedeutico e indilazionabile: prendere atto in via ufficiale della nuova geografia consiliare, nominare un nuovo Commissario di maggioranza in IIIª Commissione al posto di GABBANELLI e formalizzare l'incardinamento di quest'ultimo nel Gruppo Misto, rimuovendo alla radice il vizio istruttorio rilevato dalla sentenza.

LA SECONDA VOTAZIONE IN SALA GIALLA (L'Atto Decisivo)

Solo una volta che il quadro delle Commissioni e dei Gruppi consiliari sarà stato riallineato e verbalizzato, la delibera sul terzo membro del CdA del Campana potrà tornare all'ordine del giorno dell'assemblea.

Svolgere la votazione dopo aver rimosso il difetto di istruttoria iniziale permetterà quindi al Consiglio comunale di esprimere una delibera fondata su premesse formali del tutto regolari.

 

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LA BLINDATURA LEGALE FINALE (Il Consolidamento ex Post)

A mettere definitivamente al riparo la nuova procedura interviene il fattore tempo.

A distanza di mesi, l'appartenenza al Gruppo Misto di GABBANELLI non è più un atto istantaneo da chiarire, ma un fatto storico e anagrafico consolidato negli atti dell'Ente. Ergo, una volta riordinati i registri interni, la qualifica di membro appartenente a un gruppo non di maggioranza risponderà appieno ai requisiti previsti dallo Statuto del Campana. 

In tal modo il rispetto del divieto di mandato imperativo (art. 67 Costituzione) e i limiti di giurisdizione del giudice amministrativo — che controlla la legittimità formale ma non il merito politico — renderanno la nuova nomina, CHIAPPA bis o chi sarà, del tutto inattaccabile.

Sanato, dunque, l'errore d'origine con il riordino della III Commissione e blindato il ruolo di GABBANELLI a minoranza effettiva e non solo di facciata, la contesa legale sul Campana parrebbe destinata a chiudersi definitivamente con un nulla di fatto; costoso per l'Amministrazione GLORIO non tanto in termini procedurali, ma di immagine.

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