venerdì, 09 ottobre 2026

HANDICAP E SOSTA NEGATA: "NON SONO GRADITE LE EVENTUALI CONDOGLIANZE DEL SINDACO MOSCHELLA"

Dopo la scomparsa di Livia Antognoni, il marito Marco Marcucci accusa il Comune di Sirolo di aver ignorato le richieste di sosta riservata in via Grilli. Il sindaco Filippo Moschella si difende dietro i cavilli del protocollo e il numero dei parcheggi esistenti, ma l'opposizione dem attacca: «Screditare il Pd non cancella il cinismo di un problema "risolto" solo dal lutto»

Di Sandro Pangrazi | 09-ott-2026 6 min di lettura
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HANDICAP E SOSTA NEGATA: "NON SONO GRADITE LE EVENTUALI CONDOGLIANZE DEL SINDACO MOSCHELLA"
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di Sandro PANGRAZI
 
Il perimetro sacro di un manifesto funebre che si trasforma in un atto d'accusa politico; la scomparsa di una donna che solleva il velo sulle barriere architettoniche di un intero borgo.
La vicenda di Sirolo, scaturita dal diniego pubblico delle eventuali condoglianze del Sindaco Filippo MOSCHELLA da parte del vedovo Marco MARCUCCI, non è solo una dolorosa cronaca locale: è lo specchio di un cortocircuito amministrativo dove la difesa dei numeri istituzionali si scontra frontalmente con la realtà quotidiana della disabilità.
Uno scontro, vecchio di un mese ma salito alla ribalta della cronaca solo in queste ore, che con il lancio di stampa si arricchisce di un nuovo durissimo capitolo: la controreplica delle opposizioni, segnatamente del Pd della Perla del Cònero, che inchioda la Giunta MOSCHELLA alle proprie responsabilità, accusando il Primo cittadino di usare l'attacco politico per non rispondere sui fatti.
Tra giochi di parole sui registri di protocollo e stalli fisici che scompaiono durante le feste, ecco i passaggi chiave che mettono a nudo la gestione dell'accessibilità negata come a Livia ANTOGNONI, ovvero ai residenti, portatori di handicap, nel cuore di Sirolo.

L'innesco: Il manifesto funebre come spazio di denuncia
La vicenda esplode dove nessuno se lo aspetterebbe: sulle epigrafi funebri per la scomparsa di Livia Antognoni, 78 anni, decesso avvenuto giusto un mese fa.
Il rifiuto preventivo dell'eventuale cordoglio, da parte del Sindaco MOSCHELLA e della maggioranza, trasforma il lutto privato in un caso politico.
Non si tratta di un'improvvisata polemica elettorale, ma dell'adempimento di una promessa fatta alla moglie, costretta per anni in carrozzina da una malattia degenerativa.
Il manifesto diventa così l'extrema ratio per dare voce a una battaglia silenziosa durata anni contro l'insensibilità delle istituzioni.
 
 
La prova regina: La verità è racchiusa nel protocollo
Come spesso accade nelle dispute pubbliche, la svolta documentale è legata a una data precisa: in questo caso il 30 maggio 2024.
Marco MARCUCCI, il cittadino rimasto vedovo, afferma di aver depositato in Comune una nota formale rimasta senza risposta. 
Il Sindaco MOSCHELLA non può negarne l'esistenza, ma si rifugia dietro un tecnicismo burocratico: ammette la ricezione del testo di quattro pagine, ma sostiene che non contenesse l'istanza specifica per un "quinto posto auto" in centro storico. 
La sostanza del problema viene così aggirata dalla forma, sollevando il dubbio che la macchina amministrativa usi i cavilli per depotenziare le richieste legittime dei residenti.
 
Il caos dei numeri: Il gioco delle tre carte sui parcheggi
La difesa dell'Amministrazione scivola su un clamoroso paradosso matematico.
Il Primo cittadino smentisce la richiesta di un "quinto stallo" totale in centro, dichiarando che la nota parlava dell'assenza di un "secondo stallo" in via Grilli. Ma la matematica non mente: se l'unico posto della via viene sommato ai tre distribuiti nel resto del centro (via Verdi, piazza Vittorio Veneto ed Enriquez), si arriva esattamente a quattro.
Chiedere il secondo stallo in via Grilli significa, per logica assoluta, chiedere il quinto parcheggio totale del centro storico.
Un gioco di parole che mostra la debolezza della narrativa istituzionale.
 
La memoria storica: quell'area cancellata dal passato
Il vedovo non usa un verbo a caso: chiede di "ripristinare" il secondo stallo. Questo termine rivela una verità scottante: in passato quel parcheggio esisteva ed era ritenuto idoneo.
L'amministrazione lo ha rimosso adducendo motivi di sicurezza legati alla curva, alla presenza del marciapiede stretto e al passaggio delle corriere.
Una scelta che svela una precisa scala di priorità: di fronte alle criticità della viabilità stradale, il Comune ha preferito sacrificare lo spazio protetto per i disabili, senza premurarsi di compensare la perdita nelle immediate vicinanze.
 
L'offerta azzerata: Il paradosso dei mercati e delle feste
Il picco dell'inaccessibilità si registra proprio nei momenti di massima socialità. Durante i mercati settimanali e le manifestazioni pubbliche, anche l'unico stallo superstite di via Grilli, secondo il racconto di MARCUCCI, diventa inutilizzabile!
In questo modo l'offerta per le persone con mobilità ridotta si azzera completamente proprio nei giorni in cui il diritto alla partecipazione alla vita cittadina dovrebbe essere maggiormente garantito.
La pezza messa dal Sindaco-poliziotto – l'invito a fare affidamento sulla tolleranza estiva dei vigili urbani – non fa che confermare il fallimento della pianificazione urbana: il diritto alla mobilità non può dipendere dalla discrezionalità di un permesso, ma deve essere sanzionato da stalli fisici e sempre accessibili.
 
La controreplica: «Screditare non è rispondere»
L'ultimo affondo dem sposta definitivamente il focus sulla carenza di empatia e risposte concrete da parte della Giunta.
L'opposizione, in un ulteriore post affidato a Facebook, contesta frontalmente la narrazione fatta da MOSCHELLA, evidenziando come l'elenco teorico dei quattro parcheggi non risolva i problemi strutturali di sicurezza e spazio per le carrozzine.
Il cuore della critica colpisce la reazione istituzionale: di fronte alla denuncia, anche forte, di un cittadino, l'Amministrazione ha scelto di lanciare giudizi politici contro il Pd anziché chiarire quale reale seguito sia stato dato a quel documento di quattro pagine protocollato a maggio.
Le mancate risposte, sottolinea la nota, parlano da sole: chi si muove in carrozzina sperimenta barriere che sfuggono agli altri; e il dovere di chi governa resta l'ascolto, non il trinceramento dietro lo screditamento dell'avversario.
 
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L'epilogo cinico: Il problema risolto dal lutto
La vera conclusione della vicenda mette a nudo il volto più spietato della macchina burocratica.
Oggi lo stallo non è più un problema urgente in via Grilli, ma non per merito di un intervento strutturale o di un sussulto di civiltà dell'Amministrazione.
Il problema si è "risolto" da solo, nel modo più drammatico: con il decesso di Livia ANTOGNONI.
La scomparsa della residente ha di fatto azzerato l'istanza sul campo, trasformando il ritardo del Comune in una macabra vittoria del tempo sulla tutela dei diritti.
Resta la memoria di una battaglia che chi governava Sirolo ha potuto semplicemente archiviare per cessata attività del richiedente, lasciando intatta l'amarezza di una risposta arrivata fuori tempo massimo, quando ormai l'inchiostro del protocollo è stato coperto da quello dei manifesti funebri.

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