sabato, 10 ottobre 2026

DALLO STANZINO DEI MESSI AL RITORNO IN DIVISA, IL RISCATTO DI DUE VIGILI URBANI DOPO DUE ANNI DI VELENI

La pattuglia Palombi-Biondi della Polizia Locale era finita nel 2024 nel mirino del Comando per un regolare intervento di istituto. La magistratura ha cancellato le accuse ordinando l'immediato reintegro nei ranghi

Di Sandro Pangrazi | 10-ott-2026 5 min di lettura
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DALLO STANZINO DEI MESSI AL RITORNO IN DIVISA, IL RISCATTO DI DUE VIGILI URBANI DOPO DUE ANNI DI VELENI
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di Sandro PANGRAZI
 
Dopo due anni di purgatorio, demansionamenti e confini forzati nei più sperduti uffici amministrativi, da questo pomeriggio due agenti della Polizia Locale tornano ufficialmente in strada, con divisa e armi d'ordinanza.
La magistratura penale ha archiviato le accuse nate da un controllo ispettivo vecchio di circa due anni, rivelatosi alla resa dei conti un legittimo intervento di servizio.
Ora per l'Ente comunale si apre il probabile nodo dei risarcimenti, mentre a rischiare appaiono i vertici - Comandante facente funzioni e Dirigenti Affari generali - che hanno istruito e firmato la pratica: rischiano di pagare i danni di tasca propria.

Il giorno del riscatto e il precedente storico
Il tanto atteso giorno del riscatto è appena arrivato; da questo pomeriggio gli agenti della Polizia Locale Natascia PALOMBI e Sandro BIONDI sono rientrati ufficialmente in servizio attivo.
Divisa indosso, armi d'ordinanza riconsegnate e via al turno di pattuglia.
Si chiude così, con un fatto certo che sancisce la riabilitazione totale dei due operatori, una complessa vicenda iniziata circa due anni fa e nata da quello che oggi assume i contorni di un vero e proprio "blitz-trappola", ordito nel 2024 dai vertici del Comando. Una mossa muscolare che si è trasformata in una disfatta istituzionale ed economica senza precedenti per l'Amministrazione comunale di Osimo, fatto salvo un lontanissimo episodio, anni '90, ai tempi dell'allora Comandante Carlo NICOLETTI.
 
L'ispezione al supermercato e la caccia all'uomo
La storia trae origine da un accertamento ispettivo di circa due anni fa all'interno di un supermercato situato nelle immediate vicinanze della caserma di via Molino Mensa. Quella che la Daniele BUSCARINI, appoggiato dalla dirigenza di Mauro SOPRANZETTI, aveva pesantemente ipotizzato come un'infrazione in orario di lavoro, facendo scattare una pesante denuncia penale per presunti illeciti legati ai doveri d'ufficio, si è rivelata tutt'altro nelle aule di tribunale.
La pattuglia si trovava effettivamente in quel market perché, come sempre sostenuto, regolarmente chiamata per motivi di servizio.
A rendere la dinamica ancora più inquieta è il retroscena emerso sui motivi del controllo. Sulla scena fece la sua improvvisa comparsa una pattuglia spedita sul posto dal Comandante facente funzioni - allora come oggi l'ufficiale Daniele BUSCARINI - il quale, secondo quanto ricostruito, da tempo si era messo sulle piste dei due tallonandoli da vicino nel tentativo di coglierli in fallo.
Una caccia all'uomo interna, parrebbe persino non l'unica, che spiegherebbe la fretta accecante con cui l'ufficiale ha formalizzato le accuse, omettendo però di verificare la reale natura dell'intervento d'ufficio, prima di avviare le denunce penali e disciplinari.
 
Il purgatorio per mesi nello stanzino dei messi
L'azione, come si è scoperto nel tempo, si innestava peraltro in un contesto già fortemente compromesso, segnato da invidie, ripicche, sgarbi reciproci sul lavoro.
Per la pattuglia incastrata è così iniziato un calvario professionale.
I due interessati hanno infatti continuato a prestare regolarmente la propria attività lavorativa in questi ventiquattro mesi, ma in condizioni di palese demansionamento: trasferiti e utilizzati forzatamente tra l'Ufficio Tecnico e/o - secondo quanto emerso - letteralmente "nascosti" nello stanzino dei messi comunali!
Una misura punitiva e di isolamento professionale pianificata all'interno di un ambiente lavorativo caratterizzato, come abbiamo visto, da forti e comprovate tensioni interne.
 
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Il crollo delle accuse e il cambio di Giunta
Il rientro in servizio di oggi, dopo due anni di purgatorio tra le scartoffie e l'isolamento, dimostra come il castello di carte sia completamente crollato.
La denuncia penale si è infatti già conclusa mesi fa, giusto questa estate, con un decreto di archiviazione, con cui il magistrato ha smontato la debolezza e l'indimostrabilità delle prove portate dall'accusa, accertando la totale legittimità della condotta tenuta da PALOMBI e BIONDI.
Di fronte al proscioglimento in sede penale, l'ufficio Procedimenti Disciplinari del Comune, che aveva congelato il pronunciamento, non ha potuto far altro che battere in ritirata senza opporsi: il procedimento interno, che era rimasto da definire, è stato archiviato, costringendo l'Amministrazione GLORIO (che aveva ereditato la patata bollente dall'Amministrazione PIRANI) a disporre l'immediato reintegro operativo, per evitare una rovinosa causa per danni da mobbing.
 
Il conto economico e il rischio per i patrimoni privati
Ora che la pattuglia è tornata a testa alta sulla strada, si apre la partita più dolorosa per le tasche dei cittadini osimani.
Il Comune si troverà infatti costretto a rifondere le ingenti spese legali dei procedimenti e a liquidare agli agenti tutte le indennità specifiche illegittimamente sottratte in questi due anni di confino nello stanzino del palazzo.
Resta da chiarire chi pagherà il conto di questo flop gestionale se le parti dovessero, come parrebbe scontato, bussare a denari: le responsabilità rischiano di ricadere in solido sia su Daniele BUSCARINI (in quanto braccio operativo dell'innesco ritorsivo) sia sull'allora Segretario comunale e Dirigente degli Affari generali Mauro SOPRANZETTI, firmatario dei provvedimenti sanzionatori risultati privi della dovuta verifica istruttoria. Per i due vertici il rischio economico personale è concreto: le coperture assicurative standard, infatti, non tutelano le condotte ritenute ritorsive, aprendo la strada a un risarcimento che potrebbe colpire direttamente i patrimoni privati.
Mentre la pattuglia ha ripreso il suo lavoro sul territorio, sui firmatari delle contestazioni si abbatte ora il peso di una gestione interna fallimentare.
Osimo, almeno, sia pur a caro prezzo, torna da oggi ad avere due vigili urbani pagati in quanto tali.
Parrebbe poco, ma visti i tempi...

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